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La mozione del congresso del P.D. di Trezzano

21 settembre 2010

Pubblichiamo il testo della mozione approvata in sede di congresso cittadino del Partito Democratico di Trezzano.

L’assemblea congressuale degli iscritti al Circolo del Partito Democratico di Trezzano sul Naviglio riunita nella sede del Circolo il 19 settembre per eleggere il Coordinatore e i componenti del Coordinamento, dopo ampia discussione approva la seguente mozione che il Coordinatore del Circolo invierà al Coordinatore di Zona e alle istanze superiori

1. In una fase politica che vede la maggioranza profondamente divisa e il governo di centro destra indebolito al punto tale che il premier Berlusconi a giorni alterni invoca e minaccia le elezioni anticipate, diciamo basta alle discussioni sul leader democratico. Dopo il percorso congressuale di otto mesi, 10.000 assemblee, milioni di cittadini alle primarie, il leader del PD è Bersani che a norma di Statuto è il candidato premier del partito. Riteniamo che pur nel rispetto delle diverse opzioni politiche esistenti nel partito, che potenzialmente sono una  ricchezza, sia un gravissimo errore una spaccatura del gruppo dirigente, perché autodistruttiva e contraria al bisogno assoluto di unità del PD richiesto dai nostri elettori e dalla situazione economica, sociale e morale del Paese.

2. Il partito nel suo complesso, e il gruppo dirigente in particolare, prima di definire le alleanze deve impegnarsi a individuare e a comunicare ai cittadini elettori per quali politiche economiche, sociali, istituzionali, culturali noi del PD siamo disposti a batterci nelle istituzioni e nella società, coagulando attorno a queste idee le forze politiche disposte a un programma di governo condiviso.

3. L’attuale legge elettorale, la “porcata di Calderoli”, espropria gli elettori dalla scelta dei propri rappresentanti in Parlamento, rendendo questi ultimi ostaggio delle segreterie dei partiti o del leader padronale Berlusconi, stracciando di fatto il dettato costituzionale che vuole i parlamentari eletti senza vincolo di mandato (art.67 Cost). Inoltre il premio di maggioranza, senza il vincolo di una percentuale minima di voto da raggiungere, se da una parte garantisce la governabilità, dall’altra consente potenzialmente a chi ha avuto alle elezioni una maggioranza relativa di voti, anche esigua, di disporre della maggioranza dei parlamentari. E’ evidente il vulnus all’idea di rappresentanza e di democrazia causato da questa legge. Pertanto chiediamo al partito democratico , prima di tutto, un forte impegno per cambiare la legge elettorale vigente e poi che i nostri candidati in parlamento siano comunque, anche, e a maggior ragione, a porcata vigente,  individuati mediante primarie di collegio.

4. Di fronte al riemergere, sia nel nostro paese che in Europa, di politiche contrarie ai diritti umani o addirittura razziste, chiediamo a tutti i democratici, militanti e dirigenti, un forte e intransigente impegno nelle istituzioni e nella società, perché sia rispettato e applicato  l’art.3 della nostra Carta Costituzionale  “Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese.” Il primo impegno sostenere una legge con un solo articolo “Sono cittadini italiani tutti coloro che sono nati in Italia” e far  rispettare il Diritto Internazionale sancito dai “Diritti dell’uomo” delle Nazioni Unite in merito alla acquisizione della cittadinanza italiana ai migranti.

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4 commenti leave one →
  1. siatemaggioranza permalink
    22 settembre 2010 17:18

    Ho letto il documento e ho una semplice domanda riguardante il punto 1.

    Voi, in modo assolutamente sacrosanto, ponete Bersani come vostro candidato premier (sinceramente sono molto stupito del fatto che non risulti una conseguenza normale).

    Non menzionate, però, come vi ponete dinnanzi alla richiesta di primarie sullo stile di quelle che stanno avvenendo a Milano, cioè con più personalità provenienti da più partiti e, magari, anche qualche tecnico “esterno”.

    Potete fornirmi chiarimenti?

    • 22 settembre 2010 18:04

      La mia risposta, personale e quindi non espressione del circolo del PD, è che in linea di massima un partito ha diritto di indicare un candidato preferito in occasione di primarie di coalizione.
      Nel caso specifico di Milano, visto l’alto profilo (almeno secondo me) dei tre candidati, sarebbe stato tuttavia preferibile che il PD non avesse esercitato questo diritto e quindi non avesse dato nessuna indicazione di voto.

      Insomma: non trovo scandaloso che il PD abbia indicato Boeri come il proprio candidato, ma sarebbe stato più coraggioso e più innovativo non indicare nessuno.

    • 22 settembre 2010 18:05

      Bersani è il candidato premier del Pd. I candidati di coalizione si discutono, si propongono e si scelgono al momento di fare la coalizione. Non mi sembra di aver letto niente di contrario a questa considerazione logica (ma non vorrei essermi persa qualche documento strategico, sentiamo anche altri, se ne sanno più di me).

      • andrea bernè permalink
        23 settembre 2010 14:46

        in sintesi: non si possono paragonare la situazione milanese con la nazionale.
        per statuto, al momento del congresso Pd dell’anno scorso, a norma di statuto, gli iscritti del Pd nell’eleggere il segretario hanno contestualmente designato anche il candidato premier (per capirci, ricalcando quanto avviene altrove, ad esempio in Inghilterra, dove leeader di partito e candidato premier combaciano); questo ha valenza ovviamente solo nel caso in cui il pD dovesse correre da solo. In caso di alleanza si deve condividere il candidato comune (magari a mezzo di primarie di coalizione…).

        diciamo che oggettivamente, la designazione del segretario/candidato a premier è puramente simbolica perchè nel sistema italiano è puramente utopico pensare che il pd possa cantarsela e suonarsela da solo dopo l’esperienza veltroniana di 2 anni fa.

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