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Newsletter 1/12

1 dicembre 2010

1 dicembre 2010
1. DEBITO E INCAPACITA’DEL GOVERNO: CON L’EURO SOTTO PRESSIONE, L’ITALIA DI BERLUSCONI FINISCE NEL MIRINO DEGLI SPECULATORI.
Euro sotto pressione e ancora tempesta sui mercati finanziari. Gli speculatori hanno messo nel mirino i paesi con i conti pubblici più in dissesto. Dopo l’Irlanda, salvata dal piano messo a punto dall’Unione europea, è la volta del Portogallo. Ma già si vedono gli effetti negativi degli attacchi alla Spagna e adesso anche all’Italia. Ieri è cresciuto ancora il divario tra gli interessi relativi ai più sicuri titoli di Stato tedeschi, i Bund, e i Btp italiani. In forte crescita anche i titoli che assicurano gli investimenti contro l’eventualità di fallimento di un paese. Con l’euro sotto attacco da parte della speculazione, insomma, l’Italia, che ha un debito pubblico passato dal 104 per cento del Pil lasciato dal governo di Romano Prodi al 120 per cento delle previsioni di oggi e che è guidata da un governo e una maggioranza considerati incapaci di affrontare la crisi e fattori essi stessi di instabilità, rischia di pagare un prezzo pesantissimo.
Massimo Giannini, La Repubblica: “Se persino il Richelieu di Palazzo Chigi, Gianni Letta, si spinge a dire in pubblico che esiste «una preoccupazione forte» su un rischio di contagio «forse anche per l`Italia», vuol dire che il livello di guardia è stato raggiunto. La sortita del sottosegretario alla presidenza del Consiglio ha fatto infuriare Giulio Tremonti. Con chi lo incontra in queste ore, il ministro dell`Economia schiuma rabbia contro il braccio destro di Berlusconi: che ne sa di mercati internazionali, lui che è stato a malapena a Milano un paio di volte? Ma Tremonti sa che Letta, sull`effetto-domino, non ha per niente torto. Ci sono segnali inequivocabili. Per quanto riguarda l`Italia, lo spread tra i Btp decennali e i Bund tedeschi ha sforato quota 210 punti base. La stessa cosa è accaduta per i Cds, i contratti con i quali gli operatori si assicurano dal rischio di default di un Paese, schizzati a quota 263 punti. E’ il segno che i mercati, non fidandosi della tenuta italiana, chiedono un premio di rischio più alto per continuare a investire sui nostri titoli. Per quanto riguarda l`Europa, continua lo stillicidio sui Paesi «periferici» (Grecia, Irlanda e Portogallo). Ma l` attacco speculativo si estende anche alla Spagna. E da ieri addirittura al Belgio. «E se nel mirino finisce il Belgio – si sostiene a Via XX Settembre, sede del ministero dell’Economia – il rischio non è più nazionale, ma diventa sistemico». La conferma, esplicita, è nella caduta dell`euro e nel crollo delle Borse”.
2. DA WIKILEAKS ANCORA UNA LUCE SUL DISCREDITO CHE BERLUSCONI PRODUCE PER L’ITALIA.
Continua lo stillicidio di rivelazioni del sito Wikileaks sui dispacci diplomatici delle ambasciate Usa. E ancora una volta il comportamento di Berlusconi fa cadere il discredito sull’Italia, oltre a rivelare bugie e fanfaronate del presidente del Consiglio. “Roma divide la Nato e fa il gioco di Mosca” scrisse l’ambasciata Usa in Italia quando Putin invase la Georgia. Intervista a Fassino su L’Unità: “Altro che ponte tra Obama e Putin”.

