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Norme sul Question Time. La risposta del Consigliere Nino Russo

20 ottobre 2010

Ecco, questa è una di quelle rare occasioni in cui uno potrebbe sentirsi ispirato al massimo riuscendo addirittura a pensare in grande, e a tirar fuori la frase che finisce diritto nella Storia, scritta a caratteri indelebili, caratteri di “scatola”, anzi “di scatolone” (come dice Walter Matthau nel film “Prima Pagina”). E infatti a me di frasi destinate a diventare celebri, me ne erano venute in mente più di una. Questa, ad esempio:. “Voi avete la forza, ma non la ragione”. Bella, vero? Me la sono ripetuta tante volte, ma più la ripetevo e più sentivo d’averla già…sentita. O comunque letta da qualche parte…Forse fu pronunciata da Giacomo Matteotti nel suo celebre, purtroppo ultimo discorso alla Camera, dopo le elezioni del 1924 che consegnarono l’Italia, dopo giorni di sangue e violenze, a Mussolini. Dieci giorno dopo, giugno 1924, fu rapito e assassinato da una squadraccia fascista, come tutti sappiamo.

O forse fu detta da qualche capo di governo di quegli sventurati Paesi che nel 1939 vennero invasi e travolti dalle orde naziste….Parole comunque di grande coraggio, di elevata dignità. Ma purtroppo parole di chi si stava consegnando, sconfitto, alla Invincibile Forza Inarrestabile di un’ideologia di Morte.

A pensarci bene, dunque, questa è una frase bellissima, ma che segna la resa dello sconfitto, quindi in fondo appare come un segno di debolezza. E qui, in realtà, i deboli non siamo noi, i deboli siete voi, anche se ancora stasera cercati di fare, come i soldati dell’esercito di Re Franceschiello “’a faccia feroce”. Si, la debolezza è con voi, e lo dimostrate con questo indecente papocchio che avete confezionato, con il decisivo aiutino esterno di certe forze (oggi assai meno..forzute) che cominciano a rivelare palesemente il loro vero volto. E’ una scelta dettata dalla paura…

Narrano le cronache di una Commissione Istituzionale [in cui si discuteva il nuovo regolamento del Consiglio comunale e dunque del Question Time. N.d.R.]  in preda a una crisi di nervi, di un presidente che viene smentito dai suoi stessi alleati, che fanno irruzione nell’aula delle commissioni, in numero assolutamente sproporzionato rispetto al tema in discussione, con l’aggiunta di alcuni personaggi nominalmente inseriti nell’area dell’opposizione.

Inizialmente, si racconta, il presidente presentò una proposta che conteneva la collocazione nel Regolamento, di quell’istituto di ampliamento del confronto democratico definito “Question Time”. Un soluzione che non escludeva, anzi si aggiungeva alla prassi, regolamentata da tempo, delle normali interrogazioni e interpellanze e mozioni che, come tutti sanno, sono cosa assai diversa e più complessa rispetto alle interrogazioni semplici. Già, perché di questo si tratta: di inserire nel regolamento un di più di confronto democratico, uno strumento aggiuntivo affinché in particolare le opposizioni possano svolgere il loro ruolo istituzionale di indirizzo e di controllo della Giunta e della maggioranza che la sostiene. Infatti il Question time, non toglie, ma aggiunge al dibattito democratico e tutela ancora di più presenza e ruolo dell’opposizione.

Questo è il senso del Question time?

Nasce ovviamente in Inghilterra e mette a confronto il capo del governo con i parlamentari di maggioranza e d’opposizione, ogni mercoledì dalle 12,30 alle 15. Una cosa assai diversa da quella che voi vorreste imporci, contrabbandandola come una vostra graziosa concessione a quei diseredati della minoranza. Voi non concedete nulla, voi state togliendo, state sopprimendo, a poco a poco gli ultimi spazi di agibilità democratica in questo Consiglio comunale. A partire dalla Legge istitutiva, articolo 135 bis della Camera dei deputati e, a scendere, da quasi tutti i regolamenti al riguardo approvati in diverse Regioni e Comuni d’Italia, il Q.T. viene organizzato come momento e luogo di dibattito e confronto che si aggiunge agli altri già a disposizione, per il quale viene stabilito un giorno, un orario e un tempo di durata di interrogazioni “brevi”, risposte immediate, repliche. Viene definito, comunemente, spazio per le interrogazioni su casi specifici a risposta immediata, cioè una cosa completamente diversa da quella che avete “inventato” voi con l’aiutino di qualche… Illuminato…Il Question time in nessun Comune, se non i forma impropria e assolutamente illegittima, può sostituire il luogo e il momento concesso alle interrogazioni più complesse, alle interpellanze e mozioni che, come sanno anche i bambini, sono strumenti di controllo e di conoscenza degli atti e delle azioni della Giunta, dunque completamente diversi per sostanza, formulazione, modalità e complessità dalle “interrogazioni su casi contingenti e attuali con risposta immediata”.

