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Tomasino emulo di Carlo I d’Inghilterra – che per evitare il confronto si rifiutò di convocare il parlamento per 11 anni.

18 febbraio 2012

“Poiché il direttore del giornale, ed altri
gentiluomini, mi hanno chiesto di scrivere
la storia dell’ultima amministrazione di Trezzano
sul Naviglio, in tutti i suoi dettagli, dall’inizio alla

SERVE UNA BUSSOLA?

fine, senza tralasciare nulla […] prendo in mano
la penna nell’anno di grazia 2012 e torno al tempo
in cui il Pdl e la Lega, con l’ingombrante alleanza
del clan Russomanno (An) vinsero le elezioni
amministrative dell’aprile 2010, con uno scarto
di non pochi voti sul centrosinistra, formato
da Pd, Idv, Sel, Verdi e Udc, e di moltissimi
voti sull’altro (presunto) contendente,
il Movimento Trezzano Oltre”.

La campagna elettorale dello sfidante, l’attuale sindaco Giorgio Tomasino, sobria e sottotono (leggi afona e inconcludente) prende avvio nella primavera 2010,  più o meno una settimana prima della data del voto, a causa dell’impossibilità di trovare un candidato sindaco presentabile, o che metta d’accordo tutti gli affezionati alleati di centrodestra.

Trovato finalmente il volto nuovo, il vecchio lupo di mare Tomasino, con una carriera quasi ventennale di consigliere a Trezzano, vengono coniate facilmente le parole d’ordine: i cittadini meritano di più, abbasso l’inefficienza, abbasso gli sprechi, abbasso le buche nell’asfalto, a morte le casette dell’acqua. Con questo programma innovativo il centrodestra vince le elezioni.

Sono passati quasi due anni.

Da allora la nostra cittadina ha assistito a 2 rimpasti di giunta e qualche ritocco al volo;  il vicesindaco Russomanno estromesso con un putsch del sindaco; la prima giunta azzerata e la assessora alla scuola, la leghista Patrizia Forte sostituita dal “foresto” Davide Barletta da Garbagnate; l’assessorato al bilancio offerto al consigliere di opposizione Antonmarco Catania, di Trezzano Oltre, che per pochi mesi assapora il gusto pieno della vita di maggioranza. Poi anche lui getta la spugna.

Nel frattempo il clan Russomanno in consiglio comunale attacca il sindaco ed esce dal gruppo consiliare, formando il gruppo indipendente.

Situazione affascinante, a tratti surreale, meriterebbe più spazio ma ahimè, devo dedicarmi ai fatti. Ed è un fatto che in tutti i settori le realizzazioni sono state circa zero. E un fatto che non ci siano proposte sulla viabilità (a parte un incontro inconcludente con l’assessore provinciale Altitonante che ha promesso ciò che non potrà essere mantenuto, e cioè una tangenzialina dal tracciato controverso, costosa e senza alcuna copertura finanziaria al momento); e sono fatti che non si sia ancora sciolto il nodo del bilancio, che  il nostro comune non sia ancora rientrato nel patto di stabilità, che l’ultimo assessore al Bilancio fuoriuscito dalla giunta non sia ancora stato sostituito, che il tentativo di vendere l’ultima area verde di Trezzano (Via Goldoni) per far cassa si sia risolto in un buco nell’acqua; che di PGT, e di Piano delle Opere pubbliche, con una giunta così fragile, non si stia parlando.

Vogliamo parlare di realizzazioni? Ecco qua: una pista ciclabile fortemente voluta dalla giunta precedente, e quindi già stata finanziata dalla provincia; un contributo per il diritto allo studio molto generoso sulla carta, ma tutto da verificare, se e quando il denaro uscirà dal cilindro di un bilancio compromesso; assegnazione alloggi di edilizia popolare, cioè quelle case popolari fatte costruire dalla precedente amministrazione, decisione al tempo fortemente osteggiata dal centro destra.

E come dimenticare il “mercatino siciliano”, con merce dai prezzi inavvicinabili; la sostituzione del funzionario dell’ufficio Cultura mentre era in ferie (chissà se mentre andiamo in stampa le hanno trovato una sistemazione congrua?), la spedizione a Buje e a Eching del folto gruppo di notabili trezzanesi – il presidente della commissione gemellaggio Di Stasio, l’Assessore Sciumbata, i funzionari e il comandante dei vigili – per riannodare i rapporti che si erano un po’ allentati con queste ridenti cittadine.

Peccato che i problemi di Trezzano e le necessità dei trezzanesi siano altre:

1)      Piano di Governo del Territorio in scadenza fra pochi mesi e non ancora affrontato

2)      Nessuna proposta per la diminuzione del traffico e la riduzione dell’inquinamento

3)      Ancora nessuna soluzione definitiva e soddisfacente per la Trezzano Multiservizi (Azienda Municipale)

4)      Indifferenza verso i bisogni di servizi e sostegno per le donne di Trezzano, dall’insufficiente numero di posti all’asilo nido comunale, alla sparizione della figura della psicologa al Centro Socio Sanitario di Via Boito

5)      Superficialità nell’affrontare il problema di un’azienda ad alto rischio come la Brenntag, con la quale incontri finalizzati alla delocalizzazione erano stati avviati dalla giunta precedente, ma che non sembra essere una priorità per questa giunta

6)      Mancati controlli sullo stato delle coperture di amianto dell’area Demalena, nonostante il protocollo ufficiale dell’Asl stabilisca i tempi del monitoraggio e i valori (che non vengono forniti alla cittadinanza, nonostante le sollecitazioni dei consiglieri di opposizione)

7)      Fondo stradale ancora in uno stato deplorevole.

Dal 21 dicembre 2011 non è più stato convocato un Consiglio Comunale. Sindaco Tomasino, Carlo I° fece una brutta fine…

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