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Coordinamento Donne Democratiche – “DONNE E MEDIA” – Resoconto di un incontro a Gaggiano

28 aprile 2012

Sabato 10 marzo 2012, nell’ambito delle iniziative sulla Giornata della Donna, il Circolo PD di Gaggiano ha sostenuto l’iniziativa organizzata dal Coordinamento Donne Democratiche del Corsichese.

L’incontro si è tenuto presso la Cooperativa Novella ed è stato preceduto dal racconto del ricercatore di storia locale Paolo Migliavacca sulla figura di donne che si sono distinte a Gaggiano.

La tavola rotonda aveva come figure di riferimento Bruna Brembilla, consigliere provinciale Pd, Carlo Borghetti, consigliere regionale Pd, e Donatella Martini Presidente dell’Associazione DonneInQuota.  Moderatrice della serata, Arianna Censi, Responsabile Enti Locali federazione PD Milano.

Come introduzione all’argomento è stata proiettata una carrellata di manifesti pubblicitari  a dimostrazione dell’ uso massiccio che i pubblicitari fanno del corpo della donna per propagandare ogni sorta di prodotto (si è potuto notare per altro che i manifesti di pubblicità locale sono ancora più pecorecci della pubblicità nazionale, forse grazie ai minori controlli esistenti a livello locale).

Donatella Martini introduce quindi l’argomento della negatività di tali pubblicità a causa degli stereotipi proposti alle giovani generazioni, e informa che l’Associazione DonneInQuota ha intrapreso iniziative legali volte a eliminare la pubblicità sessista dalle strade, e suggerisce che tutti i comuni si dotino di un regolamento sulle affissioni pubblicitarie. Naturalmente la resistenza dei comuni in questo senso è dovuta all’interesse a mantenere un capitolo d’entrata rilevante, per mantenere il quale sono disposti a ignorare queste problematiche. Stiamo parlando, nel solo comune di Milano, di 140.000 mq di spazi pubblicitari dati in concessione, e ciò spiega molte cose. Non stupisce quindi la poca attenzione a questo problema, e l’uso strumentale delle accuse di moralismo e bigottismo verso chi si batte per far cessare lo sfruttamento dell’immagine femminile a scopi commerciali.

A dimostrazione della problematicità dell’argomento bisogna citare anche il – ragionevole – dubbio che è stato sollevato, sul pericolo di avallare un clima di detestabile censura. (Tuttavia chi scrive ritiene che questa critica sia infondata perché qui non si tratta di censurare il libero pensiero o un’opera d’arte, stiamo parlando del fatto  che aziende commerciali si appropriano  dell’immagine di appartenenti al genere umano – donne in questo caso ma il discorso vale anche per i bambini – e ne sfruttano l’immagine in modo inaccettabile, per fini commerciali; tra l’altro in modo per niente artistico e  senza un minimo di creatività; e non è certo per difendere questo tipo di prodotto editoriale che dovremmo impegnare tempo ed energie, bensì per tutelare i soggetti che da esso vengono danneggiati.)

Qual è dunque il danno che queste immagini fanno alle donne? Innanzitutto avallano una visione distorta delle relazioni uomo-donna, e ciò è diseducativo per le nuove generazioni che assorbono e riproducono comportamenti stereotipati; inoltre essere mal rappresentate significa per le donne perdere in credibilità e non avere accesso al vero potere che governa le nostre vite, ma restare in posizione subalterna e lasciare questo potere ad altri. Come ha osservato Borghetti l’impatto sui giovani  di questa visione superficiale della società è devastante.

Arianna Censi ha posto un’altra questione: c’è una relazione fra l’essere mal rappresentate e l’economia? Siamo il paese europeo che cresce meno, con il minor numero di servizi per le donne spesso di scarsa qualità, dove i licenziamenti di donne sono ancora tollerati più di quelli maschili (vedi vergogna delle dimissioni in bianco).

Per DonneInQuota la relazione c’è ed è evidente, non è questione di moralismo ma di libertà, e dalla libertà sul nostro corpo e la nostra vita si fonda tutto il resto.

La Coordinatrice delle Democratiche di zona, Mariangela Bonas, ha posto la questione della pubblicità come specchio dei nostri desideri inconsci: i pubblicitari sanno bene ciò che piace al pubblico e glielo danno (forse la relazione è più complessa, in quanto i desideri si formano anche in base a ciò che viene mostrato o reso disponibile).

