Skip to content

Considerazioni politiche sulle dimissioni dell’assessore Forte

9 febbraio 2011

La notizia delle dimissioni di un assessore dopo soli dieci mesi di legislatura non è affatto trascurabile, specie se queste dimissioni, quanto mai tempestive, salvano la maggioranza da un imbarazzante dibattito sull’operato dell’amministratore in questione. È per questo che, come rappresentanti del Partito Democratico, stigmatizziamo il fatto che non sia stato possibile aprire una discussione nel consiglio comunale del 7 febbraio sulle dimissioni di Patrizia Forte.

Nel ringraziare il suo assessore, il sindaco ha voluto sottolinearne l’impegno e la dedizione al lavoro, come per altro aveva già fatto in passato. Bene, noi affermiamo che questo argomento è politicamente del tutto irrilevante. Un amministratore non va valutato per la quantità di ore che passa in ufficio, ma per i risultati politici che produce. Non si tratta di uno studente che deve strappare la promozione perché “si impegna, ma è limitato”, porre la questione sotto questo aspetto significa svilire il ruolo di indirizzo politico dei consiglieri comunali.

Vediamo dunque quali sono i risultati politici raggiunti dall’assessore Patrizia Forte in dieci mesi. Appena insediata, si è distinta per avere affisso nel proprio ufficio un vessillo di partito, in spregio a norme e buon gusto. La bandiera incriminata è rimasta esposta a lungo, fino a un per altro tardivo intervento del sindaco.

Andiamo oltre: nell’ansia di sfoggiare un muscolare decisionismo, l’assessore ha complicato oltremisura l’assegnazione del servizio di organizzazione e gestione dei corsi sportivi comunali. Anche in questo caso solo l’intervento di Tomasino ha consentito di far partire i corsi, seppure con un ritardo di circa un mese.

Capitolo scuola: qui l’assessore ha deciso di comportarsi da incendiaria, generando tensione e scontri nei confronti degli operatori del settore. Prima il personale ausiliario (che l’assessore, con malcelato disprezzo, chiama ancora “bidelli”), accusato di sottrarre indebitamente denaro al comune. Successivamente i capi di istituto, specialmente quello del primo circolo, colpevole di simpatie politiche sgradite alla signora Forte. Quindi gli insegnanti, con l’insinuazione che avrebbero utilizzato parte dei fondi comunali per integrare lo stipendio. In sintesi, una completa frattura tra le istituzioni scolastiche e quelle comunali.

Passiamo all’associazionismo: dapprima una bizzarra richiesta di conoscere i nomi di tutti i soci delle diverse organizzazioni presenti a Trezzano, sostanzialmente una schedatura. Successivamente un’imbarazzante e-mail contenente espressioni quali “a Trezzano ci sono ancora le puttane”, non degne, per stile e linguaggio, di un amministratore.

Nota è la vicenda del campo Fabbri, sicuramente un problema complesso nel quale tuttavia l’assessore ha nuovamente manifestato l’incapacità (politica) di ascoltare e scendere a compromessi, preferendo ricorrere a intimazioni e perfino ai lucchetti.

Ultimo atto degno di nota, un’e-mail inviata a tutti i consiglieri comunali il 31 gennaio (a proposito, qual è la data esatta delle dimissioni? Nessuno lo sa) contenente da un lato accuse al sindaco (“con lei arrossisco”), dall’altro offese al consigliere Catania oltre che un maldestro tentativo di storpiarne il cognome (con un umorismo tipico di una seconda media).

Il giudizio, politico, sullo tsunami-Forte, che ha distrutto qualsiasi regola di buon senso, di stile, di correttezza laddove è passata è per noi netto: totalmente negativo.

Non va dimenticato, però, che nell’attuale normativa gli assessori sono nominati direttamente e in piena responsabilità dal sindaco. Il fallimento dell’assessore Forte, di cui sono chiaro sintomo tanto la “mozione di sfiducia” di Trezzano Oltre appoggiata da tutta l’opposizione quanto le dimissioni, è dunque il fallimento politico di Giorgio Tomasino e delle sue scelte.

Concludiamo con un auspicio rivolto alla persona che assumerà le deleghe lasciate da Patrizia Forte: confidiamo che voglia calarsi nel nuovo ruolo con la giusta umiltà e la giusta pazienza, che sappia ascoltare le associazioni, le istituzioni scolastiche, le società sportive, sappia valutarne richieste e bisogni con intelligenza e apertura  mentale e soprattutto che rinunci allo stile insensatamente aggressivo e muscolare del suo predecessore.

Il gruppo consigliare del Partito Democratico


Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: