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Newsletter 29

29 novembre 2010

– IRLANDA

– BERLUSCONI PALLA AL PIEDE

– CRISI ECONOMICA

– UNIVERSITA’

– MANIFESTAZIONE 11 DICEMBRE

– PD

– VIENI VIA CON ME

– VERTICE MONDIALE CLIMA A CANCUN
29 novembre 2010
1. IRLANDA. IERI L’ACCORDO SUL SALVATAGGIO. OGGI IL VERDETTO DEI MERCATI.
I ministri finanziari dell’Unione europea hanno finalmente raggiunto un accordo sul salvataggio dell’Irlanda, ma anche e soprattutto su come dare seguito alle politiche di rigore e di sicurezza di fronte ai problemi finanziari degli Stati. L’Irlanda potrà beneficiare di un prestito a sette anni di 85 miliardi di euro al tasso di interesse del 6 per cento. La Grecia avrà più tempo per restituire il prestito ottenuto. E dopo il 2013, quando scadrà il fondo di stabilità messo in piedi dai paesi europei, entrerà in funzione un European Stability Mechanism, una specie di fondo monetario europeo per i casi di crisi. Oggi però queste decisioni passeranno al vaglio dei mercati. Se saranno giudicate convincenti la tempesta almeno per il momento si placherà. In caso contrario, almeno Portogallo e Spagna finiranno presto nel mirino degli speculatori.
Per approfondimenti: “L’Irlanda e la follia delle banche” di Marcello De Cecco, La Repubblica Affari/Finanza; 2011 l’odissea dell’euro, di Marco Panara, sempre Repubblica Affari/Finanza: “Circolano ipotesi di exit strategy dalla moneta unica. Ma sono realistici? Nonostante le enormi difficoltà dei Pigs, al momento non pare. L`Italia rischia, ma come vivremmo, oggi, con la lira? Ecco uno scenario da vero incubo”.
2. BERLUSCONI, VERA PALLA AL PIEDE DEL PAESE, SCREDITA L’ITALIA NEL MONDO.
I documenti resi pubblici dal sito Wikileaks almeno per quanto se ne sa oggi contengono solo giudizi Usa sul nostro presidente del Consiglio, considerato Vanesia, inefficiente, di fatto portavoce di Putin in Europa. L’Italia viene così screditata dal presidente del Consiglio che si vanta pure delle sue imprese internazionali. Ancora una volta Berlusconi si rivela un danno per il paese.
L’obiettivo principale di tutta questa operazione, il vero bersaglio grosso, sembra essere tuttavia il presidente Usa, il democratico Barack Obama, mal sopportato da tutti i potentati ai quali le riforme, pur se limitate, pongono problemi. “Uno schiaffo per Washington” di Carlo Jean (ex consigliere diplomatico di Cossiga ed esperto di geopolitica) su Il Messaggero. “L’obiettivo è Obama” Lucia Annunziata, La Stampa. “La fine dell’impero americano”, Mario Sechi, Il Tempo.