Cosa fare dunque affinchè cambi questa situazione? Innanzitutto riconoscere il problema come una questione culturale e non moralistica, quindi partire dall’educazione, attraverso risorse ad hoc per le scuole (che sono state tagliate) e cercare di cambiare la politica. Come? Ad esempio chiedere il ripristino dell’ educazione sessuale, insistere perché nei libri di storia vengano inserite figure significative di donne. Inoltre pretendere che la politica si occupi delle questioni legate all’educazione e alla rappresentatività di genere, oltre che alle questioni di welfare e salute senza censure moral-religiose (Censi ricorda che negli ultimi anni si assiste a una recrudescenza dell’Aids e sifilide che generano costi umani e sociali altissimi, e di questo la politica deve farsi carico).  Infine chiedere che i comuni si dotino di regolamenti che vietino le pubblicità che violano la dignità delle donne.

10 marzo 2012 – a Gaggiano GIORNATA MONDIALE DEI DIRITTI DELLE DONNE

6 marzo 2012
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188 firme per la legge 188 – Contro le dimissioni in bianco

6 marzo 2012
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Al Presidente del Consiglio Mario Monti

Al Presidente della Camera Gianfranco Fini

Al Presidente del Senato  Renato Schifani

Alla Ministra Elsa Fornero

Alle deputate e alle senatrici di tutti i gruppi parlamentari

 

Norme efficaci contro le dimissioni in bianco,subito

Grazie all’impegno delle donne, finalmente è maturata una grandissima condivisione nel dibattito  pubblico intorno alla legge contro le dimissioni in bianco, provata dall’accoglienza della nostra iniziativa  “188 firme per la legge 188.”

Di ciò abbiamo parlato nell’incontro avuto su questo tema  con la Ministra Elsa Fornero il 7 febbraio e questo intendiamo continuare a sostenere con la conferenza stampa del 23 febbraio .

Chiediamo norme che prevengano  e contrastino l’abuso nei confronti di giovani lavoratrici e giovani lavoratori al momento dell’assunzione quando,  capita che venga richiesto loro di firmare una lettera di dimissioni volontarie, definite in bianco perché senza data. La data verrà messa successivamente,per mandare via quella ragazza o quel ragazzo di fronte a una gravidanza,un matrimonio, un infortunio, una lunga malattia o la fine del  periodo di incentivi per la loro assunzione.

La legge 188 sulle dimissioni in bianco del 2007, fu presentata in Parlamento con il consenso delle donne di tutto il centro sinistra e del centro destra che insieme presentarono  un ordine del giorno, premessa al voto unanime con il quale il disegno di legge fu approvato alla Camera.

Successivamente alla sua abrogazione avvenuta nel giugno del 2008,sono state  depositate in Parlamento alcune  proposte di legge per definire norme contro le dimissioni in bianco.

Noi donne del sindacato, del giornalismo, della società civile, della politica, noi che abbiamo promosso quella legge nel 2007, chiediamo al Presidente del Consiglio,ai Presidenti di Camera e Senato,alla Ministra Fornero ,alle parlamentari di tutti i gruppi presenti alla Camera e al Senato di assumere un impegno per un intervento legislativo urgente ed efficace contro le dimissioni in bianco.

 

Roberta Agostini Raffaella Lamberti Serena Sorrentino
Ritanna Armeni Maria Pia Mannino Soana Tortora
Giovanna Casadio Marisa Nicchi Laura Trezza
Titti Di Salvo Liliana Ocmin Sara Ventroni

Mariella Gramaglia                     Anna Rea      

Convocato Consiglio Comunale 5 marzo 2012

5 marzo 2012

Il Consiglio Comunale è convocato per le ore 20,30 con il seguente ordine del giorno:

- QUESTION TIME

- PIANO DI ZONIZZAZIONE ACUSTICA DEL TERRITORIO COMUNALE. ADOZIONE.

- MOZIONE PRESENTATA DAL GRUPPO CONSILIARE U.D.C. AD OGGETTO: “GESTIONE DELLA DOCUMENTAZIONE”

- MOZIONE PRESENTATA DAL GRUPPO CONSILIARE P.D. AD OGGETTO: “AGENZIA GIORNALISTICA C.T.R. COMUNICAZIONE”

MOZIONE PRESENTATA DAL GRUPPO CONSILIARE P.D. AD OGGETTO: “T.M.S. SPA”

Il dovere della politica

28 febbraio 2012

Pubblichiamo un ottimo articolo di Carlo Galli apparso su La Repubblica di oggi.

La politica, assieme all´angoscia per la sorte di Luca Abbà, bussa alle porte della Valsusa. E attraverso il conflitto, il rischio, la violenza, sembra voler presentare un conto sgradito e inaspettato – in ogni caso molto caro – a un governo “tecnico”, che trae la propria legittimità materiale e contingente dal farsi portatore di istanze “oggettive”, di imperativi sistemici decisi da poteri diversi dalla sovranità del popolo italiano. Ed è invece evidente che la politica non si lascia sostituire dalla tecnica, e che al governo Monti, e al ministro Passera, spettano ora misure politiche in senso proprio.
Nell´ambito dell´ordine pubblico, in primo luogo, ma soprattutto – e ciò ha valore ancora più apertamente politico – nell´ambito di una franca chiarificazione davanti al Paese di che cosa sia in gioco, ora, intorno alla vicenda della Tav.
Si tratta di una partita di grande spessore. La linea ad Alta Velocità che deve unire Torino e Lione è già stata approvata da due parlamenti nazionali, quello italiano e quello francese, e da due Trattati internazionali. È una struttura strategica che viene finanziata con denaro europeo: è una fonte di lavoro per migliaia di operai e tecnici: è una promessa di sviluppo per il complesso del Paese. Il tracciato è stato modificato da un Osservatorio a cui hanno partecipato i territori, che ha discusso per tre anni. È, insomma, una partita a più livelli – europeo, nazionale, locale – in cui la politica si è messa in gioco attraverso procedure democratiche, sia partecipative sia rappresentative: in cui lo sviluppo economico e le sue esigenze è stato mediato, interpretato, incanalato, sui binari della politica.
Ora, a questa politica – imperfetta, ma non truffaldina – se ne oppone un´altra, fatta anche di violenza (i fatti dell´estate scorsa) a cui non possono non seguire azioni della magistratura, com´è normale in uno Stato di diritto. E questa politica che si oppone alla politica democratica non è solo violenza, certo, ma neppure la ripudia apertamente. Ma soprattutto è una politica che sta trasformando la Val di Susa, e i disagi dei suoi abitanti, in uno spazio politico che vuole essere alternativo rispetto all´assetto della politica contemporanea.
Accanto all´ambiguità delle forze politiche di centrosinistra che a Roma approvano la Tav e nei territori vi si schierano contro, per ottenere consenso – e questa è la pratica, non nuova né rivoluzionaria, dell´opportunismo politico – , c´è infatti la lotta dei territori contro un modello di sviluppo e che sconvolge gli equilibri della vita collettiva locale – e questa è la pretesa dell´ecologismo in una sola vallata, peraltro oggi certamente non “vergine” – ; c´è, poi, la spregiudicatezza delle forze di sinistra, che paiono volere abbracciare ogni causa per tentare di rientrare in gioco, assecondando ogni protesta contro le contraddizioni del capitalismo traballante, che oscilla fra il gigantismo e la crisi – contraddizioni che ci sono, certo, ma che in questo caso hanno pesato meno delle affermazioni e delle procedure della democrazia, che troppo disinvoltamente vengono considerate carta straccia.
E c´è, accanto a queste, un´altra prospettiva, ancora più radicale. Quella di fare della Val di Susa il punto di coagulo di tutte le forze – in realtà delle debolezze, delle disperazioni, della mancanza di fantasia, della sfiducia nella democrazia – che non vogliono il riequilibrio dell´Italia, il suo rientro nella normalità, e che puntano su una situazione “greca” per innescare un conflitto delegittimante; che vogliono fare della Val di Susa l´incubatoio di altre rivolte nel Paese, che dimostrino l´impopolarità delle politiche che il governo sta attuando, con il consenso della stragrande maggioranza del Parlamento.
Alla strategia dell´emergenza, alla retorica dell´iperbole che vede ovunque omicidi di Stato (o del Capitale, o della Grande Finanza), a questa contrapposizione fra maggioranza legale e minoranze ultra-conflittuali, è quanto mai opportuno che il governo apertamente opponga la forza tranquilla di una democrazia “normale”: non una risposta reazionaria, quindi, e neppure burocratica, ma una risposta politica che spieghi al Paese che ciò che è stato democraticamente deciso va mantenuto; che l´Italia sta oggi in un contesto europeo con pieno diritto e piena dignità e che non vuole sottrarsi agli impegni liberamente assunti e ratificati, che i nostri partner stanno già eseguendo; che la contestazione del modello di sviluppo è, ovviamente, sempre lecita, ma non può bloccare il funzionamento di quella stessa politica democratica che l´ha resa possibile; che non si può, mentre si discute “come” fare una cosa, tornare a mettere in dubbio “se” farla; che c´è una radicale differenza fra violenza, da una parte, e conflitto politico, dall´altra; che l´Italia non vuole essere la Grecia (con tutto il rispetto per un Paese in una situazione ben più difficile della nostra).
Sono, queste, considerazioni politiche che spettano al governo, insieme alle azioni che ne conseguono; ma altre se ne possono aggiungere. Ovvero, che si può anche scommettere contro l´Italia (lo fa la Lega, ad esempio) ma che questa posizione non fornisce particolari credenziali di affidabilità né di acume, e che da forze di sinistra che si candidano a governare questo Paese ci si attendono comportamenti più equilibrati. Che, giocando contro la democrazia per inseguire ogni estremismo, la sinistra non esce dalla propria crisi ma la dimostra e la aggrava. E che, insomma, dalla Val di Susa viene lanciata una sfida che non può essere ignorata: la sfida delle responsabilità e della maturità di tutti, ciascuno per la sua parte.

La Repubblica 28.02.12

Art. 18: “Protezione non è una parolaccia, è una necessità”

27 febbraio 2012

Lo dichiara Bernadette Segol, segretario generale della Ces (Confederazione europea dei sindacati).

Pensare che il licenziamento facile sia la via d’uscita dalla crisi è impostazione sbagliata del problema della disoccupazione, che oltretutto, per quanto riguarda l’Italia, non rispecchia nè i numeri nè i fatti accertati. Infatti l’indice Ocse della «rigidità in uscita» colloca l’Italia (punteggio 1.77) ben al di sotto della media europea: appena sopra alla Danimarca (1.63), comunemente raffigurata come il modello ideale di flessibilità, e dotata di ammortizzatori sociali ben più sviluppati che in Italia. Nella classifica troviamo la Germania in testa: 3.00, ma anche i lavoratori di molti paesi dell’est come Ungheria, Repubblica Ceca e Polonia, nei quali molte imprese italiane minacciano di delocalizzare, sono più tutelati di noi, rispettivamente a 1.92, 3.05 e 2.06.

Come si legge sul blog Cesaneremo, che cita uno studio comparato di Raffaele Falcone delle varie legislazioni a tutela dei lavoratori nei principali paesi europei, la famigerata rigidità del mercato del lavoro italiano è una bufala bella e buona.  Che qualcuno abbia interesse a propagarla non impedisce però a noi di volerci vedere chiaro, e questo studio è un utile contributo alla riflessione:

In Germania c’è il Kündigungsschutzgesetz(KSchG): per le imprese con più di 10 dipendenti, il licenziamento va giustificato. Il consiglio di fabbrica ha il potere di sospendere o annullare il licenziamento[...]

In Spagna, almeno fino all’approvazione della riforma in discussione in questi giorni, il licenziamento viene annullato quando il motivo del licenziamento consiste in una delle cause di discriminazione proibite dalla Costituzione o dalla legge, oppure sia derivato dalla violazione dei diritti fondamentali e delle libertà del lavoratore. Ne segue il reintegro immediato del lavoratore nel posto di lavoro e un indennizzo pari ai salari non percepiti causa il licenziamento.[...]

n Gran Bretagna è in vigore dal 1978 l’Employment Protection Consolidation Act, cioè la legge che sancisce il principio della reintegrazione nel posto di lavoro di fronte al licenziamento considerato illegittimo (Unfair dismissal). È automaticamente considerato sleale per un datore di lavoro licenziare un dipendente, a prescindere dalla durata del servizio e per un motivo legato alla discriminazione (protetti dalla legge sull’uguaglianza 2010).[...]

In Francia lo scioglimento del rapporto è sottoposto a un pesante controllo amministrativo e giudiziario: le imprese devono dimostrare la colpa del lavoratore nel caso di licenziamento individuale e l’esistenza di valide ragioni economiche nel caso di licenziamenti collettivi.[...]

Insomma – si legge nel blog originale Il Corsaro l’altra informazione – la protezione dal licenziamento ingiustificato, anche e soprattutto attraverso il reintegro sul posto di lavoro, è tutt’altro che una bizzarria italiana. In tutti i maggiori paesi europei, seppure con alcune differenze specifiche, esistono strumenti dello stesso tipo dell’articolo 18, a tutela del diritto dei lavoratori a non essere licenziati arbitrariamente.

Ora se è vero che “una bugia ripetuta molte volte diventa verità” è anche vero che non siamo tutti decerebrati, per fortuna. E personaggi competenti, oltre agli infidi sindacati, emissari del male, hanno analizzato la norma e hanno espresso le loro conclusioni qui Appello dei giuristi a difesa dell’articolo 18 dello statuto dei lavoratori Si sono espressi a favore dell’art. 18, tra gli altri, Sergio Mattone, Presidente Emerito Corte di Cassazione Sezione Lavoro e diversi docenti universitari.  L’elenco delle firme è reperibile sul sito Studio Legale Associato

“L’articolo diciotto: le verità nascoste”Desta grande sconcerto, tra gli operatori giuridici (avvocati, magistrati) che quotidianamente hanno a che fare, per il loro lavoro, con la tematica dei licenziamenti, il livello di approssimazione e di assoluta lontananza dalla realtà con cui tanti autorevoli personaggi della politica, del giornalismo e persino dell’economia affrontano l’argomento, contribuendo ad alimentare una campagna di disinformazione senza precedenti.
Sta infatti entrando nella convinzione del cittadino (che non abbia, in prima persona o attraverso persone vicine, vissuto il dramma della perdita del posto di lavoro) la falsa impressione che in Italia sia pressoché impossibile licenziare, persino nei casi in cui un’impresa, in comprovate difficoltà economiche e finanziarie, con forte calo di ordini e bilanci in rosso, avrebbe necessità di ridurre il proprio personale (caso spesso citato nei dibattiti televisivi per mostrare l’assurdità di una legislazione che ingessi fino a questo punto l’attività imprenditoriale).[...]

