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Isso, Essa e o’Malamente. E il Terzo Uomo.

25 giugno 2011

Intervento del Consigliere Nino Russo al Consiglio Comunale 21 giugno 2011

The Third Man

The Third Man

Finora avete parlato, sussurrato, negato, dichiarato voi, ora tocca a noi, ai cittadini, all’opposizione. Se non altro questa che potremmo definire “operazione-Tom-Tom” potrebbe aiutarci a capire qualcosa di più. Vale per i cittadini, in primo luogo, per noi, che abbiamo fatto finta di non aver capito un beneamato, ma anche per i cosiddetti “osservatori esterni “indipendenti”, quelli che hanno sparato intere paginate per raccontare il coraggio che ha mostrato il nostro sindaco. “Tomasino azzera la Giunta”. “Clamoroso a Trezzano: Tomasino licenzia tutti gli assessori” “Il sindaco manda a casa gli assessori”. “Tomasino dice, il potere sono io”. Per un mese circa tutto il potere raccolto, riassunto in una sola persona. O persona sola. “Solo quando sei chiuso, con il peso del potere che ti schiaccia, t’accorgi quanto sei solo”…(Nino dixit…). Nemmeno Luigi XIV…All’esplodere della notizia, un fremito ha percorso l’intera penisola, tutta consapevolmente e angosciosamente appesa ai destini della Giunta comunale di Trezzano.  I clamorosi risultati del Centrosinistra alle amministrative, il successo dei referendum, insomma il vento nuovo che sta spazzando e sferzando l’Italia e che annuncia finalmente pulizia profonda, è apparso nulla rispetto alle vicende trezzanesi. Uè, ragazzi, ma stiamo scherzando? Siamo seri:  qui, a Trezzano, è da un pezzo che amministrativamente parlando, non si batteva chiodo. Praticamente un anno, da quanto questa compagnia s’è messa insieme. Dopo un anno di nulla, all’improvviso la bomba. La compagnia è stata sciolta. Per scarso rendimento, uno pensa. Passa un mese: un altro mese di troppo per questa sventurata città,  trascorso tra bisbiglii di gente  che ti guarda come spia, che si “parla sotto semaforo” (come direbbe l’immenso Totò), scandita da rumori sotterranei di manovre  sotterranee, trattative segrete, scontri frontali, grida, veti, offerte, profferte, ordini e contrordini… Insomma, al riparo e di soppiatto, si stava cercando “la quadra”, di far combaciare i cocci di un disastro. I resti di un “regolamento di conti”. Intanto gli acuti osservatori a cui accennavo prima, si affollavano intorno a tutto questo sommovimento nel modo solito: registrando non le ragioni ma gli umori  meno nobili dei personaggi del loro giro. Del solito giro…Che ancora una volta qui si stavano giocando il “potere”. E a Trezzano, anche se può apparire eccessiva questa parola, è stato dimostrato che ha un suo preciso, tangibile significato. Pericolosamente tangibile.  In tutto questo affannarsi il sindaco ha fatto il figurone del decisionista, di colui che “non deve chiedere mai”, che fa, che opera, senza guardare in faccia a nessuno. Di colui che risponde solo alla propria coscienza, alla propria solitudine pensosa. Immagine eroica e tragica insieme. Che uomo, che tempra…Siamo stati partecipi (consapevoli…) di un dramma epico di fronte al quale la città è stata tenuta giustamente all’oscuro. Perché turbare la serenità dei trezzanesi? Anche noi siamo stati tenuti all’oscuro. Forse hanno pensato che siamo facili all’emozione…Che pensiero gentile. Abbiamo comunque cercato di avere risposte alle nostre angosce – vista la condizione in cui immaginavamo l’uomo e gli altri protagonisti. A noi non dicevano nulla, non chiedevano niente. Forse è stato giusto così: avremmo anche potuto disturbare manovra e manovratore. Da un anno qui non succedeva nulla, amministrativamente parlando. Adesso sappiamo che nell’ultimo mese è successo qualcosa. Forse molto. Magari tutto. Il sindaco ha rinnovato la sua compagnia…per togliersi dai piedi qualche personaggio troppo, diciamo, impegnativo. Ed ecco il primo segno concreto del fallimento di questa impresa sociale e politica che è l’alleanza Pdl-Lega. Nulla di nuovo. Mi dispiace per gli “amici” leghisti, ma devo avvertirli che sono capitati, protagonisti rudemente inconsapevoli, ma inarrivabili “incassatori” (nel senso vero del termine: di chi incassa qualcosa di concreto. Vedremo cosa) nel pieno di uno dei simboli più antichi della cultura napoletana, quindi nazionale, anzi, internazionale: la sceneggiata. E’ innegabile.  Basta “riassumere”, i canoni della sceneggiata così come hanno fatto i napoletani, con una sintesi inarrivabile: isso, essa e ‘o malamente… isso (“lui”), detto anche “tenore”, l’eroe positivo; essa (“lei”), detta anche “prima donna di canto”, l’eroina; ‘o malamente (il cattivo), l’antagonista.  Nel caso “isso” è l’amico sindaco, essa, l’oggetto del desiderio, la Giunta. ‘O malamente (il cattivo), colui che attenta alle grazie e alla virtù si “essa” ma che alla fine viene sconfitto. Ma attenzione, a Trezzano la sceneggiata (pensa un po’, in un luogo della mitica padania…) il canovaccio è stato modificato. Infatti qui improvvisamente è apparso il “terzo uomo”. Terzo uomo: non è solo il titolo di quel film di Carol Reed, ritenuto l’unico capolavoro della cinematografia inglese, ma è colui che, all’improvviso, ma mica tanto: anzi, secondo alcuni, io tra quelli, la sua irruzione sui banchi della coalizione vincente, era un evento previsto come la prima pioggia d’autunno. Anzi, giunto in ritardo rispetto ai progetti Tom-Catania. Tutta colpa del consigliere assegnato dal tribunale all’Udc. Comunque si è trattato “semplicissimamente” di un ritorno a casa. Un ritorno per il quale era inventato uno strumento nuovo, un veicolo politico “ad personam” nato sull’onda di una delusione, ma presentato ottimamente al punto di conquistare una buona classifica nell’ordine d’arrivo e ben 1111 persone disposte a credergli: 1111 volti, storie che hanno consegnato a lui il destino (e il disastro) del movimento. E lui disse, proclamò, sentenziò: Opposizione!!!!! (leggere alcuni passi verbali)…Ecco, questo si è verificato. Abbiamo trovato chi renderà meno ragionieristico è più “creativo” quel bilancio per il quale ha votato contro (leggere verbale dichiarazione voto).

E la Lega? Non è mica come le famose stelle. E anche se sembra scissa talvolta dalla realtà, non sta a guardare. Ma è tutta tattica padana, Di gente che si sbatte e combatte per il mitico Territorio. Diamo un senso alle parole. Noi, educati alla solidarietà, alla conoscenza reciproca, alla socializzazione, all’integrazione, alla Costituzione, al rispetto delle Istituzioni, ci riferiamo alle persone e  parliamo di Città, Comune, paese, Paese, Patria, cittadini, cittadinanza. Loro parlano di “Nazioni”, di piccoli Stati, di Territorio. Cioè di tutto ciò che è possibile controllare, basta metterci a presidio i propri uomini, le proprie donne, la propria gente. E’ facile definirlo e recintarlo il territorio: con gli strumenti di controllo, appunto, affidato, alla propria gente o, come succede nel mondo animale, delimitarlo con la pipì. E guai a chi osa sconfinare.  Anni fa, un grande giornalista, originale ed eclettico, fuori dagli schemi, valutando un certo vizio degli italiani propose che sulla bandiera nazionale ci fosse scritto il motto “Tengo famiglia”. Io, più modestamente, comincio a pensare che il Comune di Trezzano sul Naviglio stia diventando luogo di sperimentazione per “i ricongiungimenti familiari” di tipo partitico. Immagino che due persone, un consigliere e un assessore, [1] legati dal sacro vincolo matrimoniale, al termine dei lavori consiliari o di giunta, possano ritornare a casa, e, intorno al desco, al camino o sotto le lenzuola, possano scambiarsi opinioni su come sia andata la seduta, se c’è qualcosa che l’uno o l’altra hanno in mente, come possono realizzare i loro progetti amministrativi e di vita. In senso lato….E’ un po’, anzi, un bel po’, come portarsi il lavoro a casa. E che lavoro. Io penso che ci sia una gran bella confusione. E quello che più indigna è che si tratta di una confusione voluta, cercata, studiata, senza decenza, senza timore di giudizi morali. Anzi, fregandosene “Padanamente”. Ora mi aspetto che qualcuno mi venga a fare l’arringa sulla inesistenza di una precisissima fattispecie di legge che ammetta o non ammetta una commistioni del genere. Io parlo di morale, di Etica. Comunque sappia costui che se a me capitasse di scoprire – come disse quel tal ministro a proposito della casa regalata – “che qualcuno, a mia insaputa, ha designato mia moglie membro di Giunta nel consiglio comunale di cui fossi consigliere di maggioranza, mettiamo leghista! –  ebbene, io fuggirei vergognandomi come un ladro.

Nino Russo

(Gruppo Pd)

[1] La nuova assessore Flavia Perrotta è moglie del Consigliere della Lega Carbone. Elenco nuova giunta vedi qui

 

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