Skip to content

L’azzardo di Marchionne

15 gennaio 2011

In attesa di conoscere il risultato del “referendum” alla Fiat Mirafiori, pubblichiamo questo estratto molto chiaro sulle proposte avanzate dall’A.D. di Fiat, Marchionne,  i commenti di Fiom e le proposte di  trattativa (proposte che come sappiamo non sono mai state accettate da Marchionne, che ha preferito l’azzardo del referendum).

proposte Fiat per Mirafiori, commento Fiom

Riportiamo inoltre il commento del segretario provinciale di Fiom sull’agibilità politica in fabbrica, che attraverso le nuove disposizioni si tenta di rendere marginale e inoffensiva.

Punto di scontro tra Fiom e Fiat, l’intesa prevede la nomina di un rappresentante ogni 300 dipendenti fino a 3.000 e di un altro ogni 500 oltre la soglia dei 3.000 dipendenti. Il totale, su 5.500 dipendenti delle carrozzerie di Mirafiori, sarebbe di 15 per ogni organizzazione firmataria. Inoltre, con la decisione della Fiat di tenere la newco Mirafiori fuori da Confindustria, decade l’applicabilità dell’accordo interconfederale del 1993 che definì le Rsu e dunque la possibilità anche per chi non ha firmato il contratto di presentarsi alle elezioni per i delegati sindacali raccogliendo il 5% delle firme.

COMMENTO FIOM

Secondo Federico Bellono, segretario provinciale della Fiom, “limitare la rappresentanza a chi firma gli accordi vuol dire che se sei d’accordo con l’azienda hai diritti ad essere rappresentato, altrimenti no”.

Ci sembra importante anche riflettere sui punti centrali della lettera aperta che 46 economisti hanno scritto sul caso Fiat

[…] nel terzo trimestre del 2010 la Fiat guida la classifica di redditività per gli azionisti, con un ritorno sul capitale del 33%. La recente divisione tra Fiat Auto e Fiat Industrial e l’interesse ad acquisire una quota di maggioranza nella Chrysler segnalano che le priorità della Fiat sono sempre più orientate verso la dimensione finanziaria, a cui potrebbe essere sacrificata in futuro la produzione di auto in Italia e la stessa proprietà degli stabilimenti.

A dispetto della retorica dell’impresa capace di “stare sul mercato sulle proprie gambe”, va ricordato che la Fiat ha perseguito questa strategia ottenendo a vario titolo, tra la fine degli anni ottanta e i primi anni duemila, contributi pubblici dal governo italiano stimati nell’ordine di 500 milioni di euro l’anno.A fare le spese di questa gestione aziendale sono stati soprattutto i lavoratori. Negli ultimi dieci anni l’occupazione Fiat nel settore auto a livello mondiale è scesa da 74 mila a 54 mila addetti, e di questi appena 22 mila lavorano nelle fabbriche italiane.

Le qualifiche dei lavoratori Fiat sono in genere inferiori a quelle dei concorrenti, i salari medi sono tra i più bassi d’Europa e la distanza dalle remunerazioni degli alti dirigenti non è mai stata così alta: Sergio Marchionne guadagna oltre 250 volte il salario di un operaio. […]

Per concludere pubblichiamo la pagina sul CASO FIAT della NEWSLETTER del Pd Milanese n. 29

Il segretario del Partito Democratico
Pieluigi Bersani ha incontrato
il segretario della Fiom
Maurizio Landini per un confronto
sul caso Fiat.
Di fonte all’assenza evidente del
governo, il PD ha affermato che
farà la sua parte e ha trovato importanti
punti di convergenza con il
sindacato. A partire dalla rappresentanza
sindacale e dall’importanza
di una politica industriale
capace di andare oltre la crisi attuale.
Rimane però fermo il punto sul rispetto del referendum,
qualunque dovesse essere il risultato che emergerà:
l’opinione dei lavoratori deve essere riconosciuta.
“Se io fossi stato ministro – ha proseguito Bersani – avrei
chiamato Marchionne e gli avrei chiesto di chiarire tutte le
implicazioni del Piano industriale della Fiat”. Due sono infatti
le priorità del’azione politica: fare luce sugli investimenti
promessi ed evitare un “effetto valanga” di deregolamentazione
sul sistema della rappresentanza datoriale.
“Nei panni della Marcegaglia, non mi sentirei tranquillo…”, ha
infatti affermato Bersani riferendosi
alla possibilità che altre aziende
adottino il “metodo Marchionne”.
Mentre il governo non si occupa
della drammatica situazione
occupazionale né del caso Fiat, il
PD si mostra pronto a giocare un
ruolo nella vicenda e a sostenere
il recupero di condizioni democratiche
nella rappresentanza
dei lavoratori. Secondo il Partito
Democratico, esiste una carenza
di regole sulla democrazia nei
luoghi del lavoro. Ecco perché il PD non si tirerà indietro e
affiancherà le parti sociali affinché venga loro riconosciuta
adeguata rappresentanza