Tali licenziamenti sono già consentiti, e secondo l’art. 30 della legge 183 del 2010 “il controllo giudiziale è limitato esclusivamente (…) all’accertamento del presupposto di legittimità e non può essere esteso al sindacato di merito sulle valutazioni tecniche, organizzative e produttive che competono al datore di lavoro”.
Cosa si vuole di più? Perchè si vorrebbe impedire al giudice anche un accertamento di legittimità (e non di merito) sulle motivazioni addotte? Forte è il sospetto che in questo modo si voglia consentire al datore di lavoro di liberarsi di dipendenti scomodi semplicemente adducendo una motivazione economica, anche se non vera. Sancendo così, automaticamente, il pieno ritorno agli anni cinquanta, quando i licenziamenti erano assolutamente liberi e la Costituzione nei luoghi di lavoro, faticosamente introdotta nel 1970 dallo Statuto dei lavoratori, semplicemente un sogno.

Non dimentichiamo quanto è costato ottenere lo Statuto dei lavoratori (approvato dalla Camera maggio 1970): mesi di intensi scioperi, vertenze, manifestazioni, occupazioni e perdita di guadagno.

Operai Montedison, 1969

Varese, sciopero 1969

Monza, sciopero 1969

Operaie Siemens, sciopero 1969

Sciopero Pirelli Bicocca, 1969

La reazione. Il giorno dopo l’approvazione dello Statuto del Lavoratori da parte del Senato:

12 dicembre 1969 - Strage di Piazza Fontana

Una proposta di legge oscena: vogliono dare stessa dignità a fascismo e Resistenza. MAI!

26 febbraio 2012

Durante il Consiglio Comunale di Trezzano s/n del 20/2/2012 il Pd ha presentato una mozione che impegna il comune a dichiarare la propria contrarietà alla proposta di legge presentata alla Camera per equiparare due esperienze storiche di diversisssimo peso morale: la Repubblica Sociale, con i repubblichini fedeli al  capo del governo fascista ormai in decadimento a Salò, e la Resistenza con i partigiani che lottavano per un’Italia finalmente libera e democratica. Vista la composizione della presente maggioranza, con diversi assessori e diversi consiglieri di AN, il Comune di Trezzano non dichiarerà la propria contrarietà alla proposta di legge, anzi la sosterrà vigorosamente. Chi l’avrebbe detto che i nostri occhi avrebbero visto questa vergogna? (altre foto)

Ivrea, partigiano impiccato dai fascisti della "X Mas" di Junio Valerio Borghese

Bosco delle Castagne (Udine), 1944, dieci partigiani impiccati dai fascisti.

MOZIONE

in opposizione alla proposta di legge n° 3442 dell’onorevole Gregorio Fontana, approvata nella commissione difesa della Camera dei Deputati. “Previsione del riconoscimento da parte del Ministero della Difesa di tutte le organizzazioni belligeranti, senza limiti di sorta alla concessione di contributi pubblici e altri benefici.”

Il Consiglio Comunale di TREZZANO SUL NAVIGLIO

vista la proposta di legge n° 3442 a firma dell’Onorevole Gregorio Fontana, approvata in Commissione Difesa della Camera dei Deputati, dove si prevedono il riconoscimento alla concessione di contributi e altri benefici a tutte le organizzazioni di ex belligeranti, senza limitazioni di sorta;

considerato

che se tale proposta venisse trasformata in Legge, gli ex repubblichini sarebbero equiparati nei riconoscimenti ai Partigiani, Patrioti, Badogliani e soldati dei gruppi di combattimento Cremona, Friuli, Folgore;

precisato

che i Repubblichini furono combattenti illegittimi, rappresentando uno stato fantoccio, la Repubblica Sociale Italiana, non riconosciuta dalla comunità internazionale, contrariamente al Comitato di Liberazione Nazionale e del Regno del Sud, soli Governi legittimi;

rilevato

che i repubblichini furono fascisti, promulgatori di leggi razziali, esecutori feroci di stragi, fanatici che negli anni venti si macchiarono di vili attacchi a sedi dei partiti democratici, di sindacati e libere associazioni.

