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Perché mi oppongo al Movimento 5 Stelle

6 marzo 2013

Pubblichiamo una riflessione  personale del nostro Consigliere Jacopo Guastalla su M5S e sull’opportunità di collaborare con un movimento con queste caratteristiche.

Sono giorni in cui il Movimento 5 Stelle è al centro dell’attenzione, nei mezzi di comunicazione e qui su facebook. Sembra che le sorti della nazione siano legati ai loro voti, per cui si cerca di blandirli, di lusingarli, di convincerli. Invece ogni giorno che passa, ogni intervento che leggo, questo movimento mi sembra sempre più lontano da me, sempre più pericoloso, sempre più indifendibile. Ho pensato dunque di elencare i punti che mi distanziano dal M5S e che mi fanno giudicare negativa una qualunque collaborazione istituzionale con questa forza. L’ordine in cui li elenco è abbastanza casuale.

1) La violenza. Per ora solo verbale, certo, ma le parole sono specchio dei pensieri. Nei discorsi di Grillo, ma anche di altri aderenti al movimento, si trova un ricorso continuo alla contumelia e all’insulto. Non solo, sono frequenti anche i riferimenti macabri alla morte, ai cadaveri, agli zombi. Le mamme dicono sempre ai bambini che dire parolacce è la soluzione di chi non ha argomenti, è vero, ma non penso che sia solo questo. Dal lessico del M5S traspare odio, rabbia, violenza appunto. Molti di loro saranno sicuramente in grado di distinguere le parole dalle azioni, ma lo saranno proprio tutti? Nel momento in cui dovessero governare, avere le leve del comando, possiamo essere tranquilli che questa violenza non verrà messa in qualche modo in pratica, che questo odio non li accecherà?

2) La semplificazione. Per il Movimento tutto è semplice: per ogni problema esiste una soluzione a portata di mano delle persone oneste e innovative, solo che questa soluzione viene nascosta dagli interessi del “sistema” o della “casta”. Questo è un leit-motiv di Grillo, che un tempo pensava di potere sostituire i detersivi inquinanti con magiche palline in grado di togliere lo sporco dai vestiti, soluzione semplice, ma censurata dalle multinazionali e dai loro interessi. Ora abbiamo dei problemi finanziari legati ai dettami europei? Anche qui è semplice: usciamo dall’euro. Il problema è che la realtà è complessa, non semplice. Ogni fenomeno è il risultato di una serie di molti fattori, alcuni evidenti, altri nascosti; ogni modifica che viene apportata ne causa altre, magari non previste. Offrire soluzioni semplici di fronte a una realtà complessa è una menzogna, è malafede e tra l’altro rischia di portare a risultati diversi se non opposti rispetto a quelli preventivati.

3) Il fanatismo. Il Movimento 5 Stelle sembra, almeno a leggere gli interventi di militanti e simpatizzanti, convinto di essere sempre nel giusto e che tutti gli altri siano sempre nel torto. Questo si chiama fanatismo ed è una cosa che mette paura. La dinamica mi sembra quella puro/impuro che è stata tipica di tanti movimenti dittatoriali e estremisti. In questo caso non è una purezza etnica o di classe, ma una purezza morale: loro sono tutti onesti e disinteressati, gli altri tutti ladri. Il problema è che quando i “puri” o supposti tali vanno al potere per gli “impuri” o supposti tali le cose si mettono male: prigione, rieducazione, confino.

L'onda (Die Welle)  film di Dennis Gansel, 2008 - tratto dal romanzo di Todd Strasser L'onda, a sua volta basato sull'esperimento sociale denominato La Terza Onda (The Third Wave), avvenuto nel 1967 in California.

L’onda (Die Welle) film di Dennis Gansel, 2008 – tratto dal romanzo di Todd Strasser L’onda, a sua volta basato sull’esperimento sociale denominato La Terza Onda (The Third Wave), avvenuto nel 1967 in California.

