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Coordinamento Donne Democratiche – “DONNE E MEDIA” – Resoconto di un incontro a Gaggiano

28 aprile 2012

Sabato 10 marzo 2012, nell’ambito delle iniziative sulla Giornata della Donna, il Circolo PD di Gaggiano ha sostenuto l’iniziativa organizzata dal Coordinamento Donne Democratiche del Corsichese.

L’incontro si è tenuto presso la Cooperativa Novella ed è stato preceduto dal racconto del ricercatore di storia locale Paolo Migliavacca sulla figura di donne che si sono distinte a Gaggiano.

La tavola rotonda aveva come figure di riferimento Bruna Brembilla, consigliere provinciale Pd, Carlo Borghetti, consigliere regionale Pd, e Donatella Martini Presidente dell’Associazione DonneInQuota.  Moderatrice della serata, Arianna Censi, Responsabile Enti Locali federazione PD Milano.

Come introduzione all’argomento è stata proiettata una carrellata di manifesti pubblicitari  a dimostrazione dell’ uso massiccio che i pubblicitari fanno del corpo della donna per propagandare ogni sorta di prodotto (si è potuto notare per altro che i manifesti di pubblicità locale sono ancora più pecorecci della pubblicità nazionale, forse grazie ai minori controlli esistenti a livello locale).

Donatella Martini introduce quindi l’argomento della negatività di tali pubblicità a causa degli stereotipi proposti alle giovani generazioni, e informa che l’Associazione DonneInQuota ha intrapreso iniziative legali volte a eliminare la pubblicità sessista dalle strade, e suggerisce che tutti i comuni si dotino di un regolamento sulle affissioni pubblicitarie. Naturalmente la resistenza dei comuni in questo senso è dovuta all’interesse a mantenere un capitolo d’entrata rilevante, per mantenere il quale sono disposti a ignorare queste problematiche. Stiamo parlando, nel solo comune di Milano, di 140.000 mq di spazi pubblicitari dati in concessione, e ciò spiega molte cose. Non stupisce quindi la poca attenzione a questo problema, e l’uso strumentale delle accuse di moralismo e bigottismo verso chi si batte per far cessare lo sfruttamento dell’immagine femminile a scopi commerciali.

A dimostrazione della problematicità dell’argomento bisogna citare anche il – ragionevole – dubbio che è stato sollevato, sul pericolo di avallare un clima di detestabile censura. (Tuttavia chi scrive ritiene che questa critica sia infondata perché qui non si tratta di censurare il libero pensiero o un’opera d’arte, stiamo parlando del fatto  che aziende commerciali si appropriano  dell’immagine di appartenenti al genere umano – donne in questo caso ma il discorso vale anche per i bambini – e ne sfruttano l’immagine in modo inaccettabile, per fini commerciali; tra l’altro in modo per niente artistico e  senza un minimo di creatività; e non è certo per difendere questo tipo di prodotto editoriale che dovremmo impegnare tempo ed energie, bensì per tutelare i soggetti che da esso vengono danneggiati.)

Qual è dunque il danno che queste immagini fanno alle donne? Innanzitutto avallano una visione distorta delle relazioni uomo-donna, e ciò è diseducativo per le nuove generazioni che assorbono e riproducono comportamenti stereotipati; inoltre essere mal rappresentate significa per le donne perdere in credibilità e non avere accesso al vero potere che governa le nostre vite, ma restare in posizione subalterna e lasciare questo potere ad altri. Come ha osservato Borghetti l’impatto sui giovani  di questa visione superficiale della società è devastante.

Arianna Censi ha posto un’altra questione: c’è una relazione fra l’essere mal rappresentate e l’economia? Siamo il paese europeo che cresce meno, con il minor numero di servizi per le donne spesso di scarsa qualità, dove i licenziamenti di donne sono ancora tollerati più di quelli maschili (vedi vergogna delle dimissioni in bianco).

Per DonneInQuota la relazione c’è ed è evidente, non è questione di moralismo ma di libertà, e dalla libertà sul nostro corpo e la nostra vita si fonda tutto il resto.

La Coordinatrice delle Democratiche di zona, Mariangela Bonas, ha posto la questione della pubblicità come specchio dei nostri desideri inconsci: i pubblicitari sanno bene ciò che piace al pubblico e glielo danno (forse la relazione è più complessa, in quanto i desideri si formano anche in base a ciò che viene mostrato o reso disponibile).

Cosa fare dunque affinchè cambi questa situazione? Innanzitutto riconoscere il problema come una questione culturale e non moralistica, quindi partire dall’educazione, attraverso risorse ad hoc per le scuole (che sono state tagliate) e cercare di cambiare la politica. Come? Ad esempio chiedere il ripristino dell’ educazione sessuale, insistere perché nei libri di storia vengano inserite figure significative di donne. Inoltre pretendere che la politica si occupi delle questioni legate all’educazione e alla rappresentatività di genere, oltre che alle questioni di welfare e salute senza censure moral-religiose (Censi ricorda che negli ultimi anni si assiste a una recrudescenza dell’Aids e sifilide che generano costi umani e sociali altissimi, e di questo la politica deve farsi carico).  Infine chiedere che i comuni si dotino di regolamenti che vietino le pubblicità che violano la dignità delle donne.

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5 commenti leave one →
  1. 29 aprile 2012 11:05

    Fascitello nostalgico il Molteni. Comunisti, politburo ma dove vivi? Probabilmente un leghista della prima ora del tipo ce l’ho duro e
    Roma ladrona!

  2. 28 aprile 2012 22:30

    No non abbiamo in mente niente per te, mi spiace. Sei capitato male, nessuno ti si fila, e adesso anch’io devo andare. Adieu.

  3. Davide Molteni permalink
    28 aprile 2012 21:03

    “Coordinamento donne democratiche” a Gaggiano (???) Perche’ le donne, perdipiu’ democratiche (non ho mai capito cosa vuole dire democratico e perche’ quelli che prima erano comunisti adesso sono democratici – due concetti in assoluta antitesi) di Gaggiano (dove cavolo e’ Gaggiano? Vicino a Togliattigrad?) sono scoordinate? Politicamente Dislessiche ? Direi patetiche e fuori tempo.
    Nella foto vedo molte faccie con la barba: “donna barbuta sempre piaciuta” o c’erano maschi infiltrati?

    • 28 aprile 2012 21:33

      Ho deciso di approvare il tuo sconclusionato commento al fine di offrire ai lettori una risata cheap… lo so è poco generoso nei confronti del malcapitato, ma che vuoi farci, noi democratici siam fatti così!.

      • davide molteni permalink
        28 aprile 2012 22:19

        “Ho deciso di approvare” urca! Allora lei e’ una persona importante il politburo la autorizza ad approvare. Non capisco perche’ “malcapitato” : mi succedera’ qualcosa? Avete in mente un vudu?

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