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Lettera aperta a L’Eco della Città

26 giugno 2010

Egregio Direttore de L’Eco della città

le scrivo in merito al resoconto della seduta del Consiglio Comunale di Trezzano del 18 giugno 2010, scritto dalla collaboratrice del suo giornale, Valentina Bufano, che mi legge in copia.

Le devo  far presente che già in passato ho notato nelle cronache della suddetta… scrittrice una certa approssimazione nel riportare le notizie relative alla vita politica trezzanese, e purtroppo sul numero del 22 giugno ne ho avuto conferma.

Passo subito agli esempi:  a pag. 26, sotto il titolo “Piace la mozione di Trezzano Oltre” (piace a chi?), in un articolo di 3 colonne ne dedica due per presentare il nuovo “question time”, una per parlare delle 3 interrogazioni di Trezzano Oltre… e delle 2 interrogazioni del Pd non c è traccia. Come mai avvenute. La cronista conclude l’articolo ricordando che l’ordine del giorno della minoranza – Ci impegniamo per l’acqua pubblica – “ha richiesto una lunga discussione”. Tanto è vero che liquida la questione in 3 righe!

Per la cronaca le due interrogazioni del Pd riguardavano rispettivamente la continuazione del corso di danze popolari e le dimissioni del presidente TMS.

Pazientemente ho sfogliato e risfogliato il giornale alla ricerca di un accenno alle interrogazioni mancanti. Nulla. Ma quanto può durare la pazienza del lettore? Ho trovato invece, a pag. 27,  2 colonne totalmente dedicate alla posizione di Trezzano Oltre sulla Presidenza della Commissione Bilancio, in cui il lettore perviene ad una conoscenza approfondita delle ragioni di T.O. contro la candidatura del consigliere Pd Nino Russo, ma dove non c’ è neanche un accenno, en passant, alla posizione del suddetto Nino Russo.

Delle due interrogazioni del Pd sempre nessuna traccia. Trovo un riferimento ad un’ ulteriore interrogazione non protocollata del consigliere Fabio Bottero, che ha creato un certo scompiglio ma non ha avuto risposta, e null’altro.

Il mestiere del giornalista è entusiasmante ma anche esigente, e forse direttore dovrebbe ricordare alla sua collaboratrice la sempre attuale massima del giornalista ed editore inglese C.P. Scott: COMMENT IS FREE, BUT FACTS ARE SACRED (Il commento è libero, ma i fatti sono sacri – 1921)

Cordialmente.

Flavia Caimi

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6 commenti leave one →
  1. valentina bufano permalink
    16 agosto 2010 11:54

    benissimo

    il numero pieno di TRezzano Oltre è stato uno solo

    poi non ne abbiamo più parlato

    quindi i vostri discorsi sono inutili

    credo che la Caimi intendesse solo nuocere alla sottoscritta

    non ci è riuscita affatto

    concludo facendovi notare come vi scriviate, stimiate, diate ragione
    fra di voi

    come un piccolo club

    dove non esiste confronto

    cosa che lo rende del tutto inutile

    • Flavia Caimi permalink*
      17 agosto 2010 11:15

      Sono in vacanza con accesso alla rete molto saltuario. E dopo aver letto l’incomprensibile commento della Sig.na Bufano me ne rallegro.
      Buon fine di vacanze a tutti.

    • 4 settembre 2010 21:35

      Sono riuscita a interpretare il significato dell ultimo post della Sig.na Bufano (penso).

      “benissimo il numero pieno di TRezzano Oltre è stato uno solo

      poi non ne abbiamo più parlato”
      si riferisce al fatto che dopo aver riempito il numero del 22 giugno di informazioni riguardanti Trezzano Oltre… non ne ha più avuto l occasione.
      Quale sia la ragione (glielo hanno impedito? T.O. non ha più prodotto niente?) non mi riguarda e non mi interessa. Mi interessa che sull Eco appaiano resoconti completi su ogni forza politica.
      Il post prosegue “quindi i vostri discorsi sono inutili”.
      Se la mia lettera ha fatto si che ci sia più equità nei suoi resoconti non è stata inutile.
      Ancora: “credo che la Caimi intendesse solo nuocere alla sottoscritta

      non ci è riuscita affatto”.
      La Sig.ra Caimi non intendeva affatto nuocerle personalmente, e si compiace che non le sia successo niente di male. Alla Sig.ra Caimi interessa solo, come forse, a quest ora, avrà capito, che i resoconti sull Eco siano completi e non faziosi.
      Su questa frase “concludo facendovi notare come vi scriviate, stimiate, diate ragione
      fra di voi

      come un piccolo club” ho solo questo da dire: noi siamo un piccolo club, comunichiamo su un blog che abbiamo aperto noi, ci stimiamo e, appartenendo alla stessa area politica, spesso ci diamo ragione. Amen.

      Però la frase “dove non esiste confronto

      cosa che lo rende del tutto inutile” è palesemente non vera, infatti sto rispondendo ad una sua contestazione, e l ho fatto apertamente e pubblicamente anche in passato. Continui a confrontarsi con noi se vuole, noi siamo qui. Inviti pure i suoi amici, non si preoccupi: non ci tremano i polsi, che teniamo invece ben saldi sulla tastiera.
      In quanto all “inutilità” del blog siamo nel campo della speculazione, e quindi la saluto.

  2. 3 luglio 2010 13:55

    Berlusca-Tino Scotti tra lap dance, ciulatine, disoccupati e poliziotti senza camicia (Titolo)
    Dopo una sfiancante seduta notturna con ballerine brasiliane di lap dance e a conclusione di eruditi scambi di opinioni tra gentiluomini d’elevato cerebro – se medesimo, attorniato da imprenditori italioti in trasferta o di stanza (da letto…) in Brasile – su questioni di livello intellettualmente inaccessibile a più, tipo “la fenomenologia delle ciulatine con procaci camerierine carioca”, il Cav. Gran Uff. Silvio dott. Berlusconi, ha rimesso piede (libero…) in Italia ritrovandola perfettamente uguale all’Italia che aveva lasciato appena una settimana prima: piena di rabbia, colma di monnezza, di terremotati dimenticati e città distrutte, di gente che si odia, di extracomunitari cacciati (nel senso di “dare la caccia”), di giovani sempre più drammaticamente disoccupati, così come tanti genitori. Sceso dall’aereo presidenziale, ancora preda di senili deliri sessuali, ha solennemente esclamato, a reti televisive appecoronate, rese tali da direttori notoriamente leccalulo (il suo…) la frase “ghe pensi mi”, tormentone inventato dal comico milanese Tino Scotti nell’interpetazione del bauscia meneghino che prometteva tutto e non faceva niente. E infatti, al termine del milanesissimo proclama, tutti hanno cominciato a tremare, nonostante la calura africana: l’esercito dei giovani senza lavoro, i loro padri disoccuoccupati o cassintegrati, gli insegnanti, i prefetti, polizia, i vigili del fuoco, i soliti magistrati (rossi…) che vedranno tagliata la 13^ mensilità. E i poliziotti, che dopo essere stati costretti a spingere le “gazzelle” rimaste senza benzina, e fare gli straordinari non pagati per garantire l’ordine pubblico, si ritrovano con una sola divisa estiva senza possibilità di cambio. Forse un furbo escamotage: arresteranno i criminali prendendoli per…puzza Nino Russo

  3. siatemaggioranza permalink
    27 giugno 2010 03:31

    Sono da una parte giornalista e dall’altra sono politico.

    Personalmente, per la mia infima esperienza, credo che per chi scrive sia abbastanza complicato riuscire a rimanere imparziali, sopratutto se viene dato un limite di battute.
    In questo caso, la scelta degli argomenti di cui trattare è sicuramente pressante e può capitare di dover tagliare o cassare determinati pezzi o interventi che, con un maggiore spazio a disposizione, sarebbero sicuramente interessanti.

    Fatta questa doverosa premessa, non posso che concordare con le parole di Flavia sia per quanto concerne il dovere di cronaca sia per quanto riguarda lo schieramento politico.

    Da parte di un giornalista, quindi, la propria appartenenza politica non dovebbe influenzare le scelte, ne imporre una qualche agenda.

    Da parte dell’editore, però, dovrebbe giungere un richiamo a un giusto equilibrio che possa bilanciare l’operato di un singolo giornalista.
    Questo non mi pare venga fatto.

    Insomma, secondo il mio modesto parere, ultimamente nelle pagine politiche di Trezzano tendenzialmente si parla solo di Trezzano Oltre, nonostante avvengano politicamente anche altri fatti degni di nota.

    Che sia colpa di un singolo giornalista o più probabilmente la scelta di un editore o redattore poco importa.
    Questi sono i fatti e nessuno impedisce che avvengano, tranne la morale e la coscienza dei diretti interessati.

    Speriamo le cose cambino un poco.

    Luca Gariboldi

  4. 26 giugno 2010 16:04

    RISPONDE VALENTINA BUFANO:
    Non ho voluto scrivere del PD.. poiché avrei dovuto scrivere della pessima figura che avete fatto…. Damiani che ha presentata una interpellanza su un problema … che era già stato risolto…
    l’ordine del giorno sull’acqua – votato da tutti con l’astenzioen di T.O: che ribalta l’intenzione del presentatore – dopo la modifica concordata tra PD e PDL senza che quelli del PD se ne accorgessero…. si vada a rileggere il testo finale signora Caimi
    La mozione di Trezzano Oltre piace a tutti, alla maggiornaza che l’ha votata ed a Damiani che ha voluto firmare il testo finale… e certamente a Trezzanesi che auspicano quella trasparenza sconosciuta al precedente Sindaco che Lei avrebbe risostenuto!

    REPLICA FLAVIA CAIMI
    Signorina Bufano, non si dia pena per le pessime figure che presumibilmente farebbe il mio partito. In veste di cronista lei deve informare sui fatti, poi può sempre chiedere al suo editore che le riservi un box per i suoi commenti. In quell’ambito sarebbe libera di dileggiare gli ingenui consiglieri del Pd che firmano di tutto, di osannare il gruppo consigliare caro al suo cuore, di compiere inferenze arbitrarie e di interpretare fantasiosamente gli auspici dei trezzanesi. Io personalmente mi batterei per questo suo diritto (come sa ultimamente libertà di stampa e diritto all’informazione sono temi cari alla mia parte politica). Però. Qui non si parla di opinioni, ma di fatti, o più propriamente della scomparsa dei fatti. La prego pertanto in futuro di essere più obiettiva e riportare fedelmente gli accadimenti. Mi permetta di citarle ancora il libertario C.P. Scott: [il giornale] Its primary office is the gathering of news. At the peril of its soul it must see that the supply is not tainted. (Il suo compito principale è la raccolta dei fatti, e il controllo sulla limpidezza delle fonti, o corre il rischio di perdere la propria anima)

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