Skip to content

28 gennaio 2011 – FIOM chiama a raccolta.

28 gennaio 2011

VOCI RACCOLTE QUA E LA’ SULLA RETE

E’ amara, ma non sorprende, la spaccatura nel centro-sinistra, una parte di esso è organico al sistema, non vuole il mutamento dei rapporti di forza tra capitale e lavoro, non anela alla ridistribuzione dei redditi e all’abbattimento delle disuguaglianze. Nelle piazze il 28 si devono unire la vera opposizione politica con l’opposizione sociale. Quel giorno potremmo intravedere l’alternativa al berlusconismo, ma anche il superamento di un’opposizione finta e paludata. Il 28 vedremo chi sta con i diritti e chi sta con i poteri, chi sta con i lavoratori e chi con i poteri forti. Lavoriamo per unire le parti deboli dimostrando che esse sono la forza della democrazia.

De Magistris Micromega 12/1

Questo referendum è illegittimo formalmente e moralmente, anche perché secondo l’accordo dovrebbe essere l’ultima volta che si vota. Come in tutte le tirannie, si vota di non votare mai più. Non si eleggeranno più le rappresentanze sindacali, e le assemblee di oggi dovrebbero essere le ultime libere. Le iscrizioni alla Fiom saranno proibite, così come qualsiasi forma di libera scelta sindacale. Come chiamare questo, se non fascismo aziendale?

Di fronte a questa vergogna tutte le parole paiono insufficienti e forse solo le lacrime del pensionato Fiat, comparse su tutte le tv, esprimono il dramma. Chi vede in questo il progresso o è un mascalzone o è un’idiota.

Giorgio Cremaschi – Micromega 13/1/2011

3 INTERVENTI I LETTORI DAL BLOG DI CIVATI

Marchionne ha toppato […] lo sa che a Pomigliano ora come ora bastano i Cobas a bloccargli gli straordinari, e a Torino sarà anche peggio.
Fatti almeno una domanda: se Marchionne ci mette davvero i soldini (SE…) pensi che poi potrà ogni giorno permettersi, di fronte a qualsiasi vertenza o sciopero sostenuto dal 46% dei lavoratori (almeno, s’intende) di dire “Buoni tutti o me ne vado”?
Tenuto conto, oltretutto, che ora FIOM aprirà tutti i contenziosi in sede legale, e che ogni provvedimento appena dubbio sarà contestato in tribunale? sincacalmente e individualmente?
Inoltre lo sciopero, nella nostra costituzione e nelle sentenze della Cassazione, è un diritto della persona, non del sindacato o di una associazione.
Basta il 10% di lavoratori,  per bloccare un’azienda: pensi che non basti averne quattro volte di più?
Suvvia, vediamo di non dir cazzate: il primo a sapere che dovrà trattare con Fiom e Cobas per evitare il rischio del logoramento quotidiano è proprio  lui, Marchionne, con la promessa del suo miliardino miracoloso da investire (Volkswagen, ti rammento, ne ha investti 25 in tre anni, senza referendum e invocazioni al miracolo).
[…]
Marchionne ha venduto la fola che a Torino non si andava avanti per i troppi conflitti, mentre quell’azienda si è impiantata e fallita perchè, semmai, le han consentito di vivere evitando i conflitti, con aiuti statali e casse integrazioni permanenti, a fronte di investimenti zero.
Pannicelli caldi per curare un cancro: quello del monopolio in Italia, che appena son calati i consumi interni, s’è dimostrato reggere sul nulla.
Bye
Michele

Marchionne non ha vinto e non potrà governare una fabbrica con gli operai (non gli impiegati e i capireparto) che hanno votato in maggioranza NO (da 7 a 9 voti, per due voti contestati).
Inoltre, degli invbestimenti promessi nessuno sa niente: da dove li prende, per farne che cosa, in quanto tempo.
Di sicuro si sa che la cassa integrazione durerà ancora tutto il 2011.
Forse farà un Suv:
Ma alla FIAT faranno la scocca; il motore, il cambio e il resto gli americani lo venderenno a FIAT (per gli impegni che Marchionne ha preso con il governo americano per i soldi che il medesimo governo ha impegnato);

cioè la FIAT acquisterà dagli americani un motore a tecnologia FIAT.

Ed anche la ricerca si sposterà in America.
Così la FIAT diventerà una provincia americana della produzione dell’auto.
In tutto questo l’assenza della politica.
Del governo che non ha un’idea di politica industriale, dei fattori della produttività (che non sono solo l’operaio massa 7-8% del costo dell’auto), della globalizzazione (il nostro competitor non può essere la Cina, ma le economie più avanzate).
Dell’opposizione che (a livello centrale) ha saputo solo balbettare “nè sabotare nè aderire”, nè con Marchionne nè con gli operai, il risultato del voto va rispettato ed altre amenità del genere, senza comprendere fino in fondo cosa era in gioco nella vertenza FIAT, continuando a perdere di credibilità e di consensi.