valutato altresì

che la proposta di legge n° 3442, viola i principi citati dalla Costituzione della Repubblica Italiana, precisamente alla XII norma “E’ vietata la riorganizzazione, sotto qualsiasi forma, del disciolto partito fascista” e che tale iniziativa evidenzia una volontà atta alla modifica della storia, alla negazione dei crimini commessi, all’ulteriore violenza nei confronti di quei giovani che si cimentarono e persero la vita per dare al nostro paese una forma di libertà e democrazia, cancellando la volontà dei nostri padri costituenti, fra i tanti, Pertini, De Gasperi, Togliatti, Zaccagnini, Pajetta, Dossetti, La Malfa, Lombardi, di costruire uno stato forte basato sulle libertà di pensiero, di culto, d’associazione, di soggiorno, di circolazione;

impegna

il Sindaco di TREZZANO SUL NAVIGLIO, AVV. GIORGIO TOMASINO

ad adoperarsi in tutti gli ambiti possibili affinché la proposta di cui sopra non diventi mai Legge dello Stato, evitando così lo sfregio alla memoria della Resistenza e alla Costituzione nata da essa;

si impegna altresì

a proseguire nel percorso di promozione di iniziative volte al recupero della memoria e dei valori della lotta di liberazione dal nazifascismo intrapreso in questi anni.

Trezzano sul Naviglio, 23 novembre 2011

Il Gruppo Consiliare del Partito Democratico

Leo Damiani (capogruppo), Fabio Bottero, Jacopo Guastalla, Nino Russo

A 67 anni dalla drammatica , dolorosa guerra civile; dopo 66 anni di libertà e democrazia ; a libertà e democrazia consolidate ; è giusto e doveroso un superamento di quella lacerante divisione in un clima di condivisione e concordia nei valori di libertà, uguaglianza e democrazia..

Questa condivisione ci riempie di gioia per il presente e di speranza per il futuro; ma non deve annullare , o far dimenticare i contenuti di quella divisione.

Equiparare chi si battè per la democrazia e la libertà a coloro che si opposero all’affermazione di tali valori, oltre che ingiusto, sarebbe estremamente diseducativo in quanto da un lato porterebbe a negare la realtà storica e dall’altro indurrebbe le nuove generazioni a considerare equivalente , dal punto di vista etico e politico,  l’opporsi o il difendere libertà , uguaglianza e democrazia.

Dunque dobbiamo opporci vigorosamente alla proposta di legge n° 3442 approvata dalla commissione difesa della camera  che prevede, in relazione al doloroso conflitto degli anni 43/45, la concessione di contributi e benefici a tutte le organizzazioni belligeranti senza limiti di sorta.

20/2/2012 – Finalmente si è tenuto il Consiglio Comunale a Trezzano

26 febbraio 2012

Finalmente dopo due mesi di trattative interne al PDL , concluse col rientro in gruppo del consigliere Marotta, si è riunito il consiglio comunale (l’ultimo risaliva al 21 dicembre 2011.) Tomasino ha tirato un sospiro di sollievo. Abbiamo presentato una mozione d’ordine per conoscere lo stato e i programmi futuri dell’amministrazione comunale ma il Sindaco è stato molto elusivo come peraltro aveva fatto fin dal question time in risposta alle nostre precise e importanti interpellanze sul futuro della TMS spa, sul ruolo della CTR comunicazione che svolge il ruolo di ufficio stampa del Comune e della Brenntag, altro primato tutto trezzanese, nonchè sulle videoriprese del consiglio comunale che dovevano essere approvate ed avviate entro il 30.09.2011.
Due i risultati importanti raggiunti per noi del PD e sui quali ci siamo impegnati molto.
E’ stato infatti nominato il Civico Collegio per la trasparenza. Speriamo che questo importante organismo possa partire subito col lavoro. Infine è stata approvata la mozione che impegna il Sindaco e la Giunta a organizzare, quanto prima e senza scuse, una esercitazione sui rischi eventuali derivanti da un incidente nel sito Brenntag
.

Le seguenti sono le mozioni presentate da FABIO BOTTERO:

Gruppo Consiliare   PARTITO DEMOCRATICO

Consigliere    Fabio Bottero

Al Sindaco di Trezzano sul Naviglio, Avv. Giorgio Tomasino.

INTERPELLANZA

 Oggetto:   Riprese televisive delle sedute del Consiglio Comunale di Trezzano sul Naviglio.

Gentile signor Sindaco,

Premesso che:

Il Consiglio Comunale nella seduta del 20 aprile 2011 con delibera n. 14 ha deliberato:

-        che Le sedute del Consiglio Comunale saranno videoregistrate a telecamera fissa, pubblicate e trasmesse sul sito internet del Comune di Trezzano sul Naviglio;

-        che La presente modifica sarà inserita in una più ampia revisione del Regolamento del Consiglio Comunale;

-        Di dare mandato alla Commissione Istituzionale affinché in collaborazione con gli uffici competenti predisponga nuovo testo da sottoporre alla adozione da parte del Consiglio Comunale entro il 30/09/2011.

