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Le firme “Berlusconi dimettiti”, l’8 marzo e la guerriglia dei lacchè

5 marzo 2011

Da: La nota del Pd del 4 marzo 2011.

LA VITA DELLE DONNE IN ITALIA: IL LIBRO NERO DEL GOVERNO, IL LIBRO BIANCO DEL PD. L’8 MARZO IN PIAZZA PER PORTARE A PALAZZO CHIGI LE FIRME DEL BERLUSCONI DIMETTITI. E PARTE LA GUERRIGLIA DI LIBERO E DEL GIORNALE.

Il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani, il presidente Rosy Bindi e la portavoce della conferenza nazionale delle donne del Pd, Roberta Agostini, hanno presentato ieri in una conferenza stampa alla Camera dei Deputati quelli che potrebbero essere chiamati il libro nero del governo sulle donne e il libro bianco del Pd per sostenere il miglioramento della situazione femminile in Italia. Tagli ai servizi, sottoccupazione, riduzione e cambiamento in peggio di tutte le forme di lavoro che potrebbero favorire l’occupazione delle donne. Di fatto il governo della destra ha abolito o non più finanziato tutti i provvedimenti presi dal governo Prodi per l’occupazione femminile e i servizi. Il Pd ha al contrario un corposo pacchetto di proposte concrete (dagli sgravi fiscali per l’assunzione delle donne nel Mezzogiorno a diversi interventi di irrobustimento dei servizi) studiato per migliorare la situazione femminile in Italia.
Nel corso della conferenza stampa il segretario del Pd ha illustrato l’iniziativa del Partito democratico il giorno 8 marzo: colto l’obiettivo di raccogliere milioni e milioni di firme per le dimissioni di Berlusconi, l’8 marzo si terrà a piazza di Pietra a Roma una breve manifestazione che si concluderà con la presentazione da parte di una delegazione del Pd delle firme a Palazzo Chigi. “Berlusconi ha paura del confronto con l’elettorato” ha detto il segretario Pier Luigi Bersani, “perché sa bene che lo vinceremmo noi”.
Lo straordinario successo nella raccolta delle firme per il “Berlusconi dimettiti” ha colpito duro. Nel tentativo di sminuire la portata di questo successo (l’ennesima testimonianza concreta del fatto che il paese non sopporta più il Berlusconi aggrappato alla sedia) i giornali della famiglia del premier (Libero e Il Giornale) ieri hanno lanciato un attacco concentrico al sito del Pd, invitando i propri lettori (ed elettori) a sporcare la raccolta ancora in corso con firme false. Un segno evidente di nervosismo e di come funziona il sistema di potere della destra. Quando un avversario diventa davvero pericoloso partono gli aerei del rais per bombardare mediaticamente le postazioni avverse. Questa volta però se ne sono dovuti tornare con le pive nel sacco: il sito del Pd ha sospeso la visibilità delle firme per ripulire il data base. E in ogni caso, la dimensione del successo della raccolta, tra i 20 mila gazebo aperti in tutta Italia e i quattro milioni di moduli spediti ad altrettante famiglie è così evidente da non poter essere sminuita.

Vai a ca…sa.

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