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Le dimissioni di Antonmarco Catania (e quelle di Perrone dall’IDV)

29 novembre 2011

E’ ormai qualche tempo che a ogni consiglio comunale scoppia una nuova grana per il sindaco Tomasino e la sua maggioranza. Prima la fuoriuscita di Amato e Russomanno, poi quella di Marotta, poi i problemi di salute di Pasini che l’hanno portato alle dimissioni.
Ma di certo il colpo di scena di ieri è stato di quelli potenti: durante la sua presentazione degli assestamenti di bilancio, l’assessore Antonmarco Catania si è lanciato in una dura requisitoria contro la propria maggioranza, gli altri assessori e (implicitamente) il sindaco.

La sintesi è che, con grande probabilità, anche quest’anno il comune di Trezzano sul Naviglio non riuscirà a rientrare nei parametri del patto di stabilità interno. Secondo Catania questo è dovuto anche a una scarsa collegialità della giunta, al fatto che alcuni assessori abbiano preso provvedimenti che hanno comportato aumenti di spesa e al rifiuto di una parte della maggioranza di adottare alcune misure proposti dall’assessore (ad esempio strumenti per aumentare le entrate derivanti dalle multe).

L’argomentazione di Catania è stata precisa e puntuale (questo senza un giudizio di valore, non ci interessa ora stabilire i torti e le ragioni), ma il discorso è stato sicuramente quello di un rappresentante dell’opposizione e non di un assessore. E infatti, coerentemente, al termine del suo intervento l'(ex) assessore ha preannunciato le dimissioni che rassegnerà oggi.

Subito dopo il consigliere comunale di Trezzano Oltre Stefano Danesi ha comunicato che il movimento politico deciderà sabato, nel corso del suo congresso, se rimanere in maggioranza (con una sorta di appoggio esterno) o uscirne.

Senza entrare nel merito delle vicende finanziarie, estremamente complesse, risulta evidente come il sindaco Tomasino abbia perso il suo assessore di “punta”, quello a cui aveva affidato il rilancio dell’azione amministrativa non più di cinque mesi fa dopo il dichiarato fallimento della sua prima giunta (la Tomasino-Russomanno). Inoltre, supponendo che Trezzano Oltre possa abbandonare la maggioranza, ora il sindaco può contare solo su 10 voti sicuri su 21 consiglieri.

Ciò nonostante, nel suo solito fluviale intervento, Tomasino non ha affrontato le spinose questioni politiche sollevate da Catania, preferendo insistere sul fatto che l’attuale giunta lavora seriamente  e con impegno per il bene della città e affermando con decisione che non intende dimettersi.
Chiaramente il sindaco ha tutto il diritto di andare avanti finché non viene palesemente messo in minoranza, ma questa insistenza  a perseverare a fronte di una maggioranza consigliare che perde pezzi e di una situazione economico-finanziaria a dir poco precaria ricorda tristemente l’ultima fase del governo Berlusconi, un lungo e lento crepuscolo connotato da un immobilismo e un’impossibilità di prendere decisioni significative. Il problema è che il crepuscolo berlusconiano è durato qualche mese, quello tomasiniano potrebbe durare altri tre anni e mezzo e, francamente, questo Trezzano non può permetterselo.

Ma se la maggioranza piange, la minoranza non ride. Prima dell’annuncio “bomba” di Catania, c’era stato quello, meno dirompente ma altrettanto significativo di Maurizio Perrone che ha comunicato di non rappresentare più l’Italia dei Valori, ma di ritenersi indipendente e di valutare caso per caso i provvedimenti proposti dalla maggioranza.
Ovviamente il Partito Democratico non intende giudicare le scelte, legittime, di un consigliere eletto dai cittadini. Ma di certo possiamo esprimere rammarico per un’evoluzione che ci priva di un alleato  e rischia di rendere debole l’azione della minoranza di fronte al vacillare dell’amministrazione di destra.

Staremo a vedere cosa ci riserverà il futuro, come qualcuno ha detto ieri: “in questi consigli non ci si annoia mai” (tranne quando il sindaco parla per quaranta minuti filati).

