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L’intervento di Leo Damiani al congresso di Trezzano Oltre

4 dicembre 2011

Sabato 3 dicembre 2011 si è svolto il congresso di Trezzano Oltre.
Tra gli invitati a intervenire c’era il capogruppo del Partito Democratico Leo Damiani. Riportiamo di seguito le sue parole.

Ringrazio per l’invito e saluto tutti e in particolare modo i militanti di T.O. e non solo da parte mia ,anche da parte dell’interol Partito Democratico che qui rappresento.

Le Divergenze, e qualche polemica  che ci son o state o che, probabilmente  ci saranno non contraddicono di certo stima e rispetto.

Una delle tante differenze del Partito Democratico rispetto ai partiti che storicamente hanno caratterizzato l’agire politico della sinistra italiana, marxista e non, è l’assenza dell’integralismo.

Noi sappiamo bene di non essere gli unici portatori di verità; sappiamo che bene e male, capacità e incapacità sono distribuite in tutte le forze sociali, la nostra compresa;   e che dunque il bene della collettività non può che scaturire da un sano confronto tra analisi, valori e interessi diversi.

Il PD è  il nostro strumento per partecipare a tale confronto.

E dunque proprio perché concepito da tutti noi come ” mezzo”, le sue esigenze, i suoi interessi  organizzativi  non prevalgono ora, né , spero,  prevarranno in futuro sul suo fine:     il bene della collettività.

Molti, da destra e da sinistra, ci criticano per una identità e una leadership poco definite.

Concordo con l’osservazione, non concordo con il giudizio negativo su quanto osservato.

Un partito nato nel secolo caratterizzato dal pensiero debole,   non può che essere fortemente permeato da tale pensiero.

L’assenza di certezze granitiche, di confini segnati con l’accetta sono la diretta conseguenza del nostro rifiuto di ogni integralismo e di leadership unte dal signore.

E’ vero, il pensiero debole è prodotto dall’insicurezza e, a sua volta, é produttore di insicurezza.

Ma è anche vero che è difficile non ammettere  che esso si  avvicini alla comprensione della complessità dell’essere    più di ogni pensiero forte del passato e del presente. Basta pensare ai tanti ismi dell’800 e del 900, e ai tanti partiti personali dell’Italia di oggi.

E’ tale essenziale predisposizione che ci induce a ritenere possibile e giusto il confronto con tutte le forze politiche e a maggior ragione con il vostro movimento, che avendo una specifica origine locale meno è condizionato da radici ideologiche.

Certo sulla valutazione del contingente e delle alleanze divergiamo non poco, ma appena alziamo lo sguardo verso il futuro più lontano, verso una città urbanisticamente e socialmente meno disgregata,     in cui sia più piacevole vivere,         penso che le possibilità di trovare una sintesi comune siano notevoli.

Sul futuro PGT noi abbiamo tre indicazioni di fondo – e di buon senso – ed una priorità molto concreta.

  1. Non siamo per una ulteriore espansione della città in terreni vergini. Eventuali nuove edificazioni devono avvenire in aree industriali dismesse, in modo non intensivo e all’interno di un disegno complessivo di città. Quando finalmente si aprirà il dibattito sul PGT potremo addentrarci nei  dettagli.
  2. Si deve allontanare il traffico di passaggio dal centro cittadino, prioritariamente dal Ponte Gobbo/Vittorio Veneto/ via Roma.
  3. Si deve cercare di ridurre la frammentazione urbanistica che caratterizza la nostra città, e ne ha sempre ostacolato l’integrazione della vita sociale, mediante un percorso pedonalizzato, una passeggiata quanto più attrattiva e aggregante possibile, che unisca le sue due parti – quella vecchia e quella nuova – passando per la stazione destinata a diventare sempre più punto nevralgico e di convergenza della vita cittadina.     Entrando nei dettagli ci si accorge presto che per essa non occorrono grandi investimenti, è un sogno molto realizzabile.

La priorità assoluta per raggiungere tali obiettivi è la costruzione di un ponte alternativo a quello Gobbo che scavalchi il Naviglio tra la fine di via Treves e la vecchia Vigevanese. Questo obiettivo è molto concreto e su di esso occorrerà, secondo noi, concentrare le risorse: per es. se dovesse concretizzarsi il ventilato finanziamento da parte della provincia per la circonvallazione dovremmo utilizzarlo per costruirlo subito. L’importo necessario non è elevato,  mentre l’utilità è grandissima.

Si tratta di 4 obiettivi tanto di buon senso che sono moltissimi i cittadini ad averne individuato l’opportunità.

Sulle scelte di lungo periodo è indispensabile, al di là dell’appartenenza, una forte condivisione.

Se riusciremo a fare, in serenità, una discussione ordinata, ritengo  possibile il raggiungimento di questo obiettivo.

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