Da “I miei ricordi” di M. D’Azeglio
Mercoledi 16 marzo 2011 presso il Centro Socio Culturale di Via Manzoni si è tenuta una sobria celebrazione organizzata dall’amministrazione comunale per il 150° anniversario dell’Unità d’Italia. Intercalando brani musicali alcuni consiglieri hanno proposto alcune letture risorgimentali. Il capogruppo del Pdl Sciumbata ha letto la poesia di Luigi Mercantini “La spigolatrice di Sapri”, il sindaco Tomasino il Coro dell’Adelchi e Oliviero Camisani dei verdi un brano sul federalismo. Il nostro consigliere Jacopo Guastalla ha porposto un brano di Massimo d’Azeglio, riportato qui sotto, molto significativo e tristemente attuale.
“La lotta collo straniero è portata in buon porto, ma non è questa la difficoltà maggiore. La maggiore, la vera, quella che mantiene tutto incerto , tutto in forse è la lotta interna. I più pericolosi nemici d’ Italia non sono i Tedeschi, sono gl’italiani. E perché? Per la ragione che gl’ Italiani han voluto fare un’ Italia nuova, e loro rimanere gl’ Italiani vecchi di prima, colle dappocaggini e le miserie morali che furono ab antico la loro rovina; perché pensano a riformare l’ Italia, e nessuno s’ accorge che per riuscirci bisogna, prima, che si riformino loro, perché l’ Italia, come tutti i popoli, non potrà divenir nazione, non potrà essere ordinata, ben amministrata, forte così con lo straniero come contro i settari dell’ interno, libera e di propria ragione, finché grandi e piccoli mezzani, ognuno nella sua sfera non faccia il proprio dovere, e non lo faccia bene, od almeno il meglio che può. Ma a fare il proprio dovere il più delle volte fastidioso, volgare, ignorato, ci vuol forza di volontà e persuasione che il dovere si deve adempiere non perché diverte o frutta, ma perché è dovere; e questa forza di volontà, questa persuasione, è quella preziosa dote che con un solo vocabolo si chiama carattere, onde, per dirla in una parola sola, il primo bisogno d’ Italia è che si formino Italiani che sappiano adempiere al loro dovere; quindi che si formino alti e forti caratteri”. )
