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PGT a Trezzano: cronaca di un’agonia

29 marzo 2013

Un’agonia annunciata per il paese. Da lunedi 25 marzo 2013 Trezzano ha il suo PGT ma non c’è motivo di gioire. Ciò che la giunta Tomasino ha approntato e si è votata – contraria l’opposizione composta da Partito Democratico, Controcorrente, Udc, Verdi, Trezzano Oltre – è un Piano di Governo del Territorio triste, banale, senza visione, senza respiro o idee nuove.

E’ il solito progettucolo in cui la fa da padrone la costruzione di palazzi e Centri commerciali. Negli articoli precedenti abbiamo esposto le ragioni per cui per noi questo Pgt è una jattura per  il paese, i pochi commenti della maggioranza qui e qui non sono convincenti e, insieme alla cronaca dell’iter di approvazione,  indicano chiaramente qual è l’interesse primario

  1. del sindaco: la “sussidiarietà” a favore degli operatori commerciali contrabbandata come servizio alla cittadinanza
  2. della giunta: galleggiare ancora un po’ sulle macerie

All’opposizione, nonostante uno strenuo lavoro a favore di un Pgt più sensato, è sempre mancato 1 voto, quello del consigliere eletto nella coalizione di Centro Sinistra passato a votare regolarmente con la maggioranza.  Le previsioni del Consigliere Fabio Bottero si sono infatti avverate.

Un po’ di numeri: dopo un anno di riunioni in Commissione e la presentazione di  157 osservazioni da parte di partiti, comitati di quartiere, associazioni e privati cittadini, la maggioranza ne ha accolte solo 7,  dopo un consiglio comunale durato 17 ore (in 3 riprese) e 161 votazioni.

Questo l’intervento finale del Capogruppo del Pd Leo Damiani.

Come doveroso per ogni minoranza, pur con le limitate risorse a disposizione di una minoranza, noi del PD, per tutto questo anno di discussione intorno al PGT, abbiamo cercato di dare il nostro contributo di analisi e di idee per una Trezzano futura più bella e più vivibile. In commissione, in Consiglio, nelle varie assemblee cittadine abbiamo portato le nostre valutazioni e le nostre proposte. Pochi voli pindarici e tanto, tanto buon senso. Ci siamo trovati davanti una maggioranza chiusa a riccio, impermeabile a tutte le istanze diverse da quelle provenienti dalle sue componenti interne, una maggioranza autistica.

L'idea di bello del Pdl/Lega di Trezzano

L’idea di bello del Pdl/Lega di Trezzano

Un autismo non selettivo. Nel senso che tale impermeabilità è stata totale anche nei confronti delle altre opposizioni e dei tanti comitati di quartiere che hanno cercato di interloquire nelle varie assemblee cittadine.

Certo, esiste la maggioranza e la minoranza, e  dunque un PGT non può non essere portatore dei valori, dei bisogni, dei desideri della maggioranza. Ma un PGT è in primo luogo un progetto sulla città futura , un piano di lungo periodo e dunque, proprio perché tale, non può essere esclusiva della maggioranza pro tempore. La complessa procedura prevista dalla norma ha di sicuro come obiettivo una forte interazione di bisogni, idee, sogni al fine di garantire un progetto quanto più adeguato possibile alle esigenze dell’intera cittadinanza.

Fin dalle prime discussioni abbiamo fatto rilevare l’assenza nel progetto di questa Giunta di una visione strategica, urbanistica e culturale, volta al superamento della frammentazione, dell’inquinamento, delle strozzature della viabilità e del  sistema fognario che caratterizzano la nostra città. Niente di niente, questa Giunta ha proceduto imperterrita senza alcuna logica se non la soddisfazione a pioggia dei tanti interessi edificatori, slegati tra loro, che ad essa si sono proposti.

La conseguenza di tale scelta non potrà che essere l’ulteriore accentuazione dei gravi squilibri esistenti e, purtroppo, il formarsene di nuovi.

Le strade strette e i pochissimi parcheggi di Trezzano mal sopportano nuovi insediamenti poiché ogni nuovo abitante è portatore di un’auto. Abbiamo proposto dunque di limitare nuovi volumi residenziali e commerciali solo alle due aree dove è presente un forte interesse collettivo: la ex De Malena, area fortemente degradata e che ben si presta a rivitalizzare un quartiere bisognoso di tutto come la Marchesina, e l’area intorno alla stazione per farne un vero centro urbano che unisca , insieme al proposto asse pedonale,  le varie parti della città, un’anima nella quale si riconoscano tutti i cittadini. Certo nuovi insediamenti e dunque altre macchine e dunque più traffico. Abbiamo proposto, per attenuare l’impatto dell’aumento delle macchine, la non monetizzazione della dotazione dei parcheggi di strada. Niente da fare la maggioranza ha rifiutato anche questa misura di minimo buon senso.

Noi siamo per la totale rinuncia al consumo di nuovo territorio, pertanto ci opponiamo ai nuovi insediamenti decisi nell’area della Cascina Antonietta. Riteniamo dannoso trasferire il Nido in un’area di capannoni per il dimezzamento della bell’area del plesso scolastico Giacosa Nido Beria D’Argentine, e per il dubbio ritorno economico.

Siamo d’accordo ad allontanare il traffico di passaggio dal centro abitato, non siamo d’accordo di farlo con una strada che sfondi pesantemente i confini del Parco sud, Antico Bosco di Terzago compreso. Il bucolico nome “Strada Parco” è una grande ipocrisia.

Inaccettabile poi la questione degli ambiti di compensazione ambientale: aree private in genere agricole che potranno essere cedute al Comune in cambio di un premio volumetrico. Questo significa che qualsiasi costruttore che volesse più volumetria di quanto concessogli dalle norme, non dovrà fare altro che acquistare una parte di queste aree e cederla al Comune. In cambio potrà costruire di più. Queste aree aumenteranno di valore a tutto vantaggio dei proprietari e a svantaggio dei cittadini che si ritroveranno a vivere in spazi più affollati e inquinati. La proprietà di tali aree non sarà di alcun vantaggio per  il Comune perché tali aree sono già agricole e tali devono restare.

Grave l’ambito di trasformazione commerciale contiguo al TR1  un quartiere chiuso da quattro assi di scorrimento e proprio per tale condizione impossibilitato ad accettare il nuovo traffico conseguente alla presenza di un nuovo centro commerciale.

Soprattutto riteniamo indispensabile affrontare seriamente il problema viabilistico con il completamento dei progetti  di riqualificazione avviati in passato  e  con la costruzione del secondo attraversamento del Naviglio come primo passo per estirpare traffico ed inquinamento dall’asse via Indipendenza via Roma, pedonalizzare il Ponte Gobbo e, per ridurre l’attuale frammentazione urbanistica, realizzare l’asse ciclopedonale S.Lorenzo/Città Pubblica/Naviglio/Marchesina.  L’anima della città futura

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