4) Il legame massa/capo. Anche questa è una caratteristica di movimenti che hanno lasciato un triste ricordo nella storia recente. Una grande massa di persone e un capo carismatico. Una massa che si trova priva di certezze tradizionali; in crisi economica, morale, culturale; senza i vecchi punti di riferimento che crollano anche per loro responsabilità e nel vuoto cerca una guida a cui affidarsi. E un capo dotato indubbiamente di carisma che crede di poter controllare rigidamente e totalmente questa massa. Una fiducia cieca, irrazionale, istintiva che porta la massa a fare qualunque cosa il capo le chieda e il capo a sentirsi invincibile, avendo dietro di sé milioni di persone adoranti. Spesso la massa finisce uccisa in battaglia e il capo a piazzale Loreto o in un bunker di Berlino.

5) La retorica della “gente comune”. Il Movimento 5 Stelle sostiene che i rappresentanti del popolo debbano essere le persone comuni, scelte attraverso la rete, persone simili al nostro vicino di casa o al nostro collega. Io invece penso che le persone comuni siano, per la maggior parte, ignoranti, superficiali, poco informate, poco riflessive. Non è un male in sé, è abbastanza normale, il problema è quando si vuole porre persone così al vertice dello stato. Hannah Arendt nella Banalità del Male sottolineava come uno degli elementi di creazione di consenso del nazismo fosse il fatto di dare anche ai mediocri l’opportunità di arrivare ai vertici dello stato. E’ vero che i politici tradizionali hanno dato pessima prova di sé, ma non perché fossero lontani dalla “gente comune”, al contrario perché assomigliavano troppo alla “gente comune”. Se c’è una colpa dei partiti dopo la crisi della prima repubblica è quella di aver rinunciato a creare un’élite, accontentandosi di una classe dirigente che assomiglia in maniera inquietante agli elettori (soprattutto nei loro difetti). Io non voglio che i politici, i parlamentari, i ministri siano “come me”, devono essere migliori di me: conoscere di più, essere più esperti, parlare meglio, ragionare meglio di me (e del 90% della popolazione).

6) La convinzione di potere cambiare la storia. Altro tratto tipico di movimenti, partiti, personaggi che oggi ricordiamo con un brivido: quanti hanno pensato di chiudere una vecchia storia e aprirne una nuova, magari avendo anche idee valide o una grande statura morale? Molti non ci sono andati nemmeno vicini, ma chi ha provato a farlo ha finito per schiacciare, opprimere, perseguitare tutti quelli che si opponevano alla “nuova storia”, all'”uomo nuovo”. La verità è che la storia cambia lentamente e che comunque non sono gli individui a rivoluzionarla, ma le grandi strutture, che siano economiche o culturali (a seconda che preferiate il materialismo o l’idealismo).

Probabilmente ci sono anche altri aspetti che vale la pena sottolineare, ma questi mi sembrano per ora sufficienti. E’ certo che esistono anche dei meriti nel Movimento: l’attenzione alla moralità nell’azione politica, la necessità di una riduzione degli sprechi, soprattutto una forte coscienza ecologista, ma purtroppo di fronte ai difetti elencati prima questi meriti scompaiono, si dissolvono. Quindi per concludere, io non sono nessuno e non ho nessun potere di decidere, ma mi auguro che i voti di questa gente non siano fondamentali per il prossimo governo del nostro paese. Mi auguro anche che questo Movimento non arrivi mai ad avere una maggioranza politica, ma se dovesse arrivarci io sarò strenuamente e combattivamente all’opposizione. Loro dicono “arrendetevi, siete circondati”, io rispondo che probabilmente sono circondato e sono un morto che cammina, ma finché a circondarmi sono persone brutte, irrazionali e pericolose come loro non mi arrenderò.

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2 commenti leave one →
  1. Francesco permalink*
    6 marzo 2013 16:03

    Sono pienamente d’accordo! Meno male che esistono ancora persone che ragionano in questo paese! Bravo Jacopo!

  2. 6 marzo 2013 15:47

    Condivido, in particolare il n. 5.

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