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7 commenti leave one →
  1. antonmarco permalink
    5 dicembre 2011 14:43

    Il consigliere russo può sempre fare un accesso agli atti…

  2. nino permalink
    1 dicembre 2011 19:22

    operazione riuscita

  3. nino permalink
    1 dicembre 2011 19:21

    scusa amministratore/trice del sito, ma quella “appendice” al mio nome (quello che fa…ecc) mi resta appiccicata per sempre? Cosa devo fare, firmarmi di nuovo solo con il mio nome, matricola e grado? Ci provo

  4. nino (quello che fa scompisciare dalle risate Jacopo e Fabio. E non solo) permalink
    1 dicembre 2011 17:43

    Questione Catania: attenti, non è ancora risolta. Cioè non diamo per scontate le sue “dimissioni”. Finora le ha solo “rimesse” (che non significa “vomitate”) nelle mani dell’amico Tom….Le dimissioni vere, sono quelle di cui si parla, ma solo dopo che sono state ufficialmente formalizzate, dichiarate “irrevocabili” e definitivamente accolte. Caso Perrone: finalmente ha avuto il buon gusto di porre la parola “fine” al suo esasperante “travaglio cultural-politico”. Seriamo che la riconquistata “indipendenza” lo sciolga da quei legami partitici che si sono fatalmente rivelati troppo stretti e angusti per uno come lui…Che la sua anima e la sua mente possano finalmente ritrovare la quiete ambita. Con la speranza che da questa nuova, agognata postazione, il “nostro” Maurizio possa tirar fuori dalle sue profondità, tutto l’inespresso – fin qui – potenziale…Prosit

  5. 29 novembre 2011 13:20

    Ribadisco: la posizione ufficiale mia e del PD è che un consigliere è pienamente e autonomanente responsabile dei suoi comportamenti. Perrone ha scelto di lasciare l’IDV ma di rimanere in consiglio e questo è, indiscutibilmente, un suo diritto.
    Sull’opportunità politica ognuno, giustamente, ha la propria opinione.
    Sul fatto che sia un danno per l’opposizione è semplicemente evidente.
    Su eventuali future sorprese: ormai bisogna essere pronti a tutto 😉

    • 29 novembre 2011 22:47

      Sull’opportunità politica della scelta di Perrone ho una cattiva opinione, sulla qualità della persona ne ho una pessima. E’ stato il consigliere più assenteista del C.C. di Trezzano a memoria d’uomo, con un indice di produttività vicino allo zero, e di un’ ambiguità imbarazzante, anche per il suo stesso partito. La politica non ha bisogno di gente così, a qualunque livello, locale o nazionale. L’idea che una persona così – un altro responsabile?- possa diventare l’ago della bilancia nell’amministrazione ti dà la misura della politica a Trezzano.

  6. valentina simona bufano permalink
    29 novembre 2011 13:14

    Dunque: Perrone. Da tempo circolavano voci che alla fine si sono compiute. Ok. Ma si era detto che Perrone non aveva alcun diritto di fare una cosa del genere. così di fatto priva Idv della possibilità di incidere in consiglio comunale, di avere anche un solo consigliere. Si era stabilito che se oleva lasciare Idvdoveva dimettersi e lasciare il consiglio (e la politica, sarebbe anche ora) permettendo all’interno del centrosinistra un reale rinnovamento. Magari il primo dei non eletti è un giovane o comunque una faccia nuova. Comuqnue sia ha fatto qualcosa di legittimoma scorretto. Si era detto che un cosnigliere non deve cosniderare i voti ottenuti come propri, portandoseli dietro da una forza politica all’altra, bensì considerarli come del Partito che rappresenta. Così si fa. per quanto riguarda TO stiamo rpeidponendo un comunicato stampa e al momento non posso dire nulla. Il commento di Guastalla è equilibrato e sensato. Vi auguro di risolvere il vostro problema interno do coalizione e…di non ricevere altre sorprese. Boccaccia mia statti zitta…

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