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Referendum: non soffochiamo il risveglio civico

14 giugno 2011

Sicuramente siamo tutti soddisfatti dell’esito dei referendum; sia per i temi oggetto dei quesiti sia per il segnale che il Paese ha dato al governo.
Ma mi piacerebbe che ci si fermasse qui.
Capisco i giusti giochi delle parti, capisco che è logico che Bersani chieda a Berlusconi di dimettersi, al fine di aumentare la fibrillazione nella maggioranza e passare subito all’incasso. E’ logico. E capisco anche che Di Pietro ieri faceva il pompiere perchè sa che in questo momento il suo movimento è debole (vedi ultime elezioni amministrative), quindi il suo essere molto “correct” (sino a prendersi un plauso da Cicchitto) probabilmente è solo una convenienza.
Fatto sta però che ieri sera sono andato a letto con la spiacevole sensazione in ultima istanza di approvare di più le interviste del buon Tonino che parlava di vittoria dei cittadini (anche di destra) che quelle dello smacchiatore di giaguari PG Bersani che trasferiva immediatamente sul piano del governo nazionale l’esito referendario.

Ieri è successa una cosa straordinaria, che per chi ha quarant’anni è stato un ritorno alla normalità dei primi anni di poltiica: si è raggiunto il quorum, i cittadini si sono re-impossessati della partecipazione al referendum, e l’hanno fatto affianco ai partiti, certo, ma non solo grazie a loro. anzi…
Una cosa stupenda, che considero sul lungo periodo propedeutica alla fine del berlusconismo, che potremo celebrare solo quando i cittadini saranno tornati tali e non saranno più solo tifosi di questa o quella parte politica.
Ecco, per mille motivi, ieri è successo che molti cittadini hanno subito il fascino delle urne e hanno voluto dire la loro su temi non astrusi ma di intuitiva importanza per tutti (ps: forse lo svilimento dell’istituto referendario in passato è stato motivato anche dall’abuso che i radicali ne han fatto su temi spesso secondari…).
E se è populistico negare il lavoro che affianco ai comitati anche i partiti hanno fatto per organizzare attacchinaggi, volantinaggi e gazebo nelle piazze, bene, sarebbe stupido tacere l’impegno di molti singoli cittadini che hanno riscoperto la bellezza civica dell’impegno in prima persona, parlando con gli amici, volantinando foglietti stampati in proprio, inondando il web di propri contributi: la Politica con la P maiuscola. Bellissimo !
Ripeto, Il primo passo per uscire da questo ventennio che ci ha visti via via diventare tifosi, pronti ad accettare anche i peccati della nostra parte pur di battere l’avversario, è il ritorno dell’impegno di molti cittadini, unico deterrente ai sogni della Casta. Il ritorno dei cittadini sulla scena costringe tutti i partiti a essere impeccabili, perchè le “analisi del sangue” saranno fatte con molto scrupolo. e anche per la cosiddetta “base” dei partiti sarà più facile controllare e dirigere i vertici su posizioni condivise.

Ecco perchè l’immediata politicizzazione dell’analisi del voto un po’ mi disturba: perchè subito dal merito dei referendum si è tornati a parlare in politichese (dimissioni, rilancio, verifica, ecc ecc), tutte quelle cose che rendono la politica una telenovela insopportabile e inaccessibile a chi non ha visto le precedenti duemila puntate.
Sono certo che in questi 2 bellissimi giorni hanno votato anche molti elettori di centrodestra: magari qualcuno per tirare l’ennesimo sasso a un Berlusconi sempre meno amato e sempre più sopportato…,
ma sicuramente molti di loro hanno voluto semplicemente dire sì all’acqua comune, sì allo stop definitivo al nucleare e si alla legge uguale per tutti.
E sicuramente c’erano tra i votanti anche molti astenuti cronici che sui temi “veri” si sentono di tornare alle urne (ne conosco diversi), persone che di solito invece non votano perchè “tanto sono tutti uguali…”.
Questo il senso del referendum: uno strumento di democrazia diretta in cui i cittadini possono correggere l’operato del Parlamento, a prescindere dalle indicazioni dei partiti. E allora non diamo uno schiaffo a questi cittadini non appartenenti al centrosinistra trasformando subito il tutto nell’ennesima puntata del berlusconicontrotutti-show (o tutticontroB-show…che è la setssa cosa). Mostriamo rispetto per l’istituto referendario.

Sicuramente un governo che viene smentito su energia, servizi pubblici e giustizia, qualche dubbio sulla sintonia che ha con l’elettorato se lo deve far venire, ma non necessariamente dando le dimissioni: mi accontenterei di una correzione di tiro. Ma queste sono questioni “loro”: lasciamoli cuocere a fuoco lento e cercare, se le troveranno, soluzioni.

Intanto noi dobbiamo costruire una alternativa, sapendo cosa fare e con chi  per un paese che vede sempre un maggior scollamento tra una cittadinanza viva e attenta e un vertice patetico e decadente. Dobbiamo parlare a questo Paese, coglierne lo spirito più profondo. Metterci il cappello sopra non credo sia il modo migliore per presentarsi.

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