E poi la perla delle perle, anche questa, raccontano, opera di qualche mente superiore: il tempo concesso ai “Gruppi”. In nessun regolamento, a cominciare da quello della Camera dei Deputati, esiste una concessione dei tempi di intervento definito “per gruppi”. Se infatti fossimo alla Camera è venisse presentata una legge modificativa del regolamento con la presenza di una simile ripartizione dei tempi, noi staremo tranquilli, come non lo sono mai stati Berlusconi e i fidi Alfano e Ghedini, stakanovisti delle leggi ad personam, in attesa del responso della Corte costituzionale. Pensate, il papocchio che presentate, stabilisce un minutaggio per i vari gruppi. Dieci minuti a Gruppo. Davvero una genialità. Il Gruppo dei Verdi, dell’Idv, di Trezzano Oltre e da oggi, anche quello dell’Udc (a proposito, bentornato Maurizio) disporrebbero di dieci minuti a testa. Quindi ogni suo singolo rappresentante potrebbe disporre della totalità del tempo concesso essendo quei “gruppi” costituiti da un solo eletto. Il Gruppo del Pd invece, che rappresenta il 50% del’opposizione (4 eletti), quei 10 minuti se li dovrebbe giostrare fino al massimo, cioè al minimo, poiché i quattro consiglieri si devono dividere il tempo complessivo, uguale per tutti, i famosi 10 minuti per 4. Cioè 2 minuti e mezzo a testa contro i 10 degli altri “gruppi a persona singola”. Se fossimo “sintonizzati” con il vostro metro di comportamento ci sentiremmo indotti a dividerci e inventarci quattro gruppi distinti: infatti, come abbiamo visto, a Trezzano basta un consigliere per formare un gruppo. Volendo fare della sana ironia (serve spesso, specialmente qui dentro…) si potrebbe dire che il pensatoio che ha partorito questa schifezza s’è costruito un magnifico abito per sé lasciando in mutande il partito più rappresentativo dell’opposizione.

Continuando nel paradosso, mettiamo che ai 9 consiglieri dell’ex Pdl (non sappiamo se c’è o ci sarà anche Futuro e Libertà)….venisse voglia, come fa talvolta la Lega, di presentare a se stesso delle interrogazioni, cosa succederebbe? Che se la devono sbrigare con 1 minuto a testa….Paradossale, vero?

Tempi assegnati in questo modo sono da ridere, da ridere e illegittimi. Tutto è illegittimo. E se dovesse passare questo obbrobrio useremo tutti gli strumenti a disposizione per bloccarlo e renderlo innocuo. I tempi, cari autori del papocchio, nel Question time non si assegnano ai gruppi, altrimenti si dovrebbe ricorrere alla legge sulla “par condicio” che assegna tempi di discussione e intervento ai vari partiti, in base alla loro consistenza elettorale espressa, ovviamente, in percentuale. Quindi più il partito è grande, maggiore sono i tempi a sua disposizione sia in Parlamento che nelle trasmissioni televisive, nei dibattiti ecc…Tutti i regolamenti, se li aveste almeno letti!, compreso quello della regione Lombardia, attribuiscono un tempo uguale per tutti i parlamentari, i consiglieri, ma non ai gruppi; si va da un minimo di due minuti a un massimo di cinque minuti per ogni interrogazioni “a risposta immediata” a cranio. Un uomo un voto, un consigliere un minuto, due minuti, ecc.., ma non al gruppo… E poi è prevista la replica, con tempi dimezzati.

In conclusione: questa proposta è davvero indecente; se fossimo al Parlamento sarebbe una legge anticostituzionale, quindi cancellata dalla Corte Costituzionale, oltre che illegittima rispetto alle norme che regolano la par condicio. E’ illegittima comunque perché non distingue il Question time dagli altri strumenti di controllo e dibattito quali interpellanze, mozioni, interrogazioni complesse, ordini del giorno ecc…e perché non prevede l’istituzionalizzazione dei questo strumento aggiuntivo e arricchente del confronto democratico, con collocazione specifica in tempi e spazi diversi da quelli dei normali consigli comunali. Senza contare l’assegnazione dei tempi a disposizione per cui si determinerebbe l’assurdo che ai rappresentanti dei gruppi di maggiore consistenza toccherebbe un tempo di esposizione minore. Capisco, capiamo le difficoltà in cui vi dimenate; sappiamo tutti delle complessità di relazioni e comunicazione che intercorrono tra i diversi gruppi che compongono, divisi tra loro, la coalizione di Centrodestra Pdl più Lega (io conto i gruppi per quanti sono le sedi del Pdl, compresi i Circoli culturali..E non metto nel conto trattorie e bar…Finora ne ho contati tre, siete in nove, ergo: il gruppo più numeroso, più consistente e coeso è il Pd ), però i vostri problemi non possono essere ispiratori di atti arbitrari e antidemocratici.

Quindi vi invitiamo, democraticamente e collaborativamente, a ripristinare le regole anche nelle innovazioni che si vogliono introdurre nell’ordinamento del dibattito consiliare. Se questo avverrà, saremo pronti a dare il nostro contributo serio e operativo come sempre. Altrimenti, come sempre, e anche di più, sapremo difendere le nostre prerogative e, soprattutto, il diritto dei cittadini trezzanesi da cui noi tutti dipendiamo, di essere rappresentati con il massimo di libertà e di democrazia.

 

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