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Se quel 14 ottobre 1980 avesse piovuto

12 settembre 2010

Oggi, 11 settembre,  cade il 30° anniversario dell’inizio dello sciopero degli operai Fiat, che sfocerà nella marcia dei 40.000 quadri della Fiat del 14 ottobre, scesi in piazza per protestare contro il blocco della produzione. Nel 1980 abitavo a Londra, ma mi trovavo in Italia da qualche tempo per le vacanze e per visitare la mia famiglia. Fu così che fui coinvolta nella  raccolta di denaro  per sostenere gli operai, in sciopero da lunghe settimane. Poi ci fu la storica marcia, e tutto sembrò precipitare.

Sul piatto delle trattative 14.469 licenziamenti annunciati, che nel più puro stile Fiat sfocerà nella cassa integrazione per 23.000 lavoratori. Dopo 35 giorni di scioperi, blocchi e picchetti scendono in piazza gli impegati di alto livello, i cosiddetti quadri, organizzati dal direttore del personale della Fiat e dal presidente del Coordinamento Nazionale dei quadri industria. Alcune parole d’ordine della manifestazione: LA MAGGIORANZA SILENZIOSA CHIEDE IL RIPRISTINO DEI DIRITTI CIVILI;  PICCHETTI = VIOLENZA, DEMOCRAZIA = LIBERTA’ DI SCELTA, a dimostrazione dell’interesse puramente settoriale che li animava e della scarsa comprensione dei meccanismi sociali e politici in cui pure erano cinvolti.

Una “svolta storica”, come molti hanno detto, che cambia i rapporti industriali e contribuisce a soffocare il conflitto industriale per decenni.

Se per molti questo  è stato un bene, la perdita della consapevolezza politica, che veniva trasmessa nelle fabbriche, ha portato al triste risultato che è oggi sotto gli occhi di tutti: lavoratori non più in grado, se non in casi sporadici, di contrapporsi dialetticamente all’ impresa, sindacato diviso e inefficace, ingiustizia sociale e scardinamento dei diritti. Un’economia che è una giungla, mancanza di solidarietà sociale e una sensazione di si salvi chi può che 30 anni fa era impensabile. Tanto per esser chiari gli slogan

di quella lontana maggioranza silenziosa dovrebbero venire completati: INGIUSTIZIA=PICCHETTI=VIOLENZA,

DEMOCRAZIA=GIUSTIZIA=LIBERTA’ DI SCELTA.

Come scrive Gad Lerner, nel suo libro “Operai” (Feltrinelli, € 8.00) pubblicato nel 1988 e ora di nuovo nelle librerie, la marcia dei 40.000 a Torino “ha consentito a un’élite dalle scarse ambizioni e modeste capacità imprenditoriali di imporre una vita peggiore al popolo delle formiche destinato alla produzione industriale”.

Proprio un bell’anniversario.

per saperne di più:  http://sites.google.com/site/sentileranechecantano/schede/la-fiat/marco-revelli—autunno-80-i-35-giorni

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