 

3. L’ULTIMA, BRUTTA LEGGE DEL GOVERNO APPROVATA COL MANGANELLO. IN SENATO NON FARA’ A TEMPO A PASSARE.
La Camera dei deputati ha approvato ieri sera con 307 voti a favore la riforma per l’università firmata dalla ministra Gelmini. Prima del voto finale il governo è andato sotto due volte. Mentre in Parlamento si discuteva, in tutta Italia studenti, professori, ricercatori e precari hanno inscenato forti manifestazioni. Roma blindata dalla forze di polizia come non si veda dai tempi del terrorismo. Cariche e scontri in piazza. Il PD e gli altri partiti dell’opposizione hanno accusato il governo di irresponsabilità. “Una capitale militarizzata. Così si alimenta la tensione” ha detto il segretario del PD, Pier Luigi Bersani. Lo stesso Berlusconi ha confermato con le sue provocazioni l’idea che al governo lo scontro più duro non dispiacesse affatto: “I veri studenti stanno a casa, questi sono i fuori corso”.
Dario Franceschini, presidente del gruppo parlamentare a Montecitorio, ha fatto la dichiarazione di voto del Pd con un intervento che ha riscosso un lunghissimo applauso ed in cui ha illustrato punto per punto le bugie del governo, le idee che si sarebbero potute mettere in campo a parità di risorse finanziarie, la negatività di questa legge. Sui quotidiani (Il Corriere della Sera, La Stampa e Il Sole 24 Ore hanno da tempo sostenuto in diverso modo la riforma Gelmini) non se ne trova traccia.
Lo scontro a muso duro alla Camera resterà con grande probabilità inutile. Anna Finocchiaro, presidente del gruppo parlamentare del Pd al senato, dove si sta discutendo la legge finanziaria: “Non si puà accelerare il dibattito sulla riforma dell’università, perché si metterebbe a rischio l’approvazione della legge di stabilità”. Di riforma dell’università se ne parlerà a palazzo Madama, dunque, dopo il 14 dicembre, data del voto sulla mozione di sfiducia contro il governo.
4. NAPOLI. DALL’INCHIESTA SU COSENTINO LA VERITA’ SUI RIFIUTI.
La magistratura ha presentato le sue carte contro l’ex sottosegretario Nicola Cosentino, rimasto parlamentare (la maggioranza, compresa la Lega, ne ha impedito l’arresto) e coordinatore del Pdl in Campania: concorso esterno in associazione camorrista. Tra gli interessi citati dai magistrati vi è anche la conduzione del ciclo dei rifiuti. Non a caso anche nello strappo poi rientrato da parte del ministro Mara Carfagna vi erano le divisioni interne alla maggioranza sul tema degli interessi sui termovalorizzatori. Si conferma così che il dramma dei cittadini napoletani e il disastro compiuto dal centrodestra di Berlusconi hanno radici profonde che nulla hanno a che vedere con il buon governo.
5. PD. LA SEGRETERIA RACCOGLIE LA RICHIESTA DI UNITA’ CHE VIENE DAI TERRITORI E RICHIAMA ALLA SFIDA PER L’ITALIA: L’11 DICEMBRE TUTTI A ROMA PER SALVARE IL PAESE E MANDARE A CASA LA DESTRA.
Dopo tanti rumors sugli schieramenti interni al Pd, ieri è stata una giornata di chiarezza, con numerosi interventi diretti e un comunicato ufficiale della segreteria nazionale del PD, riunitasi insieme ai segretari regionali, che ha rilanciato la battaglia per dare una svolta al paese e avviato la rincorsa finale per la manifestazione in piazza San Giovanni, a Roma, l’11 dicembre..