la risposta giusta al referendum era “no” e questo lo sapevamo tutti.
lo sapevano persino cisl e uil che chiedevano di votare si per salvare l’azienda.
ma il PD ha avuto paura, come sempre, l’eterna paura di dispiacere ai moderati, agli industriali illuminati.
e giù i distinguo, e l’importanza dell’investimento, e io al loro posto voterei si (… non hai avuto le palle in 16 anni di votare una legge sul conflitto di interesse, mica puoi diventare un leone in un momento) per poi cercare di pezzarla a voto avvenuto, quando le persone ricattate hanno avuto le palle di dire “no” al ricatto, in misura molto diversa dalle aspettative.
[…]
per me un atteggiamento iper deludente, di un partito che non ha avuto il coraggio di dire la sola cosa che c’era da dire: questo referendum è illegittimo, inaccettabile il diktat, si torni a trattare sul serio.
E invece gli operai sono stati lasciati soli.
Sulla stampa di torino un operaio raccontava che l’odio (ha usato questo termine) in fabbrica lo si respirava proprio contro il PD, perchè “ci hanno venduto”.
E oggi leggo su repubblica del comizio fassino-chiamparino, con fassino che parlava già da sindaco (e per il PD, primarie o non primarie, è lui il sindaco e il messaggio è chiaro), con l’appoggio di tutta la “torino che conta” più un operaio in pensione, cooptato per l’occasione.
magari qualche professorone e qualche manager l’avranno anche toccato e fatto vedere ai bambini, chissà se aveva la tuta blu.
io sono schifato, schifato.
Unica notizia positiva le belle parole che arrivano da Bologna. ma basterà?

1- Siamo student* e precar*, due soggetti economici fondamentali per l’economia del centro storico e di tutta la città di Perugia, siamo consumatori che sostengono le attività commerciali e le rendite di chi ha proprietà nella città.

2- Al tempo stesso siamo lavorator*, precar* che di volta in volta fanno i banconisti nelle pizzerie al taglio, le cameriere nei ristoranti, i tirocinanti negli studi professionali o nelle imprese. Mandiamo avanti i grandi eventi come eurochocolate, umbria jazz, svolgiamo lavori altamente qualificati, senza una retribuzione decente e senza alcuna forma di tutela o di welfare.

3- Noi non possiamo scioperare, eppure da due anni mettiamo in crisi il governo sulle tematiche della formazione e della precarietà. Non possiamo scioperare, ma occupiamo le facoltà e le scuole, blocchiamo le strade, i binari della stazione e ci inventiamo proteste creative e comunicative. Non possiamo scioperare, ma vogliamo condividere le nostre forme di protesta anche con i lavoratori e le lavoratrici della Fiom, perché pensiamo che la nostra lotta nelle scuole, nelle università e nelle strade sia una lotta contro il ricatto di un presente precario che reprime tutta la nostra voglia di vivere, di costruirci il presente
[Perché forse le lacrime di un operaio di fronte al cancello di Mirafiori sono le stesse di uno/a stagista che non ha né un futuro né un presente].

Non ci basta dare una solidarietà della durata di un giorno, vogliamo invece costruire un processo unitario con i lavoratori che lottano contro il ricatto messo in atto da pochi privilegiati, e in questo processo vogliamo portare i nostri temi, rendendoli comuni nella speranza che possano avviare una fruttuosa trasformazione. Crediamo che non si possa indire uno sciopero generale senza che si ponga la questione della precarietà e della formazione e senza richiedere tutele, diritto alla casa, sanità, mobilità, servizi, reddito, welfare anche se si è precar*, soprattutto se si è precar* e student*

Su questa base, secondo noi, si può iniziare a costruire un movimento unitario che sappia sostenere la lotta della Fiom e soprattutto andare oltre le vertenze di una categoria, qualunque essa sia.”

Documento del Movimento Studenti e Precari di Perugia (dal blog UmbriaLeft.it)

La risposta di Bersani

La risposta di Veltroni:

ECCO PERCHE’ IL PD NON ADERISCE ALLO SCIOPERO:
Gratitudine ai sì, ma comprendere i no». «A quei lavoratori, al loro sì contrattato e sofferto, penso debba andare il rispetto, l’ammirazione, la gratitudine di tutti gli italiani. Ma occorre anche comprendere le ragioni del no e con esse dialogare» ha detto Veltroni parlando del referendum sull’accordo alla Fiat – Senza gli accordi non ci sarebbe stato l’investimento, Napoli, Torino, l’Italia avrebbero visto ridimensionata una presenza industriale che deve invece essere confermata e rilanciata. Con gli accordi Fiat è ora chiamata a confermare ed estendere il suo radicamento in Italia. Con gli accordi, per i sindacati, la cui unità non dobbiamo mai smettere di cercare e promuovere, per le imprese e per la politica, si è aperta una fase nuova paragonabile a quella in cui decine di anni fa si affermò una nuova legislazione del lavoro».
Walter Veltroni lingotto 2

IL DIBATTITO E’ APERTO


 





Annunci
No comments yet

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: