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Intervento politico del Consigliere Jacopo Guastalla al C.C. del 21/6/2011

22 giugno 2011

Dopo un mese di latitanza torna la politica a Trezzano. Ma quale politica? Quella triste del rimpasto artificioso, dei giochi maliziosi, del furto con destrezza della volontà popolare. Il  Popolo della Libertà, alla faccia del proprio nome e dei proclami, ancora una volta mostra la sua vera natura: un partito antidemocratico di uomini senza qualità e senza onore.

Riguardo alla seduta del Consiglio Comunale rimandiamo a questa pagina per una cronaca più dettagliata. Qui preferiamo riportare l’intervento del Consigliere Jacopo Guastalla, che ci riconcilia fortunatamente con la politica. Perchè noi del Partito Democratico di Trezzano la pensiamo così, e ne andiamo fieri.

“Quella che abbiamo davanti agli occhi stasera è una dichiarazione di fallimento. L’ammissione che un anno di amministrazione è stato costellato da errori e incapacità.

Ricordo bene il sindaco, nella seduta inaugurale della legislatura, affermare di essere il secondo sindaco più votato in lombardia, dopo quello di Vigevano. Lo affermava con orgoglio, forse anche giustificato, ma anche con hybris, con tracotanza. E tutti ricordiamo, in una seduta successiva, il consigliere Sciumbata, oggi assessore, declamare, con tono marziale e voce stentorea “Questa maggioranza è granitica”, anche lui con orgoglio e con hybris.

Nel frattempo, nella città, giravano voci interessate su una presunta inefficienza dell’opposizione, soprattutto della coalizione di centro-sinistra. Alcuni maitres-à-penser sostenevano che l’unica vera opposizione fosse quella di Trezzano Oltre e si è visto. Sono stati talmente bravi a fare opposizione che oggi si trovano in maggioranza. Un miracolo, praticamente. Ma anche fogli patinati dell’estrema sinistra parlavano di un’opposizione immobile, incapace, complice. Anche in questo caso ritroviamo la tracotanza, l’hybris, tanto nella lista civica quanto in chi, fuori dal consiglio, si ritiene chiamato a giudicare l’operato dei rappresentanti eletti dai cittadini di centro sinistra.

Nelle antiche tragedie greche, l’eroe che si rendeva colpevole di tracotanza, di hybris, finiva per attirare su di sé l’ira degli dei e una serie di sciagure e rovine. E questo è successo alla maggioranza PDL-Lega nel primo anno di governo di questa città: nonostante un grande consenso popolare, nonostante una maggioranza granitica, nonostante un’opposizione presentata strumentalmente come debole e inefficace, l’unico obiettivo dichiarato, il rientro nel patto di stabilità, è miseramente fallito. Divisioni e rivalità interne sono emerse chiaramente su molti temi, il numero legale è stato più volte garantito dall’opposizione. E poi, come nel romanzo Dieci Piccoli Indiani di Agatha Christie, gli assessori hanno incominciato a cadere uno dopo l’altro: prima la Forte, poi Maggi, e poi non ne rimase nessuno, che è anche il sottotitolo del romanzo. Ora sappiamo che l’obiettivo era colpirne uno, un indiano forse meno piccolo e più ingombrante degli altri.

Ma gli assessori, stante la normativa vigente, sono scelti e indicati in piena autonomia e responsabilità dal sindaco. Se dopo solo un anno di lavoro il primo cittadino si trova costretto a azzerare l’intera giunta: se nessuno degli assessori originari oggi siede ancora al suo posto, questo è il segno chiaro, lampante, innegabile di pessime scelte. In questo momento Tomasino ci sta dicendo che i collaboratori di cui si era dotato un anno fa non si sono rivelati adeguati ai compiti, oppure che non godono della sua fiducia. Ci sta confessando di avere, perdonate il termine un po’ forte, cannato completamente le scelte effettuate in piena autonomia e responsabilità: ci sta, come abbiamo detto, dichiarando fallimento.

Ora è evidente che la maggioranza che oggi governa Trezzano non è quella indicata dai cittadini nelle elezioni del 2010. Oggi troviamo, come componente organica di una maggioranza politica (perché questo stiamo facendo, politica) Trezzano Oltre, un movimento che si era presentato come equidistante tra sinistra e destra e come alfiere di una politica nuova. È chiaro che la scelta del direttivo di Trezzano Oltre di entrare in maggioranza è legittima, è altrettanto evidente che le altre forze politiche e la cittadinanza sono liberi di riflettere su questa scelta e di giudicarla.

Non ci stupisce trovare Antonmarco Catania in giunta: tutti sanno che lui è un uomo di destra, già parte del PDL cittadino (prego l’assessore di non prendere cappello e non offendersi se ricostruisco velocemente la sua storia). Per lui si è trattato solo di prendere le sue cose e tornare all’ovile, riportando tutto a casa (e so che il neo-consigliere Danesi apprezzerà questa citazione dylaniana).

Quello che mi stupisce è che, seguendo il tamburino suonato da Catania (questa è sempre per Danesi), l’intero movimento di Trezzano Oltre abbia deciso di schierarsi a destra. Perché questo è quello che è successo, al di là dei comunicati ufficiali.

È chiaro che non spetta a noi il giudizio definitivo su questa scelta, che critichiamo con forza, tenacia e coerenza, spetta invece ai famosi 1.111 elettori così spesso citati in questa aula.

Molti di voi sanno che io insegno. Mi trovo di fonte a ragazzi che si accingono a votare per la prima volta. Spesso molti di loro, anche quelli seri, preparati, intelligenti, manifestano un disprezzo o una sfiducia nei confronti della politica, dei meccanismi della democrazia rappresentativa: “tanto poi gli eletti fanno solo i comodi loro tradendo gli elettori”, è la sintesi del loro pensiero.

Io tento di controbattere a questa tesi, senza inculcare nulla (a differenza di quanto sostiene il presidente del consiglio), ma invitando i ragazzi ad avere fiducia, a riconoscere che, accanto a casi di malapolitica, esistono persone che si impegnano con dedizione e sacrificio per il bene della cittadinanza.

Bene, ora devo dire che sono felice che l’anno scolastico sia terminato, perché oggi mi troverei in difficoltà a guardare negli occhi i miei alunni e dire loro di avere fiducia nella politica. Non riuscirei a farlo, dopo che in questo rimpasto di giunta il voto popolare è stato non voglio dire tradito, ma sicuramente accantonato, emarginando una componente del PDL che godeva di molti consensi per fare posto a persone elette per stare all’opposizione.

Però termino con un pensiero positivo: oggi più che mai sono fiero di fare parte del Partito Democratico. Un partito che non è mai stato tentato di tradire le indicazioni degli elettori e di entrare in maggioranza, non ce l’hanno nemmeno chiesto perché sanno che abbiamo la schiena dritta e gli avremmo risposto picche.

Sono orgoglioso di far parte di un partito che ha ideali, una visione del mondo, una linea politica che vanno oltre i pur importanti aspetti amministrativi perché non si vive di solo patto di stabilità. Un partito che è, radicalmente e indiscutibilmente, alternativo al PDL e alla Lega. Che non potrebbe nemmeno pensare di collaborare con chi nega il patrocinio alle iniziative dell’ANPI, con chi tenta di boicottare le celebrazioni del 25 aprile, con chi disprezza ostentatamente l’inno nazionale e le celebrazioni per l’unità di Italia. Altri diranno che questi temi sono secondari di fronte alle incombenze tecniche e amministrative, bene io la penso esattamente all’opposto, il Partito Democratico la pensa esattamente all’opposto.”

Il Consigliere Guastalla, camicia bianca e coccarda, ai banchi del Consiglio Comunale durante la cerimonia per il 150° dell'Unità d'Italia, insieme ai Consiglieri Bottero, Russo e Damiani. Da notare le sedie vuote dei tre consiglieri della Lega Nord.

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