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L’opinione di Debora Serracchiani sul documento dei 75

23 settembre 2010

La lealtà al segretario
non si discute, ma il segretario discuta con noi: posso riassumere in
questa frase i concetti che ho espresso partecipando alla direzione
nazionale del PD di oggi.Il documento dei 75 è stato il sintomo
di un malessere trascurato, un’azione sbagliata seguita da una reazione
sbagliata, e ora il segretario Bersani deve farsi carico di creare le
condizioni perché il partito ritrovi armonia e fiducia in se stesso.
Quello che è successo ha aperto ferite, ma non può essere sottovalutato o
liquidato, perché tutti, a cominciare dal segretario, dobbiamo sapere
che difficilmente avremo prove d’appello.Da qui in avanti
dobbiamo pensare solo a risalire la china, anche sotto il profilo
organizzativo, ad esempio convocando e informando i segretari regionali
nei momenti di crisi.Abbiamo dato uno spettacolo triste con i
dirigenti che si parlano per via di comunicati stampa e i militanti
disorientati a guardare il loro partito che si sfarina; dovremmo invece
sempre pensare alle ricadute sui territori, anche perché forse c’è più
Pd nei nostri militanti ed elettori che nei palazzi di Roma.Qua
fuori c’è un Paese in balia di forze pericolose e disgregatrici, e non
vinciamo la nostra sfida parlando solo di noi stessi ma definendo un
progetto chiaro per l’alternativa.

Debora Serracchiani

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2 commenti leave one →
  1. 25 settembre 2010 13:21

    il guaio è, caro Jacopo, che Debora, Pippo e tutti i giovani(più o meno) virgulti del Pd a volte riescono a dire cose interessanti assai, altre assai meno. A volte “declamano” interventi condivisibilissimi, politicamente e polemicamente, gonfi di bellissimi propositi e prospettive; altre volte mostrano i loro limiti. Insomma, sono “mediamente” bravi e ci fanno “mediamente” sperare nelle “magnifiche sorti e progressive” del Pd. Ma anche loro,<purtroppo, non riescono a risolvere i limiti di tutti (o quasi) i dirigenti del pd: spesso non fanno seguire alle loro parole, comportamenti conseguenti. Cioè quando dicono, ad esempio "sappiamo che c'è più voglia di Pd tra i nostri iscritti che tra noi (dirigenti)", dicono una sacrosanata verità, ma è altrettanto vero che continuano a frequentare assia più i luoghi dove stazionano i dirigenti e poco o nulla quelli in cui ardono e fremono iscritti e d elettori…E' qui, e non solo qui, quella che per me è l'incongruenza se non l'incoerenza dei "giovani virgulti" del Pd

  2. 24 settembre 2010 14:21

    Come sempre trovo che la Serracchiani abbia la “straordinaria” capacità di infilare una banalità dopo l’altra e di spendere parole per parlare del nulla.
    Il fatto che qualcuno di noi la reputi un possibile leader la dice lunga su quanto il Berlusconismo (una bella immagine, due comparsate nei talk show, tre banalità) abbia sfondato anche tra noi.

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