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INTERROGAZIONE DEL CONSIGLIERE NINO RUSSO AL C.C. DEL 29/9/2010

13 ottobre 2010

Questa interrogazione, a differenza delle altre, tratta un argomento che non ha rilevanza solo con l’amministrazione di Trezzano ma affronta un tema più ampio:quello del decadimento del rispetto per le istituzioni, per l’avversario politico e, più angosciosamente ancora, per tutte le persone che non appartengano alla congrega dei nuovi barbari. E, perchè non ci siano fraintendimenti, i nuovi barbari non sono altro che quei leghisti descritti nella prima parte della seguente interrogazione.

La seconda parte affronta invece un argomento che dovrebbe stare molto a cuore alle famiglie di Trezzano, visto che coinvolge la scuola, e precisamente il 1° circolo;  ma più in generale stigmatizza l’atteggiamento non collaborativo dell’Assessore all’Istruzione, e quello decisamente indifferente alle difficoltà delle nostre  scuole cittadine dell’intera giunta.

INTERROGAZIONE

Premessa

Il Ministro per le Riforme, il senatur Umberto Bossi, nel corso di un ritrovo di militanti in camicia verde, presumo svoltosi nell’atmosfera tipica di quei raduni tradizionalmente caratterizzati da abbondanti libagioni, cori, colmi d’affetto per immigrati, preferibilmente neri, i diversi d’ogni genere, per cultura o costumi sessuali, per meridionali e napoletani, in particolare che, come ci canta il capogruppo della Lega a Palazzo Marino, Matteo Salvini “puzzano più dei cani”, nel momento di maggior controllo delle menti, s’è lasciato scappare, tra altre cose, un folcloristico giudizio sui romani, definendoli, icasticamente, “porci”: un simpatico, comizievole aggettivo accolto da grida e rumori di voce e di corpi, dai presenti, compreso, narrano le cronache, il caro figlioletto Renzo, affettuosamente soprannominato “la trota”. E così un importantissimo rappresentante del Governo d’Italia come Umberto Bossi, di quell’Italia che egli ripete di “non amare” perché “martirizzerebbe” la gloriosa nazione padana, di quell’Italia di cui più volte il “caustico” senatur, e tanti altri suoi camerati, ne hanno oltraggiato il simbolo, la Bandiera tricolore, suggerendone addirittura l’uso “igienico-corporale” per il quale dovrebbe essere utilizzata, degrada sempre nel gesto e nella parola, arrivando a livelli di bassezza non più sopportabili Che dire: Bossi e la Lega sono questi. Questa la “linea culturale” di quel partito, questi i toni che lo contraddistinguono a Roma, a Adro, a Milano e, adesso, pure a Trezzano sul Naviglio. Bossi è anche il capo d’un movimento che nel suo statuto invoca la Secessione, che cancella l’inno nazionale durante le celebrazioni pubbliche e che trasforma le scuole statali in sezioni di partito (o in templi padani). Da questa premessa discende in modo direi naturale, la vicenda oggetto delle interrogazioni questa sera. La questione cruciale di fronte alla quale ci troviamo tutti noi, cittadini di Trezzano, ma anche di Bergamo, Adro, Roma, Bari, Canicatti, è stabilire se in Italia esiste ancora il rispetto delle Istituzione e tra i rappresentanti delle Istituzioni. Oppure è ormai in vigore la legge della giungla dove non si riconosce più alcuna regola salvo quella di chi grida di più, di chi pretende la “secessione altrimenti ci metto poche ore ad armare milioni di bresciani e bergamaschi”, di chi dichiara che lui “con la bandiera tricolore si pulisce il culo”, che riempie di simboli del proprio partito una scuola pubblica. Sto descrivendo una rappresentazione di fatti e comportamenti ormai caratteristici di una parte politica, dichiaratamente secessionista e, per mio conto, ma non solo mio, altrettanto dichiaratamente razzista, il cui obiettivo prioritario, in parte già raggiunto per ignavia o complicità dei suoi alleati, è la delegittimazione, la banalizzazione, il depotenziamento, lo svuotamento delle regole istituzionali democratiche scolpite nella Costituzione, al fine di poter conseguire il potere assoluto nei propri ambiti territoriale che ritiene d’aver segnato “olfattivamente”.. Potere, cioè dominio. In questa pericolosissima prospettiva s’inserisce una vicenda solo apparentemente meno importante di mille altre, che di cui sono stati protagonisti due rappresentanti istituzionali: un esponente della Giunta comunale e il dirigente dell’Istituzione scolastica. Il pericolo è che se non si interviene in tempo, come cittadini e forze politiche responsabili, l’apparentemente “meno importante” episodio trezzanese potrebbe trasformarsi in un altro piccolo contributo a quella valanga barbarica che sta cercando di annullare ruolo e autorevolezza delle nostre Istituzioni democratiche.

Fatta questa opportuna premessa politica

Chiedo al signor Sindaco

  • se è al corrente della controversia scoppiata in una riunione organizzativa tra il suo assessore alla Pubblica istruzione e il direttore didattico del primo Circolo
  • se sono stati accertati i motivi della controversia è se risponde al vero che il rappresentante della Giunta abbia mosso pesanti offese, critiche immotivate e soprattutto arbitrarie alla dirigenza e al personale della Scuola
  • se (il signor sindaco) è disposto ad avallare, ancora una volta, l’eterno e falso refrain sul “buco di bilancio” che peserebbe anche sul bilancio della Pubblica Istruzione
  • se gli risulta che le la passata giunta di Centrosinistra abbia “dilapidato” risorse pubbliche in “rivoli clientelari” e, se ciò corrispondesse al vero, come mai non abbia ancora provveduto a denunciare i colpevoli del fantomatico sperpero, alla Corte dei conti o, meglio ancora, all’autorità giudiziaria
  • se è anche lui convinto che una legittima scelta politica, ancorché diversa dalle numerose, quindi “ideologicamente” non paragonabili, operate da un membro della sua Giunta, sia elemento di contrasto, offese e addirittura di minacce nei confronti del legittimo rappresentante dell’Istituzione scolastica il quale, ricordiamo agli immemori, deve rispondere del suo operato soprattutto ai genitori dei ragazzi che gli sono affidati, al personale che dirige e ai propri superiori gerarchici. Ovviamente a nessun altro, oltre che a se stesso, per le personali opzioni politiche
  • se a conoscenza che in qualche ufficio comunale di Trezzano, siano ancora esposti, nonostante precedenti richieste di rimozione, simboli riferiti a una parte politica, non nella misura di 700 come nella “famosa” scuola leghista di Adro, ma comunque illegali. Almeno a sentire il presidente della repubblica, Giorgio Napolitano, il quale rispondendo a circa 200 famiglie del “famoso” paese del Bresciano invaso dal logo del “Sole delle Alpi”, ha sottolineato che ”nessun simbolo identificabile con una parte politica può sostituire, in sedi pubbliche, quelli della nazione e dello Stato”

A questa INTERROGAZIONE chiedo articolata e soddisfacente risposta. In caso contrario, e a mia discrezione, la trasformerò in Ordine del giorno da inserire nel primo Consiglio comunale possibile.

 

Nino Russo

Gruppo Pd

 

 

 

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