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Giunta a Trezzano: metà agli arresti, l’altra metà si dimette. Ovvero dell’obbedienza e dell’onore.

20 maggio 2013

Martedì 14 maggio 2013, con l’accusa di associazione a delinquere finalizzata alla corruzione, sono stati
arrestati Oreste Sciumbata, assessore all’assistenza, Giorgio Rossetto, assessore ai lavori pubblici,
Giacomo Velardita, comandante della Polizia locale, Giorgio Citelli, responsabile dell’ufficio
edilizia del Comune di Trezzano e Antonio Di Stasio, segretario del Pdl trezzanese.

[Il 17 maggio alle ore 13 sono state protocollate le dimissioni degli assessori della LEGA NORD del comune di Trezzano  Flavia Perrotta e Davide Barletta. n.d.r.]

Con questi
arresti non solo è crollata la giunta Tomasino ma è giunto al termine un sistema e un gruppo
“dirigente” del centro destra che ha condizionato la vita amministrativa e politica trezzanese per
quasi venti anni. Alcuni di loro iniziarono la vita politica addirittura negli anni ottanta con
l’amministrazione Marano DC-PSI e la proseguirono sotto le bandiere di Forza Italia e di Alleanza
Nazionale, a cavallo del nuovo millennio, con le amministrazioni di centrodestra della sindaca
Pirani. Il tempo trascorre ma “l’ideale politico” non cambia, disinteresse per il bene pubblico e
attenzione alle clientele, quando andava bene, o al beneficio personale. L’inchiesta giudiziaria
mette in luce anche l’intreccio perverso tra politica, gli assessori che devono indicare le scelte
politico-amministative, e i funzionari del Comune che devono assolvere al dovere della
imparzialità. Tutto ciò genera inefficienza nel dare servizi ai cittadini e getta discredito sulla politica
e sulla Istituzione comunale. Con l’ultima tornata amministrativa, al duopolio PDL-AN, si è
aggiunta la Lega Nord a sostenere la giunta Tomasino. Solo ora la Lega si è accorta di quello che
accadeva e ha ritirato i suoi due assessori; a causa, forse, della richiesta presentata giovedì 16
maggio e firmata da dieci consiglieri su venti, di convocazione urgente di un Consiglio Comunale
con all’ordine del giorno la sfiducia al Sindaco?
Questa iniziativa, promossa dal PD e dal suo gruppo consigliare, ha visto l’adesione di tutti i gruppi
di opposizione e prelude all’azzeramento del Consiglio Comunale e alle dimissioni obbligate del
Sindaco.
Aggiungo altre comsiderazioni a proposito del PGT e dello sviluppo del territorio che sono oggetto
degli appetiti degli accusati in concorso con gli imprenditori.
Il territorio non deve essere considerato un bene economico analogo alle merci, cioè un bene di
scambio, ma un bene collettivo non riproducibile e per tale ragione da tutelare per il benessere di
tutti cittadini eda preservare per lasciarlo in eredità alle future generazioni. Tutto ciò a Trezzano non
è avvenuto perchè il PGT approvato dalla maggioranza è sdraiato sulle esigenze degli operatori,
come denunciato fermamente più volte dal PD in Consiglio Comunale. Di questo, il Sindaco, con
delega all’urbanistica, ne porta la responsabilità politica. L’esempio più eclatante di questo essere
sdraiati è la previsione di demolizione dell’asilo nido di via Giacosa per fare spazio a un centro
commerciale. Certo il privato si impegna a costruire un nuovo nido, ma in mezzo ai capannoni, e
con quali caratteristiche e in quanto tempo non è dato sapere. Anche su questo il PD aveva fatto
denuncia in Consiglio Comunale evidenziandone l’insensatezza e l’opacità, paventando quello che
l’inchiesta della DIA ha rivelato.
Il Sindaco era ignaro di quello che i suoi due assessori, secondo l’accusa, facevano? È il Sindaco a
nominare gli assesori e quindi è politicamente responsabile della scelta inappropriata.
Tomasino ha anche la delega al personale, è lui che ha scelto Velardita Comandante della Polizia
Locale e Citelli responsabile dell’edilizia e anche in questo caso vale il discorso precedente.
Al di là del giudizio sulla persona è del tutto evidente che il Sindaco ha dimostrato di non essere in
grado di valutare e quindi scegliere i suoi collaboratori e per tale ragione deve dimettersi.
L’ Art. 54. della nostra Costituzione afferma che “….I cittadini cui sono affidate funzioni pubbliche
hanno il dovere di adempierle con disciplina ed onore, prestando giuramento nei casi stabiliti dalla
legge.”. Dovrebbe essere un pensiero costante “la disciplina e l’ onore” costituzionale per i cittadini
a cui sono affidati assessorati o funzioni dirigenziali nello Stato o negli Enti locali. Questo precetto
costituzionale era nella mente e nel cuore di Sciumbata, di Rossetto, di Velardita, di Citelli?
Di Stasio, segretario trezzanese del PDL, conosce l’Art. 49.della Costituzione “Tutti i cittadini
hanno diritto di associarsi liberamente in partiti per concorrere con metodo democratico a
determinare la politica nazionale”? Non certamente a concorrere ai propri interessi privati.
Detto ciò dobbiamo interrogarci sul futuro di Trezzano, che non è un luogo sfortunato, ma è una
comunità segnata da interessi forti e illeciti che hanno condizionato il suo sviluppo e la sua
amministrazione.
È tempo di cambiare, è ora che le persone oneste, e a Trezzano sono tante, si mettano in gioco per
rinnovare radicalmente la politica locale; troveranno il Partito Democratico al loro fianco.
Il segretario del Circolo PD di Trezzano sul Naviglio
Dario Manzo

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