(ANSA). ”Sento un sacco di chiacchiere che mi entrano da un orecchio e mi escono dall’altro. Adesso il Pd si concentra sui problemi del paese e tutti sentiranno la responsabilità di questo. Io sicuramente non mi occupo di chiacchiere”. Così il segretario del Pd Pier Luigi Bersani reagisce ai giornalisti che gli chiedono se sia vero che nel Pd si sia composto un asse tra Massimo D’Alema e Walter Veltroni per condizionare la linea. Ai giornalisti che gli chiedono se a breve ci sarà una riunione del coordinamento del Pd, Bersani risponde: ”Di riunioni ne facciamo continuamente e queste cose se le ho dette a voi figuriamoci se non le ripeto dentro il partito”. (ANSA)
(DIRE). D’Alema definisce “scemenze” le ipotesi che dipingono lui e Veltroni in sintonia sulla critica a Pier Luigi Bersani. “Sulle scelte fondamentali il partito e’ unito attorno a Bersani – dice Massimo D’Alema- il dato vero e’ che non c’e’ nessun asse” e se Bersani è ‘irritato’ “lo sono anch’io- dice D’Alema- e credo anche Veltroni”.
(ANSA). Nessun asse tra Walter Veltroni e Massimo D’Alema. Ad assicurarlo è stato Walter Verini, braccio destro di Veltroni. “Ha ragione Bersani, sono solo chiacchiere e illazioni giornalistiche”.
Ecco il comunicato della segreteria e dei segretari regionali: “La segreteria nazionale del Partito democratico riunitasi oggi con i segretari ragionali ha esaminato la situazione politica, economica e sociale del paese. Di fronte ai gravissimi problemi con i quali gli italiani devono fare i conti, a cominciare dal lavoro che viene meno, dalla scuola, dall’università, dalla crisi di tante imprese, dalla situazione di numerose famiglie, la segreteria nazionale ed i segretari regionali del PD hanno ribadito la necessità di proseguire con fermezza e determinazione nella battaglia per aprire una nuova fase e garantire all’Italia un futuro di ripresa e di rilancio. E’ su questo che tutti i democratici, in primo luogo i gruppi dirigenti nazionali e locali, devono concentrarsi, dando prova visibile di responsabilità e unità.
La maggioranza e il governo del centrodestra si stanno dimostrando un fattore pericoloso di instabilità e di discredito proprio nel momento in cui la crisi internazionale richiederebbe capacità di risposta, fermezza, credibilità nel risolvere i problemi del paese. E’ dunque necessaria una svolta. Il governo ha fallito e deve cedere il passo. Dopo la grande mobilitazione del porta a porta, con oltre diecimila gazebo e punti di incontro, dodici milioni di bruchure stampate e diffuse, migliaia di militanti e simpatizzanti a confronto con i cittadini, il Partito democratico continuerà ad essere in campo, a cominciare dall’impegno per la manifestazione nazionale dell’11 dicembre in piazza San Giovanni, a Roma, tenendo ferma la barra della propria linea politica per ottenere che si avvii una fase di transizione destinata a cambiare la legge elettorale, causa di inaccettabili torsioni del sistema democratico, e ad affrontare con un governo all’altezza della sfida l’emergenza economica che vede un paese già in difficoltà alle prese con la crisi più dura del dopoguerra”.
Giuseppe Fioroni annuncia per oggi l’ennesimo sondaggio.
6. L’ULTIMO SPOT DELLA LEGA: CON IL GOVERNO FA ESPLODERE IL DEBITO, MA PER IL FEDERALISMO IMPONE CHE I SINDACI IN ROSSO SIANO INELEGGIBILI.
Nell’ultimo decreto approvato dal Consiglio dei ministri per attuare il federalismo è stato inserita una novità per far piacere alla Lega: saranno rimossi i governatori regionali con il bilancio in rosso e non saranno più eleggibili sindaci e presidenti di provincia che chiudono il bilancio in perdita. Una decisione del genere presa da un governo che ha portato al massimo storico il debito pubblico ed il deficit dello Stato è clamorosa. Per coerenza Berlusconi e Bossi dovrebbero essere cacciati a furor di popolo.
7. FINI E CASINI PRESENTERANNO UNA LORO MOZIONE DI SFIDUCIA.
Pier Ferdinando Casini e Gianfranco Fini hanno deciso di presentare una propria mozione di sfiducia. Ma al 14 dicembre mancano ancora molti giorni. Trattative e mediazioni non sono finite.
8. VERTICE SUL CLIMA A CANCUN.
“La terra è malata ma nessuno vuole pagare il conto. I paesi ricchi sfidano Cina, India e Brasile sulle emissioni inquinanti”. Roberto Giovannini, La Stampa.
“L`Agenzia europea per l`ambiente (Aea) stima che alla fine del secolo le estati mediterranee ci regaleranno una temperatura maggiorata di sette gradi centigradi rispetto a oggi. Nelle aree più settentrionali del continente il cambiamento climatico concederà alle generazioni future uno sconto d`un terzo, visto che il termometro salirà i media solo del 5%. In compenso, ma si fa per dire, a Nord delle Alpi le precipitazioni aumenteranno del 10-20%, mentre a Sud della catena le nuvole si asciugheranno del 5-20. Pagheremo con le condizioni di vita e con la vita stessa. La scelta sarà fra usare l`acqua per bere o per irrigare la terra e, dunque, per poter mangiare”. Marco Zatterin, La Stampa.
PD. SEGRETERIA: APRIRE NUOVA FASE PER IL BENE DEL PAESE
Il governo di centrodestra è un pericoloso fattore di instabilità
Vero è che in politica tutto muta velocemente, ma è difficile credere in un asse che possa saldarsi su una ruggine di così lunga data. RESPONSABILITÀ E UNITÀ Ieri Bersani incontrando i segretari regionali si è soffermato a lungo sulla crisi economica, alla luce dei dati Istat sulla disoccupazione e quelli della Commissione Ue che prevede la crescita del debito nel 2011 addirittura al 120%. Ne ha parlato con Tremonti, ricevendo «rassicurazioni», ma secondo il segretario è chiaro che spetta a1 dp lavorare per «garantire stabilità». Per questo ha chiesto a tutte 1e componenti del partito di dare «visibile prova di responsabilità e unità» per raggiungere l`obiettivo primario: le dimissioni del governo, che sta creando «instabilità» e mette a rischio il sistema economico e
finanziario. Fatto inusuale alla fine dell`incontro viene diffusa anche una nota, di tutta 1a segreteria, che ricorda tanto i1 suono della «campanella». «Di fronte ai gravissimi problemi con i quali gli italiani devono fare i conti si legge – a cominciare dal lavoro che viene meno, dalla scuola, dall`università, dalla crisi di tante imprese, dalla situazione di numerose famiglie, la segreteria nazionale e i segretari regionali del Pd hanno ribadito la necessità di proseguire con fermezza e determinazione nella battaglia per aprire una nuova fase e garantire all`italia un futuro di ripresa e rilancio». Maggioranza e governo vengono definiti «un fattore pericoloso di instabilità e di di- scredito». Motivo per cui spetta al Pd «essere in campo», tenendo «ferma la barra della propria linea politica per ottenere che si avvii una fase di transizione». Un governo a tempo, per la legge elettorale e le riforme, allargato a chi ci vuole stare e poi nuove elezioni politiche, con un`alleanza che veda il Pd come perno della coalizione. LA PIAZZA Ma intanto l`oggi è 1 appuntamento con la piazza l`11 dicembre a cui sta lavorando il responsabile organizzazione del partito, Nico Stumpo, il quale ieri ha chiesto ai segretari regionali il massimo della mobilitazione. La manifestazione a tre giorni dal voto di fiducia al governo può essere un`occasione, anche se nessuno ne parla esplicitamente, per dare la «spallata» ad un esecutivo ormai paralizzato dalle spaccature interne. A dieci giorni di distanza ci sono già 18 treni e 1200 pullman, oltre 75mila persone che da diverse regioni hanno prenotato il posto a San Giovanni. «Ci dicono che la mobilitazione è in crescendo – dice Stumpo – perché c`è una grande voglia di partecipazione del popolo democratico ma anche di chi non è del Pd». Dal territorio è arrivato anche l`invito ai dirigenti nazionali a mettere da parte le prove di forza interna. Che pure ci sono.

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