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Resoconto consiglio comunale del 25 novembre 2010

27 novembre 2010

L’impressione, sicuramente di parte, ma che crediamo veritiera alla fine del consiglio comunale del 25 novembre è stata quella dell’enorme differenza di stile, di cultura, di responsabilità e di serietà tra l’opposizione (PD in testa, ma questa volta ci piace segnalare l’atteggiamento unitario di tutte le forze di opposizione) e una maggioranza che appare divisa e incerta, ma soprattutto assessori che si mostrano del tutto inadeguati.
Riassumiamo brevemente i temi principali

Question time:
diverse le questioni affrontate. Daremo conto nel dettaglio in separata sede delle interpellanze e della mozione presentate dal PD. Qui ci concentriamo sul punto centrale, segnalato sia da Leo Damiani a nome del Partito Democratico che da Antonmarco Catania a nome di Trezzano Oltre. Ci riferiamo all’incredibile decisione del comandante della polizia locale di vietare i banchetti e il volantinaggio delle forze politiche in occasione del mercato francese dello scorso weekend. Il divieto di volantinaggio è palesemente illegittimo, dato che i movimenti politici sono tenuti a dare comunicazione dell’intenzione di volantinare, ma non a farne richiesta. Il no ai banchetti (concessi solo in zone nascoste e di fatto inutilizzabili), seppure tecnicamente legittimo, appare ingiusto visto che un’altra organizzazione, vicina a Comunione e Liberazione (e quindi dotata di “alte” protezioni) ha potuto collocare il proprio stand giusto nel cuore del mercato. Le risposte del sindaco di fronte alle domande di Damiani e Catania sono apparse straordinariamente ambigue con un risvolto involontariamente comico quando Tomasino ha affermato che “in caso di grande afflusso di persone il volantinaggio avrebbe potuto essere pericoloso”. Entrambi gli interpellanti si sono dichiarati insoddisfatti e probabilmente la questione verrà tradotta in una mozione da discutere nel prossimo consiglio comunale.

Piano di diritto allo studio
Il “piatto forte” (con la f minuscola, tranquilli) della serata era la seconda discussione del piano per il diritto allo studio, ritirato a causa delle divisioni interne alla maggioranza nella precedente seduta. Anche in questo caso, di fronte al numeroso e interessato pubblico, composto da genitori degli alunni delle scuole trezzanesi, le forze al governo della città, ma soprattutto l’assessore alla pubblica istruzione hanno dato una pessima immagine di sé.
L’intervento introduttivo dell’assessore Forte è stato superficiale e vago. Il peggio è però venuto in occasione delle domande tecniche, rivolte allo stesso assessore vista l’assenza del funzionario di settore. Di fronte alle semplici ma puntuali osservazioni di Catania, Guastalla, Damiani e Camisani, l’assessore è caduta in continue palesi contraddizioni. In un momento gli acquisti della cancelleria dovevano essere finanziati dai 100.000 euro stanziati nel piano; un attimo dopo lo stesso assessore affermava che quegli acquisti erano da considerarsi al di fuori  del piano e inseriti in altre voci di bilancio (quali?). Addirittura ridicola è stata l’affermazione secondo cui le scuole non avrebbero presentato nessun progetto, affermazione puntualmente smentita da Camisani che ha sventolato copia del progetto di educazione musicale proposto dal primo circolo didattico. E ancora: in commissione cultura l’assessore aveva protestato contro una presunta comunicazione del secondo circolo didattico considerata polemica o diffamatoria nei confronti dell’amministrazione. In consiglio, di fronte al testo della missiva citato dal consigliere Guastalla, anche questa posizione è stata modificata.

Il nocciolo della questione, però, sono le cifre: la giunta di destra stanzierà per il piano per il diritto allo studio 100.000 euro, 24.000 in meno rispetto all’anno scorso. La riduzione è quasi del 20%, mentre i tagli negli altri settori sono stati intorn al 10%. Su questo tema è stata condotta un’importante battaglia dai consiglieri dell’opposizione, con interventi ai quali la maggioranza non ha saputo replicare se non con assurde accuse di demagogia e di ricerca dell’applauso (Tomasino) o fraintendendo completamente le parole dei nostri consiglieri (Gaudio).
Intanto la Forte, sempre più nervosa, si mostrava incomprensibilmente indisponibile a ogni possibile modifica del piano, con toni sempre più aggressivi e sprezzanti (rivolta ai suoi ha urlato “abbiamo i numeri, votiamo il piano così com’è”) che hanno ulteriormente spazientito il pubblico.
Alla fine, grazie alla disponibilità di parte della magggioranza, l’opposizione ha ottenuto un importante successo: nel dispositivo della delibera si dice infatti che, in occasione dell’esame del bilancio preventivo 2011, si discuteranno ulteriori stanziamenti destinati alle scuole per far fronte a eventuali mancanze nei fondi forniti dal ministero.