Evidenzio una ulteriore prova di inefficienza e mancanza di rispetto degli impegni presi da parte della attuale Amministrazione poiché ad oggi tale modifica non è stata inserita nel Regolamento del Consiglio Comunale.

Con la presente interpellanza chiedo, semplicemente:

 a che punto sono i lavori della Commissione Istituzionale per dar seguito alla suddetta deliberazione del Consiglio Comunale considerato che oramai siamo quasi a 6 mesi oltre i tempi previsti e richiesti dall’allora maggioranza all’epoca della suddetta deliberazione.

Chiedo pertanto al Sindaco di dare una nuova e definitiva tempistica, naturalmente molto ridotta per fare in modo che finalmente le sedute del Consiglio Comunale possano essere videoregistrate a telecamera fissa, pubblicate e trasmesse sul sito internet del Comune di Trezzano sul Naviglio al fine di attuare maggiormente i principi di trasparenza, pubblicità e conoscibilità delle attività del Consiglio Comunale e di valorizzare le funzioni del Consiglio Comunale, ampliando la partecipazione popolare ai lavori consiliari anche in modalità remota.

Mi riservo, dopo aver ricevuto risposta di trasformare tale richiesta in mozione.

Trezzano sul Naviglio   20.02.2012

Fabio Bottero

Gruppo Consiliare   PARTITO DEMOCRATICO

Consigliere    Fabio Bottero

Al Sindaco di Trezzano sul Naviglio, Avv. Giorgio Tomasino.

INTERPELLANZA

 Oggetto:   Intervento edilizio in via Circonvallazione.

Gentile signor Sindaco

sono a richiedere la più ampia relazione circa l’intervento edilizio in corso in via Circonvallazione a cura della società La Fior-Edil S.r.l..

Mi riferisco alla concessione edilizia e i criteri adottati nel conferire la stessa, all’indice consentito, ai piani che avrà la palazzina, al rispetto delle norme sulla sicurezza durante lo svolgimento dei lavori, etc..

Ricordo che dove ora sono in corso i lavori prima c’era una villetta mentre ora si profila una palazzina che risulterà molto vicina all’attuale palazzina con tutti gli aspetti negativi derivanti. Mi sembra che tale aspetto, molto importante, non sia stato considerato.

Molte grazie

Trezzano sul Naviglio,  20.02.2012

Fabio Bottero

Gruppo Consiliare PARTITO DEMOCRATICO

Consigliere FABIO BOTTERO

Al Sindaco di Trezzano sul Naviglio, sig. Giorgio Tomasino

All’Assessore ai Lavori Pubblici, sig. Giorgio Rossetto

 INTERROGAZIONE

Oggetto:          Stato Quartiere Marchesina-TR3.

Segnalo che nella fabbrica dismessa De Malena sono ancora segnalate da più cittadini presenze di persone senza fissa dimora nelle ore notturne.

Segnalo inoltre che in Via Marchesina lungo il marciapiede che costeggia la suddetta fabbrica insistono piante non curate, ubicate all’interno dell’area della medesima fabbrica, che rendono difficoltoso e pericoloso il passaggio dei cittadini.

Tale problema è aumentato nei giorni seguenti alle recenti nevicate.

Finché la neve non si è sciolta gli abitanti che si avventuravano sul suddetto marciapiede rischiavano di cadere per la mancanza di pulizia dalla neve e ghiaccio formato. Situazione identica che si manifestata anche in via Matteotti lungo il marciapiede che costeggia la De Malena.

Come da mia richiesta del 20 settembre 2011 è stato posto un rallenta traffico sulla via Marchesina dopo la via Mascagni e prima della via Costa ma per completare l’opera di messa in parziale sicurezza è necessario ubicare un altro rallenta traffico nella parte più pericolosa ossia dalla parte della via Marchesina subito dopo l’incrocio con la via Virgilio e prima dell’incrocio con la via Costa.

Resto infine perplesso sui frequenti roghi di automobili che si sviluppano nel quartiere Marchesina-TR3.

Si richiede cortesemente pertanto:

  • di voler fare effettuare controlli nell’area della fabbrica De Malena e all’esterno della stessa nelle ore notturne per verificare che non ci siano entrate da parte di persone senza fissa dimora;
  • di mettere in sicurezza il marciapiede di via Marchesina che costeggia la fabbrica dismessa De Malena per consentire il passaggio dei pedoni;
  • di voler ubicare un altro rallenta traffico nella parte più pericolosa di via Marchesina ossia dalla parte a sud della Via Costa e precisamente dopo l’incrocio della via Marchesina con la via Virgilio e prima dell’incrocio della stessa con la via Costa;
  • di indagare sui frequenti roghi di automobili che si sviluppano nel quartiere Marchesina-TR3 e a tal fine di presidiare meglio tale zona nelle ore notturne.