Per completezza qui le dichiarazioni del segretario generale Fiom Maurizio Landini sulla portata di questo scontro epocale



Annunci
One Comment leave one →
  1. 15 gennaio 2011 02:04

    La mia opinione è che gli operai, in questo frangente, NON hanno sentito il sostegno del più autorevole (finora) partito progressista, il partito che dovrebbe avere nel suo Dna l’attenzione verso le fasce più deboli e le questioni di giustizia. Gli operai Fiat non si aspettavano dal Pd necessariamente un’indicazione di voto, e non necessariamente un’adesione alle posizioni di Fiom. Ma si aspettavano CERTAMENTE parole di condivisione del dramma, che non ci sono state, se non qualche pacato – e tardivo – giro di frasi più interlocutorie che altro; e anche quelle non sono andate molto lontano. Sono infatti arrivate alla mia posta elettronica, ma alle Carrozzerie non sono risuonate forte e chiaro … Si aspettavano CERTAMENTE una presa di posizione FORTE E SQUILLANTE sullo scandalo di una trattativa gestita da uno squalo dei tavoli di poker, sulla falsità di un referendum capestro, sull’emergenza democratica. Anche senza entrare nello specifico della scelta di voto (qualunque indicazione so bene che era una presa di posizione pericolosa, quasi impossibile) il mio partito avrebbe dovuto prendere posizione sull’INTERA VICENDA SINDACALE con parole di fuoco. Avrebbe dovuto mostrarsi all’Italia come il difensore dei diritti, anche in una situazione in cui è, magari, opportuno ripiegare per ragioni economiche. Ma c’è modo e modo di ripiegare: farfugliando o dicendo forte e chiaro: io cedo alla forza ma la mia dignità è intatta. Con questa immagine avrebbe dovuto presentarsi al paese, ai lavoratori di questo paese, anche a quelli disillusi che non vanno a votare. Sarebbe stato un’ottima occasione per mostrare un volto dignitoso e risoluto.
    Cos’hanno visto i lavoratori invece? Esponenti della direzione romana che si sono permessi di dare consigli agli operai. Non solidarietà, appoggio, sostegno, aiuto e comunanza di sentimenti nella difficile scelta. No, consigli. Di votare sì. Abbiamo visto gente che non ha mai dovuto vivere con 1000-1200 euro al mese, che non ha mai lavorato in fabbrica, anzi: che non ha proprio mai lavorato punto, paternalisticamente suggerire all’aristocrazia dei lavoratori italiani, agli operai Fiat, di chinare il capo, pensare alla famiglia e abbozzare.
    Scandaloso. E non perchè avrebbero dovuto suggerire il no (io stessa non avrei avuto il cuore di farlo) ma perchè si sono esposti con un atteggiamento vile, invece di fare l’unica cosa nelle circostanze che il loro ruolo richiedeva, e cioè prima di tutto comprendere la portata dello scontro in atto e poi sostenere gli operai facendo pressione in tutte le sedi per mantenere altissima l’attenzione e la tensione sulla questione. Solo questo dovevano fare. E non l’hanno fatto. Si sono appiattiti sulle posizioni di Marchionne, senza nessuna apparente ragione politica (o forse sì, si è trattato di una danza di corteggiamento verso quei soggetti che, però, non erano i lavoratori). E ora, qualunque sia il risultato del referendum, ma già si sa che è un testa a testa, ci apprestiamo a incassare l’ennesima pernacchia. Magari, che il cielo ci aiuti, perfino dalla storia.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: