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La maggioranza abbandona il consiglio comunale pur di non far cantare l’inno di Mameli

15 marzo 2011

Il consiglio comunale -mancato- del 14 marzo 2011 ha mostrato la totale subordinazione del PDL trezzanese nei confronti della Lega. Pur di non urtare il prezioso alleato “padano”, i consiglieri di maggioranza hanno abbandonato la seduta facendo saltare l’intero consiglio.
Ora, è vero che la maggior parte dei punti all’ordine del giorno erano proposti dall’opposizione (e qualche voce captata ieri sera sosteneva che la maggioranza avrebbe comunque abbandonato l’aula su queste discussioni), ma il primo trattava del bilancio preventivo 2011 della società TMS, un tema di primaria importanza.

Veniamo a una breve cronaca di quanto accaduto nella surreale e patetica riunione di ieri sera. Si inizia come al solito con il question time, spazio ibrido come già segnalato più volte, un “consiglio non-consiglio”, svolto prima dell’appello e senza accertamento del numero legale. Tenetelo bene in mente, perché, al netto dei ricatti reciproci tra le forze della maggioranza, il vero problema politico è la mancata regolamentazione di questo spazio.

Al termine delle interpellanze e delle interrogazioni, con il consiglio non ancora ufficialmente riunito, il presidente dell’assemblea Di Stasio ha tenuto un breve discorso per celebrare il centocinquantesimo anniversario dell’unità di Italia (tra l’altro bello, a parte una piccola caduta di tono nel finale quando ha definito l’Italia “una vecchia signora”, neanche fosse la Juventus).
Dopo di che è stato suonato l’inno nazionale. A consiglio non ancora insediato ufficialmente, ricordiamolo.

Le sedie vuote dei consiglieri leghisti durante l'esecuzione dell'inno di Mameli

Tutto bene, tutto normale? Non proprio, perché 18 consiglieri, tre assessori, il segretario comunale, la responsabile dell’ufficio segreteria hanno ascoltato l’inno in piedi, molti di loro cantandolo ad alta voce. Però alcune sedie erano vuote. Quelle dei tre consiglieri leghisti e dei due assessori dello stesso partito.
Dopo l’inno ha parlato il sindaco, con uno dei suoi tipici discorsi inconcludenti e fumosi, mentre l’opposizione, per protesta contro l’assenza leghista ha preferito lasciare temporaneamente i banchi per unirsi ai cittadini del pubblico.

Solo allora i degni rappresentanti leghisti hanno fatto il loro ingresso (accolti da polemici applausi del pubblico) e il consiglio comunale è ufficialmente iniziato.

Quindi, segnatevelo bene, ufficialmente il consiglio comunale di Trezzano sul Naviglio non ha ricordato l’unificazione nazionale e non ha cantato l’inno.

Ma le cose non sono finite qui: il sindaco ha annunciato il nome del nuovo assessore allo sport, associazionismo e istruzione: il leghista Daniele Davide Barletta, proveniente da Garbagnate Milanese. Di fronte alla richiesta di Nino Russo di conoscere come mai un politico brianzolo sia stato nominato assessore a Trezzano, l’interessato, con candore sorprendente ma non per questo meno irritante rispondeva di aver ricevuto l’incarico “per risolvere alcuni problemi del mio movimento [la Lega, ndr] a Trezzano”. Dunque non per servire i cittadini, non perché nominato dal sindaco per rapporto fiduciario, ma solo per risolvere problemi interni alla Lega.
Bel rispetto per la città.

Nel frattempo, però, il vilipendio dei rappresentanti “padani” nei confronti dell’inno nazionale e della ricorrenza storica, continuava a bruciare e dunque il consigliere Camisani (Verdi) ha chiesto di cantare nuovamente l’inno, questa volta come reale celebrazione del consiglio comunale, ora insediato. La richiesta però creava gravi problemi nella maggioranza: la Lega sarebbe stata privata della puerile soddisfazione di aver disprezzato l’inno; il PDL d’altra parte non poteva né schierarsi apertamente contro l’esecuzione del brano, né poteva rischiare di irritare con le note di Mameli-Novaro le delicate orecchie di Carbone, Castelli e Ghilardi.
Dopo un pessimo tentativo -fallito- di Di Stasio di non mettere ai voti la mozione d’ordine di Camisani (grave caduta di stile da parte di un presidente del consiglio che fino ad oggi si era mostrato rispettoso delle regole democratiche), la maggioranza ha scelto di abbandonare la seduta facendo mancare il numero legale e dunque rinunciando a discutere i punti all’ordine del giorno.

La Lega Nord ha dunque trionfato, il PDL si è piegato ancora una volta. Ma Trezzano può sopportare ancora a lungo questi patetici saltimbanchi, questo disprezzo per le istituzioni?

P.S. Per un’altra cronaca della serata, invitiamo a visitare il blog di Luca Gariboldi (Sinistra Ecologia e Libertà)

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