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Indagine Demos

21 novembre 2010

LA NOTA DEL MATTINO del PD – 18 novembre 2010

  1. 40,2 PER CENTO ULIVO – 37,3 CENTRODESTRA – 16,0 CENTRO.

MA FA PROSELITI IL LARGO GOVERNO DI TRANSIZIONE PROPOSTO DA BERSANI.

Le ultime stime elettorali di Demos sono chiare. “ Con questa legge elettorale un centrosinistra formato Ulivo potrebbe perfino vincere…..conquistando la maggioranza dei seggi alla Camera. …Al Senato invece il sistema elettorale non permetterebbe a nessuna coalizione di ottenere la maggioranza dei seggi” (Ilvo Diamanti. La Repubblica).

Le condizioni politiche di fondo stanno cambiando, ma la situazione del paese è troppo grave per pensare di passare mesi e mesi nell’incertezza. Da qui, la proposta che il segretario del PD, Pier Luigi Bersani, non a caso ha lanciato da mesi e che sta facendo proseliti: questo governo, incapace di dare risposte vere, deve cadere; dalla crisi deve nascere un governo di transizione ampio per riformare la legge elettorale (una delle cause decisive delle distorsioni attuali del sistema democratico) e affrontare l’emergenza economica.

Claudio Sardo. Il Messaggero: “Si sono visti alle otto e mezzo del mattino, nel piccolo ufficio al piano-aula che dal 2001 la Camera riserva al «capo dell`opposizione». Con Bersani c`erano Franceschini e Finocchiaro, Bindi e Letta, DAlema, Veltroni e Marino. Un vero e proprio gabinetto di crisi, integrato da Violante e Bressa, che da settimane ormai lavorano alla proposta Pd di riforma elettorale. A differenza di quanto accade nel dibattito pubblico, nelle riunioni riservate del Pd l`intesa è ormai quasi la regola. E ieri Bersani ha registrato un consenso pressoché unanime sulla linea adottata nella crisi: utilizzare ogni strumento parlamentare per aprire la crisi formale di governo, offrire la massima disponibilità del Pd ad un esecutivo di transizione, purché abbia marcati caratteri di «discontinuità» con Berlusconi. La disponibilità del Pd arriva fino a sostenere il nuovo governo per un anno, un anno e mezzo, se questa è la condizione per trovare oggi una maggioranza. Un tempo era questione assai controversa: ieri mattina non sono stati registrati dissensi”.

Giovanna Casadio, La Repubblica: Tutto già deciso, per Berlusconi e Bossi. Persino la data delle elezioni, il 27 marzo. Ecco, denuncia il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani, «siamo già nella Costituzione di Arcore o di via Bellerio, ma se loro vanno in crisi, come andranno in crisi, prendono su e con le loro gambe vanno al Quirinale, come dice la nostra Costituzione». E a Napolitano i Democratici porteranno una proposta precisa: «Un governo di responsabilità nazionale che metta in sicurezza la democrazia, da fare con l`Udc Anche con “Futuro e libertà”, s`intende. Con Pier Ferdinando Casini, il leader centrista, però la sintonia c`è. Con Fini va creata. Casini per la verità punta oltre, cioè a una Grosse Koalition: «Berlusconi dice o fiducia o voto, ma in realtà vuole dire “o si vota o si vota”. E il gioco è talmente scoperto che noi dell`opposizione non possiamo fare i soprammobili».

Walter Veltroni ad Aldo Cazzullo, Il Corriere della Sera: “Questo governo è finito. E finito il ciclo politico di Berlusconi, per quante manovre e campagne acquisti possa tentare. Si deve dar vita a un governo di responsabilità istituzionale, che non sia un ribaltone, ma raccolga tutte le forze in Parlamento preoccupate di questa condizione del tutto particolare in cui versano l`Italia e l`Europa, e delle conseguenze sociali sugli italiani che si impoveriscono, sulle aziende che chiudono”.

  1. IL CALCIOMERCATO PER RESISTERE. MINE SULLA STRADA DEL GOVERNO.

Dai che Silvio ce la fa”. E’ questo il titolo di oggi di Libero. E’ la speranza di trovare una maggioranza alla Camera anche senza Fli, il nuovo partito fondato dal presidente della Camera, Gianfranco Fini.

Il calciomercato è in corso. “Una task force è al lavoro per catturare onorevoli. “Tutti hanno un prezzo ma l’offerta deve essere talmente alta…”. Il Corriere della Sera. Non importa se il governo è fermo e se lo resterebbe anche nel caso di una ritrovata fiducia alla Camera per un voto o due, con buona pace dei problemi gravissimi che incombono sull’Italia e sulla vita degli italiani. A Berlusconi importa restare in sella per qualche tempo, pur di affrontare da Palazzo Chigi i processi che lo attendono (il 14 dicembre, giorno in cui si votano le mozioni in Parlamento, la Corte Costituzionale deciderà sulla legittimità della legge sul legittimo impedimento che finora ha permesso a Berlusconi di non presentarsi in Tribunale) e pur di scongiurare qualsiasi ipotesi di governo diverso dal suo: vuole fortissimamente le elezioni perché la campagna elettorale è l’unica cosa che sa fare.

Per questo ha preso tempo sulla finanziaria, che resta pessima. Ma la prossima settimana diverse mine saranno però sul suo cammino: la mozione di sfiducia su Bondi presentata dal Pd e dall’Idv; le mozioni contro il ministro leghista Calderoli e sulla Rai.

