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Giunte Tomasino # 1 & # 2: 14 mesi di vuoto (e contraddizioni)

27 giugno 2011

Ma cos’è questa crisi? L’analisi del Pd di Trezzano

Dopo un anno dalle elezioni amministrative del 2010, durante il quale la giunta di destra non ha prodotto un atto amministrativo degno di questo nome e utile ai trezzanesi, la Giunta Tomasino, “number one”, è collassata. Un anno sprecato per le lotte tra le componenti del PDL e per le contraddizioni generate dalla Lega.

Ricordo alcuni atti “memorabili” di quell’amministrazione.

  1. Il Question time, ovvero la riduzione degli spazi democratici di discussione in Consiglio Comunale. Il PD si è opposto duramente, sia in Consiglio Comunale che tra i cittadini, informandoli del regresso democratico imposto dalla maggioranza, appoggiata da Trezzano Oltre (il buon giorno si vede dal mattino.)
  2. I tagli al diritto allo studio per gli studenti delle scuole di Trezzano. Il PD e il suo gruppo consigliare hanno esercitato il loro ruolo di opposizione costringendo la maggioranza a rimandare la delibera taglia fondi  in Commissione e sconfessando l’Assessore all’Istruzione, la leghista Patrizia Forte.  Il PD è così riuscito a ridurre i tagli inizialmente previsti e a sbloccare i fondi per le scuole con l’impegno formale di integrarli durante il 2011.
  3. Non rispetto del Patto di Stabilità 2010. Come avevamo purtroppo previsto votando contro il bilancio 2010, la giunta Tomasino ha sforato il patto, causando minori trasferimenti di soldi dallo Stato al Comune di Trezzano e dimostrando che le previsioni di bilancio erano “sogni” non realizzabili.
  4. Il campo Fabbri e le società sportive. Il Consiglio Comunale che ha discusso la questione appariva, purtroppo, un mediocre spettacolo di varietà. Tifoserie contrapposte, ma tutte rigorosamente nella metà campo di destra, da una parte gli assessori Russomanno e Forte (sponsor con la sua azienda Medica) a difendere le ragioni dell’A.C. Naviglio, dall’altra il capogruppo PDL Sciumbata, presidente dell’Atletic Trezzano. Nulla si è detto del diritto dei cittadini, giovani e meno giovani, ad una sana pratica sportiva.
  5. Fuga della maggioranza PDL-Lega dal Consiglio Comunale per non votare la mozione d’ordine che chiedeva di far suonare l’Inno Nazionale per celebrare i centocinquant’anni dell’Unità d’Italia.
  6. Rifiuto della trasparenza. Di fronte ad una richiesta del PD per consentire le riprese televisive delle sedute consiliari, la maggioranza e la Giunta, prima hanno tentato di affossare la richiesta, poi hanno deliberatamente stravolto la proposta rimandandola a una futura e improbabile revisione del Regolamento del Consiglio, costringendo i consiglieri del PD a votare contro la proposta della maggioranza.

    Un'immagine purtroppo consueta: i banchi della maggioranza vuoti, consiglieri e assessori a zonzo per l'edificio

Altro la maggioranza non fece, perché gran parte dei Consigli Comunali furono convocati su pressione e su proposte della minoranza. I consiglieri di maggioranza, gli assessori, il Sindaco non erano impegnati ad amministrare, ma a litigare e a gestire i loro veti incrociati, fino all’implosione avvenuta dopo il voto sul bilancio 2011, cioè sulle cose da fare in questo anno. Bilancio approvato da PDL-Lega, criticato e bocciato dai consiglieri del Partito Democratico, dei Verdi, dell’IDV e di Trezzano Oltre che lo definiva, per bocca di Anton Marco Catania, “inemendabile” perché privo di “un progetto, un’idea di sviluppo”.