3. E LA CRISI MORDE. IMPRESE E DIPENDENTI IN PIAZZA PER IL LAVORO.
Mentre l’Italia perde la faccia sul piano internazionale, la maggioranza traccheggia e si lacera, il governo è inerte, la crisi morde sempre di più la carne viva del sistema economico e della società. Per la prima volta, mercoledì, imprenditori delle costruzioni e lavoratori del settore edile scendono in piazza a protestare con una manifestazione nazionale davanti a Montecitorio, a testimoniare della gravità della situazione. Dario Di Vico, Il Corriere della Sera: “Davanti, almeno simbolicamente, ai massimi rappresentanti della politica italiana, l`Ance-Confindustria, Rete Imprese Italia e Cgil-Cisl-Uil snoccioleranno il loro elenco: 250 mila posti di lavoro persi e altri 40 mila a rischio, 8 mila imprese che hanno chiuso i battenti, 30% in meno di appalti pubblici, investimenti a -18% ed edilizia residenziale a -34%. Il settore, dunque, boccheggia e, stremato, perde ulteriormente in trasparenza. Le amministrazioni pagano anche dopo 24 mesi, per prendere quei pochi lavori che vengono deliberati, i ribassi arrivano anche al 50% e come conseguenza il mattone diventa sempre più grigio”.
Di fronte alla crisi ed a un governo che non c’è, insomma, industriali e lavoratori si muovo uniti per cercare una via di salvezza. E quello degli edili non è l’unico caso. Massimo Giannini, La Repubblica Affari/Finanza: “L`incubo dei primi Anni Novanta. Ritorna un`endemica instabilità politica, riesplodono i conflitti sociali, si riaffaccia la speculazione internazionale che mette nel mirino i Paesi più deboli d`Europa. Certo, non siamo sull`orlo della bancarotta, che nel`92 rese necessaria la più colossale manovra di risanamento mai varata nella storia repubblicana. Non siamo martoriati ogni giorno da arresti e avvisi di garanzia, che colpiscono ministri e sconquassano il Palazzo. Ma restiamo comunque indebitati fino al collo e fiaccati dall`inazione di governo che produce la stagnazione dell`economia”. Per questo, scrive Giannini, è un segnale positivo il fatto che Confindustria, Cgil, Cisl e Uil abbiamo aperto un tavolo per discutere come uscirne. Anche senza il governo. Anzi, malgrado il governo.
4. UNIVERSITA’, MOZIONE SU BONDI, FEDERALISMO: SETTIMANA DECISIVA.
Riprendono alla Camera la discussione sulla riforma universitaria e nel paese le proteste degli studenti, dei ricercatori, dei precari. Domani il voto sulla riforma Gelmini, pessima, anche se appoggiata dai rettori e da una parte della grande stampa italiana, a cominciare da Il Corriere della Sera. “Noi vogliamo una riforma, ma vera ed efficace” Marco Meloni, responsabile Università del Pd, su Il Messaggero.
La discussione prolungata sull’università ha fatto slittare la mozione di sfiducia presentata dal PD sul ministro Bondi, che resta al centro comunque del dibattito a partire da questa settimana.
Giornate della verità anche per quanto riguarda il federalismo. Bisogna decidere come garantire alle regioni la copertura dei circa 100 miliardi di spese necessarie per erogare i
servizi regionali. Anche per i comuni deve essere presa una decisione senza la quale il federalismo è solo sulla carta: l’aliquota di equilibrio per la futura imposta comunale sul possesso degli immobili. Si ipotizza il 10 per mille, ma questa soglia non basta a coprire anche le spese per sostenere l’entrata in vigore della cedolare secca del 20 per cento sugli affitti (prevista ma che è ormai diventata a rischio, dato l’impatto sui conti. Come dire: un’altra promessa al vento fatta dal governo).
5. IN ATTESA DEL 14, SI PREPARA LA SFIDA PD-PDL IN PIAZZA L’11 DICEMBRE.
Dopo i tre fine settimana del porta al porta il Partito democratico lavora in questi giorni alla preparazione della manifestazione nazionale a piazza San Giovanni a Roma, destinata a sostenere il programma democratico per dare una svolta positiva al paese e ad essere il viatico per il benservito a Berlusconi. Nello stesso giorno il Pdl organizzerà nelle piazze italiane i gazebo a sostegno di Silvio Berlusconi e i giornali già parlano di sfida: Mario Ajello, Il Messaggero.
6. PD.
Il rettore dell’università di Torino, Profumo, ha declinato l’invito ad essere il candidato del centrosinistra alle prossime elezioni amministrative. “Chiamparino lancia Fassino sindaco” La Repubblica.
Su molti quotidiani si possono leggere le reazioni interne al Pd alla proposta contenuta in un’intervista rilasciata ieri al Corriere della Sera dal senatore Latorre. Claudio Sardo, Il Messaggero: “Nicola Latorre ha aperto nel Pd la «questione Vendola». L`ha fatto con un certo tasso di provocazione, offrendo al governatore della Puglia la patente di «co-fondatore» in un rinnovato Pd. Ma la sostanza della sua intervista di ieri a il Corriere della Sera non è complicata: se vuole sfidare Bersani alle primarie per conquistare la leadership, Vendola deve entrare nel Pd. Perché le primarie di coalizione, intese come competizione tra capi di partito, sono, secondo Latorre, “una mostruosità inaccettabile”. E il Pd, secondo Latorre, non può cavarsela sfuggendo al problema: se vuole riconquistare quella parte del suo popolo che oggi simpatizza per Vendola, deve trovare il modo per affrontare questa sfida in modo utile e ordinato. Il terna è posto ma la reazione alla sortita di Latorre è stata in prevalenza negativa. Tutte le componenti moderate, sia di maggioranza che di minoranza, hanno dichiarato la loro opposizione”. Ecco la dichiarazione rilasciata in proposito ieri dal coordinatore nazionale della segreteria del PD, Maurizio Migliavacca, alle agenzie: (Adnkronos) – “L’obiettivo principale, totalmente condiviso dal Pd, è quello di ottenere una svolta per il bene del Paese e cioè le dimissioni di questo governo, che non è in grado di affrontare i problemi degli italiani, e il varo di un governo di transizione per rifare la legge elettorale, per fronteggiare l’emergenza economica ridando un po’ d’ossigeno alle famiglie e per cercare
di favorire l’occupazione, in particolare quella giovanile”. ”Naturalmente – prosegue l’esponente democratico – anche in questo contesto il Pd prosegue il suo cammino come pilastro di qualsiasi governo d’alternativa e come polo d’aggregazione aperto a tutti coloro che vogliono aderire sulle basi delle linee progettuali dei democratici. Il Pd è un partito aperto e in cui ciascuno porta liberamente il proprio contributo personale. E’ in questo contesto che va inquadrata anche la proposta odierna del senatore Nicola Latorre. Ora l’obiettivo primario di tutti i democratici è quello di garantire la salvezza del paese mandando a casa Berlusconi e creando i presupposti di una svolta positiva”. Giuseppe Fioroni, intervista a Il Corriere della Sera: “Vogliono sfrattare noi ex popolari”.
Il Foglio del lunedì riprende per intero l’intervista rilasciata dal segretario del Pd, Pier Luigi Bersani, a Il Foglio.
7. OGGI L’ULTIMO FAZIO.
Oggi ultima puntata di “Vieni via con me”. Qualunque cosa se ne pensi, ha dimostrato che si possono ottenere risultati strabilianti in termini di audience anche facendo cose serie, parlando di temi perfino pesanti, con ritmi non eccitati, senza grida e veline scollacciate. E’ stato un episodio di battaglia culturale contro lo stile e il metodo che ha contribuito a formare l’opinione pubblica nell’ultimo ventennio.
8. OGGI VERTICE MONDIALE SUL CLIMA A CANCUN.
Si apre oggi a Cancun il vertice mondiale sul clima. Sui risultati di questo summit c’è molta sfiducia. Anche se ormai non ci sono più dubbi sui problemi che il mondo deve affrontare. Federico Rampini, La Repubblica.

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