Bilancio:
altri due punti all’ordine del giorno riguardavano modifiche tecniche apportate al bilancio 2010. Qui la discussione è stata più veloce e tranquilla, ma ugualmente disastrosa per la maggioranza e per l’assessore, travolti da un’altra brutta figura.
La situazione è questa: ad oggi, siamo ancora fuori dal patto di stabilità. Sì, questa maggioranza che ha impostato tutta la campagna elettorale e i primi mesi di attività polemizzando con la precedente giunta per il mancato rispetto del patto rischia di fare esattamente la stessa fine. L’unica speranza è vendere, prima del 31 dicembre, un terreno di proprietà comunale in via Pirandello. Da segnalare che le prime due aste sono andate deserte.
Il consigliere Catania (di Trezzano Oltre) ha rivolto una domanda politica all’assessore “competente”, Teresa Carnovale, relativa alla mancanza di un “piano B” in caso di mancata vendita del terreno. E qui arriva il comico, o il ridicolo. Dapprima l’assessore ha eluso la risposta. Di fronte alla giusta sollecitazioen di Catania, balbettando e con lo sguardo di un condannato al patibolo ha pronunciato la seguente (testuale) frase: “sì… le faremo avere una risposta scritta”. Tutto questo non è solo segno di incompetenza e incapacità, ma anche di profondo disprezzo per il consiglio comunale.

Canile
L’ultimo punto all’ordine del giorno riguardava la gestione del canile di Trezzano sul Naviglio, ora affidata alla TMS, la quale però si è dichiarata impossibilitata a mantenerla. La proposta di delibera, condivisa anche dal Partito Democratico, era di revocare l’incarico alla TMS e di predisporre una gara o una trattativa per affidare la gestione del servizio a un ente esterno, con particolare attenzione alla tutela della salute degli animali.
Bene, di fronte a questo atto di buon senso la maggioranza si è spaccata. La Lega e tre consiglieri del PDL (Russomanno, Amato e Rossetto) hanno chiesto il ritiro del punto. L’intervento di Rossetto ha svelato l’obiettivo di questo eterogeneo gruppo: arrivare alla chiusura del canile.
Segnaliamo che una divisione sullo stesso tema la divisione era già emersa in commissione territorio, dove il presidente Marotta (del “gruppo Russomanno” ma assente in consiglio) ha abbandonato la seduta lasciandosi andare a espressioni ingiuriose e volgari.
Di fronte a questo assurdo teatrino, il PD e Trezzano Oltre hanno mostrato grande responsabilità, dichiarandosi contrari al ritiro del punto e votando a favore della delibera, salvando così il canile e tutelando sia il benessere degli animali che la sicurezza dei cittadini.
Senza i nostri voti questo non sarebbe stato possibile, alla faccia di quella che il capogruppo del PDL Sciumbata non molto tempo fa definiva “maggioranza granitica”.

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One Comment leave one →
  1. 28 novembre 2010 16:42

    Solo una piccola precisazione (che non è superflua se si vuole fare politica concreta e non ideologica, secondo un’accusa ricorrente).
    Il taglio all’istruzione, sul budget “consolidato” è sì del 20%, ma poichè la scuola media Cucciniello non ha il problema dei progetti di musica e di motoria il suo finanziamento non ha subito variazioni, mentre se prendiamo in considerazione solo i 2 circoli della scuola primaria le cifre sono queste:
    Totale pagato dall’Amministrazione lo scorso anno: € 46.000 ogni circolo.
    Totale finanziato quest’anno: € 34.000
    Riduzione in percentuale: – 26%!
    Prendiamo nota delle promesse di eventuali, futuri, possibili aiutini.

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