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Per me Civati, Civati e ancora Civati

4 gennaio 2011

Per chi se la fosse persa… ecco l’intervista rilasciata da Civati al manifesto Vendola o Bersani? Vendola è di gran levatura

Il «rottamatore» Civati: invece di continuare ad inseguire l’Udc, dovremmo decidere qual è la nostra idea da proporre all’Italia.
Accusato insieme al sindaco di Firenze, Renzi, di fare il rottamatore del Pd, il quarantenne Giuseppe Civati le primarie non vuole affatto buttarle via. Anzi.
Secondo lei perché il Pd sta pensando di abolire le primarie?

sta pensando di cambiare l’alleanza in cui si trova. Il problema è cosa vuole essere il Pd,

in che coalizione vuole stare. Rinunciare alle primarie per un bieco calcolo elettorale non mi pare molto sensato.

Però è vero che Casini non vuole le primarie.
Casini, appunto. Pensavo di essermi iscritto al Pd non all’Udc.
E se poi perde il segretario Bersani?
Se io fossi il segretario non avrei paura a confrontarmi nelle primarie. Se le primarie sono solo una conta in effetti possono essere sbagliate, se servono a discutere di politica invece funzionano. Basti pensare che a Milano oggi Pisapia e Boeri stanno collaborando, per provare a vincere le elezioni. E se poi il segretario perde vuol dire che il partito ha sbagliato candidato e
non che sono diventati tutti vendoliani. E se poi sono diventati tutti vendoliani beh, ci sarà un motivo. Non è che un istituto democratico si sospende perché non ci piace.
Pare che i sondaggi diano vincente la coalizione ampia.
I sondaggi che ho io dicono che con il centrodestra siamo pari.
E che c’è il presunto terzo polo inmezzo. Proviamo a vincere e se in una camera non abbiamo i numeri faremo poi le valutazioni del caso. Diciamoci la verità, nel 2006 c’era l’esigenza di allargare lamaggioranza perché avevamo vinto di poco. Eppure non si fece anzi, occupammo le principali cariche dello stato finendo poi per perdere. E’ l’impostazione che è sbagliata: il partito va sempre peggio, ormai tocca il 22% e invece di cambiare rotta ci sentiamo deboli e insicuri, facciamo le scelte sulla base della paura, pur sapendo che le larghe alleanze non sempre garantiscono la vittoria.
Eppoi stiamo sottovalutando i nostri elettori.
In che senso?
Io credo che vogliano saper se se possono scegliere il loro leader oppure no. E la loro reazione, almeno on line, è già stata dura.
Se tocchiamo la natura del Pd su un punto così decisivo io dico che ci vuole un referendum tra gli elettori, istituto previsto e regolato dallo statuto del partito.
Lei tra Vendola e Bersani chi sceglie?
Allo spareggio non ci sto, però penso che Vendola sia una persona di grande levatura, che governa l’unica regione del sud rimasta a sinistra, da interrogare. Solo gli consiglierei di non passare troppo tempo a pensare al Pd.
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