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Question time: la dichiarazione del Consigliere Fabio Bottero

21 ottobre 2010

Caro Presidente, cari consiglieri e cari concittadini,

staserai ci ritroviamo a discutere su una modifica del Regolamento del Consiglio Comunale.

Si tratta quindi di un argomento molto importante, trattandosi di una strumento normativo comunale che disciplina lo svolgimento del Consiglio Comunale stesso.

Faccio una breve premessa.

Credo che quando ci sia da mettere mano a qualsiasi regola, sia essa minore o fondamentale come la nostra Costituzione, il principio guida da seguire sia quello della condivisione prima di scendere nei particolari normativi. Questo perché, va da sé, che la regola è in quanto tale proprio e solo se condivisa dal maggior numero di soggetti che la stessa coinvolge.

Non si possono cambiare regole importanti, come il Regolamento del Consiglio Comunale, con atti unilaterali anche se nell’intento ci possono essere obiettivi positivi.

Entrando nella nostra questione, devo dire che ho accolto con stupore e tristezza l’evoluzione del procedimento relativo alla introduzione dello strumento del question time nel suddetto regolamento.

L’argomento è stato discusso e definito in una sola seduta di Commissione Istituzionale, direi anche seduta sòla (alla romana), che peraltro era partita bene. Infatti il presidente, consigliere Ghilardi aveva proposto una bozza di modifica che era condivisa da parte dell’opposizione e prevedeva il mantenimento delle regole attuali con l’istituzione del question time.

Lo scenario è cambiato nel momento in cui si è presentato lo stato maggiore dell’Amministrazione Comunale, guidato dal Sindaco, il quale ha spiegato ai Commissari che gli strumenti erano alternativi tra loro.

Così si è arrivati al voto dove la maggioranza ha tirato dritto per la sua strada, seguita, sono sicuro in buona fede da Trezzano Oltre.

Ora credo che se si vogliono condividere alcune scelte, non si può agire unilateralmente su norme che garantiscono l’opposizione.

Come fate a richiedere poi aiuto e comprensione? Mettetevi nei nostri panni.

Ricordo che la precedente amministrazione aveva avviato un percorso per il cambio del regolamento del cc ma cercava, in particolare col ruolo di garanzia e propositivo svolto dall’allora del presidente del consiglio Mimmo Spendio, la condivisione tanto che purtroppo alla fine non se ne è fatto più niente.

Però c’era la consapevolezza di dover condividere tali regole.

Dove vogliamo andare oggi?

Il pallino lo avete voi. Siete voi che determinate l’andamento delle cose con le vostre decisioni. Spero ne siate consapevoli. Fin qui un’analisi tecnica di quanto accaduto.

Passiamo alla versione surreale della questione che è quella che più mi scincerta.

L’attuale maggioranza si è insediata il 29 aprile e dopo adottato le prime determinazioni decide che è ora di eliminare tutti i potenziali blocchi alla sua fervente attività.

Da cosa parte?

Parte dall’eliminazione di interrogazioni/interpellanze dal consiglio comunale, inserendole, direi blindandole a suo favore, dentro lo strumento del question time.

Ma l’attuale maggioranza era l’opposizione dei 5 anni precedenti.

E come si comportava? In consiglio comunale faceva ostruzionismo ritardando la trattazione degli argomenti posti all’odg di ogni consiglio poiché venivano presentate molteplici interrogazioni/interpellanze che non avevano senso o ripresentandole più volte con date cambiate o oggetto differente. Questo comportamento generava nei cittadini che venivano in Consiglio uno sdegno più volte manifestato poiché si trovavano ad assistere a uno spettacolo impresentabile.

Per inciso ricordo che la maggioranza di oggi potrebbe essere minoranza domani e viceversa.

Quella opposizione è arrivata fino all’occupazione della sala consiliare nella seduta del 6 giugno 2007 o ad occupazioni delle postazioni di altri consigliere come quella effettuata da parte dell’attuale vice sindaco che si sedette davanti al sindaco sul suo banco.

In passate Commissioni Istituzionali della precedente legislatura l’attuale capogruppo del PDL dichiarò che voleva sia il question time che le interrogazioni ed interpellanze all’inizio di Consiglio per essere garantito al meglio.

Vengo al surreale.

Ora arriva la nuova amministrazione, dove ci sono si nuovi elementi ma anche molti esperti di lungo percorso, e ci dice che ha valutato, sulla base delle esperienze passate -non possono essere altro che le loro- che è necessario trovare degli accorgimenti alle regole di svolgimento del consiglio comunale per sveltire i lavori e raggiungere gli obiettivi prefissati in modo celere.

Bravi, diciamo noi: siamo d’accordo. Era ora!

E allora cosa fa? Come primo intervento per raggiungere tale obiettivo elimina la possibilità di presentare interrogazioni/interpellanze in apertura di Consiglio Comunale.

Se è convinta di ciò, questa amministrazione, nei suoi uomini più rappresentativi, mi riferisco al Sindaco, al Vice Sindaco, dichiari questa sera che il comportamento tenuto nei 5 anni scorsi è stato sbagliato.

Dichiari che non doveva far perdere così tanto tempo nelle aperture di Consiglio comunale provocando ritardi nella trattazione degli argomenti posti all’odg causando quindi un conseguente ritardo amministrativo.

Insomma, ci sia una ammissione di comportamento poco produttivo ed edificante.

Oggi ci dice che si ricrede. Ci può stare, ci mancherebbe, però non si può fare gratis, anche solo per coerenza verso se stessi.

Faccia, l’Amministrazione, pubblica ammenda e dica che prende questa decisione per un futuro migliore. Così almeno sarà più credibile agli occhi di qualche cittadino.

E’, come dicevo, surreale che oggi, coloro che hanno usufruito di regole positive e garantiste in modo del tutto fazioso ora vogliano eliminarle perché ritenute negative.

Ma poi con tutto quello che è successo nei mesi scorsi, proprio questa era la regola da cambiare per prima?

Abbiamo approvato in questo Consiglio di avviare la procedura per istituire il civico collegio per la trasparenza.

E allora istituiamolo al più presto modificando lo statuto comunale.

Questa è per noi la priorità. Adottare la massima trasparenza per decisioni come quelle sugli appalti, su scelte determinanti dell’amministrazione, per ricreare fiducia nei cittadini.

Poi, se vogliamo disincentivare le perdite di tempo con la proposta di questioni strampalate o inesistenti in Consiglio Comunale, dobbiamo normare anche in questo caso al più presto le riprese delle sedute di consiglio comunale.

A quel punto, ammesso che ci sia, chi si sognerebbe di proporre argomenti poco coerenti e non attinenti ai problemi dei cittadini, sapendo di poter essere visto e sentito da molti cittadini trezzanesi?

Lasciamo perciò da parte il richiamo irresistibile del potere che spesso ci fa prendere decisioni sbagliate e autoreferenziali.

Il partito democratico ha detto più volte che farà una opposizione seria ed entrerà nel merito delle questioni senza pregiudizi. Fino ad ora lo sta dimostrando ed oggi noi ribadiamo il nostro impegno.

Ora io credo che nell’attuale maggioranza ci siano persone che non vogliono modificare in modo così netto il regolamento del consiglio comunale. A loro mi rivolgo per chiedere di far ripensare i propri compagni di coalizione per giungere al ritiro del punto, la riproposizione dell’argomento in commissione al fine di pervenire ad una soluzione più ampiamente condivisa, prendendo il tempo necessario che non sarà comunque perso. Si creerebbe un precedente di azione, un metodo al quale tutti saremo vincolati per questioni simili.

Infine potremo tornare in Consiglio e modificare in modo coeso il regolamento perché condiviso.

Sarebbe un bell’episodio di fari play e di elevata sensibilità istituzionale.

Grazie per l’attenzione.

Fabio Bottero

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