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Aspettando Napolitano

29 marzo 2013

Aspettiamo Giorgio NapolitanoParlamentoVuoto

Questa sera sapremo che risultato hanno ottenuto gli incontri delle forze politiche con il Capo della Stato, se Bersani potrà andare avanti oppure ci sarà un nuovo incarico. Per ora solo alcune considerazioni partendo da una analisi delle vicende degli ultimi due anni.

1. Era evidente che la rottura tra Fini e Berlusconi nel 2010 avrebbe indebolito il centro destra e reso precaria la vita del governo. Infatti a fine 2011 il governo Berlusconi è stato costretto alle dimissioni , per non avere più la maggioranza parlamentare, per il discredito internazionale e per la difficilissima situazione finanziaria certificata dal differenziale dei tassi di interesse tra i Buoni del Tesoro Italiani e quelli tedeschi arrivata ad oltre 600 punti.
2. La nascita del governo Monti è stata una scelta propiziata dal Capo dello Stato e condivisa dalle maggiori forze politiche per salvare l’Italia dal baratro del fallimento immediato.
Il PD ha appoggiato responsabilmente il governo dei tecnici, cercando di migliorare i provvedimenti per renderli più equi e incisivi. Non è però secondario ricordare che nei due rami del parlamento era il PDL ad avere il maggior numero di deputati e senatori.
3. Di fronte a due provvedimenti, legge elettorale e legge anticorruzione, sollecitati dal Presidente della Repubblica, necessari per il paese, e ritenute indispensabili per il PD, il PDL ha tolto la fiducia al Governo Monti interrompendo anticipatamente la legislatura e provocando le elezioni anticipate. Tutto ciò, ancora una volta, per difendere gli interessi personali di Silvio Berlusconi.
4. Durante la campagna elettorale Berlusconi si è prodigato a demolire i provvedimenti del governo dei tecnici che il PDL aveva votato in Parlamento. Marketing elettorale versus coerenza politica, a voi giudicare. Ha descritto il PD come un covo di comunisti, Bersani un bolscevico e il prof. Monti un loro servo, invitando gli italiani a votare PDL contro lo spettro di avere i cosacchi in Piazza S. Pietro.
5. Alle elezioni il centrosinistra alla Camera ha avuto 10.047.507 voti, il centro destra 9.923.107 e il M5S 8.688.545. In “virtù” del porcellum il centro sinistra ha avuto la maggioranza dei seggi alla Camera ma non al Senato a “causa” sempre del porcellum.
6. Stante questa situazione al centro sinistra e al suo maggiore partito, il PD, corre l’obbligo di proporre il programma, le alleanze di governo e di esprimere il Leader, Bersani, in quanto esso è stato il vincitore delle primarie della coalizione.
7. Tre forze si dividono i tre quarti dei voti e qualsiasi alleanza per ottenere una stabile maggioranza parlamentare che dia la fiducia al nuovo governo si gioca sulle possibili combinazione tra le tre forze PD, PDL e M5S (PD+PDL, PD+M5S, PDL+M5S), altro non esiste.
8. Una grossa coalizione tra PD+PDL non è concettualmente impossibile, ma è politicamnete impraticabile per queste ragioni: a) è il PDL che ha sfiduciato il governo Monti delle larghe intese (vedi punto3) che vedeva insieme il PDL e il PD; b) è il PDL che durante la campagna elettorale ha attaccato il PD affermando che sarebbe stato impossibile governare insieme (vedi punto 4); c) dopo l’inizio dell’inchiesta giudiziaria su Di Gregorio e le sue confessioni
sui parlamentari comprati per passare con Berlusconi si è ingigantita la questione etica su un uomo politico che, pur di far cadere un governo di centro sinistra democraticamente eletto, non esita al mercimonio politico e di politici; d) i punti programmatici tra centro destra e centro sinistra sono agli antipodi, i primi a difesa del Padrone, i nostri per un profondo rinnovamento della società italiana.
9. Una alleanza tra PD e M5S, pur nelle grandi differenze di merito e di metodo, sarebbe possibile su una base programmatica di rinnovamento della politica e dell’Italia. Metterebbe definitivamente nell’angolo Berlusconi sia in Parlamento che nel Paese. Tre leggi. a) conflitto d’interessi; b) elettorale; c) anticorruzione. Oltre a questo e prima di questo un pacchetto di provvedimenti che facciano ripartire l’economia e lo sviluppo. Purtroppo la chiusura di Grillo ha finora impedito che l’ipotesi di un governo di cambiamento prendesse concretezza.
10. Bersani ha preso atto della situazione e ha riportato al Capo dello Stato i problemi e le chiusure che ha trovato nelle consultazioni. Napolitano ha preso in mano la situazione, ma con quali possibilità di riuscita? Da una parte un politico, Berlusconi, che non conosce vergogna e non sa cosa sia la coerenza in politica, che vede nelle elezioni anticipate l’occasione per riprendersi il banco e rovinare definitivamente l’Italia e gli italiani (lo danno in risalita nei sondaggi), dall’altra parte un Pifferaio magico, ma forse tragico, che in modo eversivo gioca al tanto peggio tanto meglio (pensa al 100% dei voti) e in attesa della
ipotetica presa del potere affonda la reale possibilità di cambiamento.
11. Affidiamoci alla saggezza ed esperienza di Napolitano, ma deve essere chiaro che un cedimento sulle alleanze, alias governo con Berlusconi, è la morte del Partito Democratico, perchè i suoi elettori reali e quelli potenziali non capirebbero (vedi punto 8) e non lo voterebbero più, i militanti dei Circoli straccerebbero la tessera, e a questo punto poco importa se qualche dirigente promuove scissioni. Sarebbero scissioni di un cadavere. Nei momenti difficili è necessario tenere la barra diritta e sostenere il segretario Bersani perchè è
l’unico che in questa situazione può tentare di salvare il paese formando un governo di cambiamento e salvare il partito dalla implosione.
12. Un governo del Presidente deve anch’esso trovare voti certi in Parlamento e il PD, la maggiore forza parlamentare, potrebbe sì consentirne la nascita, anche astenendosi, ma non potrebbe considerarlo un governo amico. In tal caso ogni provvedimento dovrà essere valutato nel merito e bocciato se non corrisponde alle necessità che noi riteniamo prioritarie, anche a costo di sfiduciare il governo.

Dario Manzo – Coordinatore Pd Trezzano

appello

…abbiamo ancora bisogno di un governo serio
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