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Consiglio Comunale del 4 novembre 2010. Storia di un sabotaggio e di un diritto negato

7 novembre 2010

All’ordine del giorno PIANO PER IL DIRITTO ALLO STUDIO

T.M.S. (CODICE DI GOVERNANCE)

2 MOZIONI DI T.O. SUL TRAFFICO E LA LOTTA ALLA PROSTITUZIONE

Orario di inizio del famigerato QUESTION TIME: 20.30.

Cominciamo col dire che anche per quest’ultimo C.C. non c’è stato niente da fare: gli sparuti consiglieri e assessori interessati a presenziare al Question time, e il sindaco, si sono degnati di dare inizio ai lavori alle ore 20.50. Dimostrando, se ancora ce ne fosse bisogno, che non è il risparmio di tempo e l’efficienza che li ha spinti a introdurre quest’obbrobrio (pochi minuti a testa ad ogni consigliere per fare le domande, eliminazione delle interpellanze e interrogazioni, che sono il sale dei Consigli Comunali in tutta la penisola, ad eccezione dell’isola felice di Trezzano sul Naviglio – e quanto è felice  lo vedremo).

Il punto che interessava particolarmente la cittadinanza, che era intervenuta in gran numero per l’occasione, era la delibera relativa al cosiddetto Piano per il Diritto allo Studio, il finanziamento che da molti anni il comune eroga alle scuole per sopperire alle mancanze dello stato, sempre più marcate, massicce e demenziali.

Iniziamo col dire che la cifra proposta (€ 100.000) è solo apparentemente rimasta invariata rispetto allo scorso anno (€ 34.000 per ognuno dei 2 circoli didattici delle elementari e € 33.000 per la scuola media), perchè oltre a questa cifra la passata amministrazione aveva finanziato il corso di psicomotricità per le scuole materne e il corso di musica per le elementari. Questi progetti erano pagati direttamente dall’amministrazione e quindi non citati nella determina del Diritto allo Studio, ma cionondimeno erano entrati a far parte dei progetti delle scuole e avevano contribuito a migliorare l’offerta formativa.

Di questi due progetti extra (per un costo totale di ca. 24.000 €) non c’è traccia nella nuova proposta, anzi l’intero pacchetto sarebbe subordinato alla disponibilità delle risorse di bilancio, visto che un codicillo in fondo al documento dice proprio così.

L’altro punto controverso era l’utilizzo di una parte dei fondi per il Diritto allo Studio per l’acquisto di cancelleria e prodotti per la pulizia. Tralasciando le polemiche inutili scatenate dall’Assessore Forte in sede di trattativa, in cui gli operatori della scuola sono praticamente stati accusati di malversazioni perchè evevano osato comprare la carta igienica e i detersivi con i soldi destinati ai progetti, una logica contestazione al Piano è appunto che non cita dove, come, da chi le scuole possono ottenere i soldi necessari per i suddetti acquisti.

La legge prevede che sia lo stato a far fronte alle spese per le scuole statali; il problema, come sempre, è che lo stato latita e costringe i comuni a togliergli le patate dal fuoco. Anche perchè l’alternativa è che si faccia richiesta alle famiglie di un contributo per le pulizie.

Questa la situazione.

Le soluzioni proposte dall’Assessore Forte in Consiglio Comunale:

1) € 34.000 per circolo, nebbia sui progetti extra

2) Rendicontazione (niente in contrario da parte di nessuno)

3) € 0 per acquisto di prodotti di pulizia, e nessuna idea in proposito

E QUESTO HA AVUTO L’ARDIRE DI CHIAMARLO PIANO DEL DIRITTO ALLO STUDIO.

Vogliamo poi parlare delle modalità di relazione dell’Assessore?

A parte il fatto che è un continuo alzarsi e allontanarsi dal tavolo, come a sottolineare la mancanza di rispetto verso l’0pposizione che, si sa, è faziosa e non degna di ascolto. A parte l’evidente difficoltà a padroneggiare una materia che è certamente complessa ma di diventare assessore non gliel’ha ordinato il medico. A parte aver sparato più volte cifre a caso (in passato aveva accusato le scuole di stornare il 60% dei fondi per le pulizie,  in Consiglio ha detto che i progetti extra ammontano solo a 4-5000 €…). A parte aver fatto degli interventi fumosi sul codicillo che blinderebbe l’erogazione alle disponibilità di bilancio. Ma è stata perfino contraddetta dal suo funzionario Amicarella, intervenuta per rispondere a domande tecniche. La quale, nonostante parlasse con voce flebile da oltretomba, forse in un tentativo di non venir catturata dal registratore, ha dovuto rettificare le cifre in libertà del suo Assessore, e precisare che i progetti extra ammontano a ben più di 4000 €, e che sì le scuole anche l’anno scorso hanno consegnato all’Amministrazione puntuali rendiconto di come erano stati spesi i soldi del Diritto allo Studio.

Il pubblico intanto rumoreggiava, anche perchè erano presenti numerosi operatori della scuola e perfino i Presidenti dei 3 consigli di Circolo, oltre al Dirigente del I° circolo, genitori e insegnanti.

Le proposte del Partito Democratico:

1) ok i 34.000 € (anche se in verità quest’anno il numero degli alunni è aumentato, ma transeat)

2) ok per la rendicontazione

3) trovare un modo per far ottenere alle scuole il denaro sufficiente per cancelleria e prodotti di pulizia (l’ufficio economato del comune ha già risposto che non è disponibile a far fronte a questa spesa).

4) Rifinanziamento dei corsi di musica e di psicomotricità.

Risposta dell’Assessore, dopo aver vagato ancora un po’ per l’edificio: in periodo di vacche magre bisogna tirare la cinghia e fare sacrifici.

Certo è noto a tutti che il buon padre (e madre) di famiglia in periodo di crisi fa tirare la cinghia prioritariamente ai figli, è un fatto risaputo. Direi che per l’Assessore alla scuola voler far fare sacrifici ai nostri bambini delle elementari è un ottimo biglietto da visita.

A questo punto è successo questo: la maggior parte dei consiglieri del Pdl e relativi assessori si sono dileguati (nascosti nei cessi? dietro la macchinetta del caffè?). Il vicesindaco Russomanno ha chiesto che il punto venisse ritirato e la proposta tornasse in Commissione. Il Pd ha chiesto invece che si votassero gli emendamenti. L’Assessore Forte, dopo 5 minuti di conciliaboli con la maggioranza superstite, ha ritirato il punto, dimostrando, se anche per questo ce ne fosse bisogno, che non ha personalità nè autentico potere.

Il Pd ha chiesto al Presidente che si procedesse a controllare se c’era il numero legale (che non c’era) e il sindaco ha sciolto il Consiglio dando appuntamento alla sera successiva per continuare la discussione sui punti superstiti.

Il pubblico si è allontanato incredulo e disgustato; Tra di loro c’era qualche nuovo abitante di Trezzano trasferiti da altri comuni che ha dichiarato che comportamenti così censurabili non succedono in altre realtà. Anche per questa vergogna ringraziamo la maggioranza.

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3 commenti leave one →
  1. Claudio Albini permalink
    9 novembre 2010 17:40

    Tralascio il commento di tipo politico, non voglio addentrarmi in questo in questo momento.
    La descrizione di quanto avvenuto però è, purtroppo, tristemente esatta.
    Da papà di tre bambini sono rimasto tristemente colpito di come la maggioranza che amministra il nostro paese abbia lasciata sola l’Assessore competente al momento di destinare i fondi per i nostri, anche loro, figli.
    Solo una precisazione: le spese di cancelleria, diversamente da quelle per le pulizie per cui c’è una “vacanza” normativa, sono per norma a carico del Comune e non dello Stato. Quindi in qualche modo vanno onorate.

    • 9 novembre 2010 18:38

      Hai ragione, avrei dovuto specificare meglio fra spese di cancelleria e di pulizia, ma già così com’è la situazione è abbastanza complicata che ho pensato che i non addetti ai lavori si sarebbero persi nei meandri della normativa… Grazie per la precisazione.

  2. siatemaggioranza permalink
    9 novembre 2010 17:14

    Una domanda per voi:
    Ma il giorno dopo si è tenuto il C.C sugli altri punti?
    Se si, com’è andato?

    Luca

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