Bondi ha tra l’altro anche un’altra grana da affrontare: oggi Il Fatto Quotidiano rivela che il figlio della sua compagna, l’on. Manuela Repetti, che è ancora studente universitario, ha un impego a termine presso il Centro sperimentale di Cinematografia, centro studi finanziato dal ministero, agognato da tutti i giovani amanti del cinema e dove è difficilissimo entrare a causa di una selezione durissima. “Mentre studia, cerca di guadagnare qualcosa”, ha dichiarato a Il Fatto l’on. Repetti.

  1. PRESO IL CAPO DI GOMORRA. MA LA DIA CONFERMA: MAFIE AL NORD.

Le forze dell’ordine hanno arrestato ieri Antonio Iovine, capo del clan dei casalesi. Tutti si sono complimentati con le forze di polizia. Il centrodestra ha usato questo ottimo risultato per attaccare Saviano, reo di aver svelato che la ‘Ndrangheta sta ben radicata anche al Nord, prima ancora di parlare di rapporti tra criminalità e politici del Nord. E ieri la Dia ha confermato: la ‘Ndrangheta è radicata anche al Nord. Il ministro Roberto Maroni, dopo alcuni affondi, e viste le notizie (e i sondaggi), ieri sera ha cambiato timbro: “deponiamo le armi, è una battaglia comune”.

Le polemiche sulla trasmissione di Rai Tre con Saviano hanno portato in primo piano ieri anche il tema del diritto di replica. “Molto bene. Se il diritto di replica

alla Rai funziona così, ne chiederò una decina al giorno…”. Lo ha scritto Pier Luigi Bersani, segretario del Pd, su Facebook dopo le dichiarazioni del Presidente della Rai, Garimberti, sull’opportunitá di concedere il diritto di replica al ministro Maroni.

Sulla Rai, anzi su Mauro Masi, ieri è caduta la sfiducia quasi unanime dei giornalisti del servizio pubblico, chiamati a pronunciarsi dal sindacato interno.

  1. PD. ALLE PRIMARIE NON SI RINUNCIA. IL DOPO MILANO.

Nel dibattito sviluppatosi dentro il PD si è parlato anche dello strumento primarie. Il segretario Pier Luigi Bersani su questo punto ieri è stato lapidario: “Va data un’aggiustata, ma non rinunceremo mai a un meccanismo di partecipazione come le primarie. Noi non vogliamo una democrazia personale”.

Il Corriere della Sera: “Il disagio cattolico su Pisapia: “Troppo di sinistra, serve una riflessione- Fioroni: il problema è nazionale. Ma Marini: farò campagna per lui”.

Aldo Cazzullo, Il Corriere della Sera. Intervista a Walter Veltroni: “Il PD cambi rotta o il suo destino è a rischio”.

  1. CRISI IRLANDA. TREMONTI: IN ITALIA TUTTO BENE. MA LA REALTA’ INCOMBE.

La crisi della finanza pubblica e delle banche in Irlanda e in Portogallo, dopo quella greca, sta mettendo in subbuglio i mercati finanziari e dei cambi di tutto il mondo. L’Italia, che ha un debito pubblico molto pesante e che ha problemi economici evidenti, a cominciare dalla perdita dei posti di lavoro e dalla crisi di diverse imprese, non può non temere jun ulteriore aggravamento delle tensioni.

Pur di fronte a questa realtà il ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, ha sparso ieri fiducia: “L’Italia è solida, non è il problema, semmai è una parte della soluzione” ha detto riferendosi agli aiuti che l’Italia potrà dare all’Irlanda. Una posizione scontata (se si tiene conto di quanto possa pesare sui mercati una parola più realistica del ministro dell’Economia), ma che arriva dopo troppe dichiarazioni positive e smargiasse che la realtà sta purtroppo dimostrando false.

La gravità della crisi ha indotto il Quirinale a chiedere a tutti senso di responsabilità e una rapida approvazione della legge finanziaria che, per quanto pessima, ci metterebbe comunque in regola di fronte ai mercati.

Altra cosa sarebbe la caduta del governo. Ormai da mesi tutti gli analisti dicono: “Meglio una crisi con uno sbocco chiaro che un lungo periodo di instabilità e debolezza”.

  1. RIFIUTI. E’ DISASTRO AMBIENTALE. IL GOVERNO ANNASPA. IL PD PRESENTA LA SUA PROPOSTA.

Oggi il consiglio dei ministri si riunisce per prendere alcune decisioni sul problema drammatico dei rifiuti a Napoli. La riunione del CDM si svolge dopo la fuga da Napoli di Berlusconi (che oggi ripeterà per l’ennesima volta, dopo la riunione, che tutto è risolto, che in pochi giorni sarà tutto chiaro: “Entro dieci giorni tutto sarà risolto” aveva promesso un mese fa).

Il PD ha pronta la sua proposta di soluzione, ben altrimenti concreta delle scelte del governo. Conferenza stampa oggi con Franceschini e Finocchiaro.

  1. ESTERI.
  • Per Obama nuovi guai. Massimo Gaggi. Il Corriere della Sera: “Arsenali nucleari, “agguato a Obama”- i repubblicani bloccano il trattato Start 2”.

Boris Biancheri. La Stampa: “E’ molto possibile che questo mese di novembre, che per Obama è cominciato con la dura sconfitta delle elezioni di mezzo termine ed è proseguito con una tournée asiatica in cui cinesi, coreani e perfino europei gli hanno dimostrato assai poca simpatia, finisca per lui anche peggio di come è cominciato. L`altolà che il senatore repubblicano Jon Kyl gli ha dato in merito alla ratifica dei trattato Start firmato solennemente tra Stati Uniti e Russia a Praga nello scorso aprile non costituisce solo uno scacco diplomatico per il Presidente americano, dato che lui stesso aveva indicato tale ratifica come una priorità della sua agenda internazionale, ma lascia presagire anche quanto dura sarà la vita alla Casa Bianca nei mesi a venire”.

 

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