Questo avveniva in Consiglio Comunale nella notte tra il 24 e il 25 maggio. Poche ore dopo, la mattina del 25 maggio, il Sindaco ha azzerato le deleghe agli assessori, aprendo la crisi amministrativa.

A questo punto è necessario tornare ai risultati delle elezioni comunali del 2010.

Al secondo turno si confrontarono la coalizione di destra, PDL-Lega, e la coalizione di centro sinistra, PD, IDV, SEL, Verdi, Federazione della Sinistra e UDC. Trezzano Oltre decise di non schierarsi ritenendosi alternativa ai due schieramenti. Il Consiglio Comunale, frutto delle elezioni, vide quindi la presenza di tre gruppi, la maggioranza, PDL-Lega, la minoranza composta da PD, IDV, Verdi e UDC  e la minoranza di Trezzano Oltre. Poi la prassi politica determinò l’avvicinamento delle minoranze, contro la giunta Tomasino-Russomanno definita inesistente, contro il comportamento della maggioranza rispetto alle celebrazioni dell’Unità d’Italia e infine contro il bilancio 2011.

Tornando all’oggi, dopo un mese di assenza amministrativa e di ulteriore lotta tra le fazioni del centro destra, nasce la Giunta Tomasino “number two” ovvero Tomasino-Lega-Catania.

Non il fratello o l’omonimo di quel Catania che ha votato contro il bilancio 2011, no proprio lui, Anton Marco, e pure assessore a quel bilancio che definiva inemendabile. Nonostante i cittadini trezzanesi si fossero espressi chiaramente su tre scelte politiche, è ora avvenuto un disconoscimento del loro voto, cambiando la maggioranza politica con un’operazione  trasformistica e di palazzo.

Da una Giunta Tomasino-Russomanno ad una  Tomasino-Lega-Catania. Se le basi programmatiche sono oscure, (cosa farà di diverso la nuova amministrazione dalla precedente?) sono chiare le ragioni di un’operazione politica volta al regolamento di conti tra i gruppi in cui è diviso il PDL, con vincitori – Tomasino, Sciumbata, Lega  con Vicesindaco – e vinti, Russomanno. Ma sarà poi così e per quanto tempo?

Le dichiarazioni del consigliere Amato, PDL, contro i nuovi assetti, non rassicurano il percorso di Tomasino “number two”.

Questa disinvoltura nella ricerca di maggioranze che prescindono dal volere degli elettori e dalla trasparenza programmatica è un male antico della politica, il trasformismo, battezzato da De Pretis negli ultimi decenni dell’ottocento, ed è pure una soluzione fragile che non porterà vantaggi a Trezzano; anzi ci saranno altri mesi d’immobilismo e di lotta tra fazioni e i problemi della nostra città, il traffico, la casa, la chiusura delle buche nelle strade, l’emergenza sociale, rimarranno senza soluzione.

Quest’operazione trasformistica ha già mostrato la corda nel Consiglio Comunale di martedì 21 giugno, perché la nuova maggioranza non è riuscita neppure a garantire il numero legale, causando l’interruzione del dibattito sulla nuova amministrazione.

Il Partito Democratico ha un’altra idea e pratica di politica, che nasce dall’etica pubblica, che privilegia l’interesse generale, che ritiene il privilegio grande o piccolo un ostacolo allo sviluppo democratico, che pensa il potere come uno strumento per migliorare le condizioni morali e ideali delle persone, soprattutto le più deboli.

Per queste ragioni il Partito Democratico e il suo gruppo consiliare non faranno sconti alla nuova maggioranza, così come non li hanno fatti con la precedente, e saranno con le loro idee e proposte a fianco dei cittadini trezzanesi.

Il segretario del Circolo di Trezzano del Partito Democratico

Dario Manzo

 

 

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One Comment leave one →
  1. nino russo permalink
    28 giugno 2011 13:40

    Grazie Dario, sei stato perfetto. Hai fatto un’analisi precisa che è, insieme, un atto d’accusa implacabile e inattaccabile.

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