Vi ringrazio molto per l’attenzione.

Trezzano sul Naviglio, 20.02.2012

Fabio Bottero

INTERPELLANZE DEL CAPOGRUPPO LEO DAMIANI

Consigliere                Leo Damiani

Al Sindaco di Trezzano sul Naviglio, sig. Giorgio Tomasino

INTERPELLANZA

Oggetto:  TMS Spa

Gentile signor Sindaco

Premesso che:

  • Il codice di corporate governante di TMS Spa prevede al comma 2 dell’articolo 1 di sottoporre alla valutazione di questo Consiglio entro il 30 novembre il proprio piano di programma, il bilancio pluriennale e il bilancio di previsione annuale.
  • Che il 22.11.2011 con delibera n° 211  La Giunta ha affidato allo Studio Delfino&Partners   una ricognizione dell’assetto istituzionale ed operativo della società T.M.S. S.p.A. e definizione delle prospettive future alla luce del rinnovato contesto normativo;
  • Che il Comitato di Controllo Analogo ha compiti di supervisione, sviluppo e controllo dei servizi affidati alla TMS , monitoraggio dell’attuazione dei contratti e, soprattutto ha il potere di verificare in qualsiasi momento la regolarità della gestione corrente con poteri di intervento diretti e concreti.

Visto che

Oggi è il 20 febbraio 2012 e questo Consiglio Comunale, molto deplorevolmente, non è stato ancora messo a conoscenza  né degli atti relativi al Consiglio di Amministrazione di  TMS Spa, né della relazione dello Studio Delfino&Partners , né delle valutazioni e dei conseguenti interventi del  Comitato di Controllo Analogo

Le chiedo:

  • Quale valutazione ha dato lo  Studio Delfino&Partners e quanto è costata tale valutazione ?
  • Alla luce della situazione economica della società e della normativa vigente quale politica intende perseguire la sua giunta in merito al futuro di TMS ?
  • Quando sottoporrà alla valutazione di codesto Consiglio gli importanti documenti citati in premessa?

Trezzano sul Naviglio   20.12.2012

Leo Damiani

Gruppo Consiliare   PARTITO DEMOCRATICO

Al Sindaco

Interpellanza

Oggetto:        Agenzia  Giornalistica  C.T.R.  Comunicazione

Egregio Signor Sindaco

Premesso che

Con determina n° 1037 del 27/12/2011 è stato affidato all’ Agenzia Giornalistica C.T.R.  Comunicazione, oltre che l’incarico di coordinamento giornalistico editoriale per la realizzazione di sei numeri del periodico comunale, anche la gestione dei rapporti con la stampa esterna, la redazione di articoli e comunicati stampa.

Premesso inoltre che

La stessa  Agenzia  Giornalistica  C.T.R.  Comunicazione  ricopre lo stesso incarico presso  lo stabilimento ad alto rischio ambientale della Brenntag Spa , sito nel territorio del comune di Trezzano s/N

Le chiediamo

Il Comune di Trezzano sul Naviglio si sente tutelato e adeguatamente sostenuto dalla Agenzia Giornalistica C.T.R. Comunicazione nella gestione del rapporto con la società Brenntag?

Secondo noi non è possibile non considerare i due incarichi in conflitto tra loro.

La frequente presenza del caso Brenntag sulla stampa negli ultimi mesi ha infatti messo in evidenza, a nostro avviso, la deleteria conseguenza di tale commistione d’interessi: nonostante le divergenti esigenze e finalità dell’Amministrazione Comunale e di Brenntag, i relativi comunicati stampa e i conseguenti servizi giornalistici poco si differenziavano tra loro.

A noi sembra chiaro che, almeno per il caso Brenntag, C.T.R. Comunicazione debba scegliere se rappresentare l’Amministrazione Comunale di Trezzano o Brenntag Spa.

In alternativa riteniamo che l’Amministrazione Comunale, non potendo obbligare la suddetta società a prendere tale decisione, debba affidare l’incarico per il servizio stampa ad altra società.

Trezzano sul Naviglio   08.02.2012

Per il Gruppo del Partito Democratico

Leo Damiani (capogruppo), Fabio Bottero, Jacopo Guastalla, Nicola Russo

 

MOZIONE

Oggetto                Piano di emergenza comunale

 Il Consiglio Comunale di TREZZANO SUL NAVIGLIO

 Visto

  • Il D.lgs 17.8.1999 n° 334 come modificato e integrato dal D.lgs 21.9.2005 n° 238
  • DGR 16.5.2007 n° 8/4732 Direttiva Regione Lombardia sui grandi rischi

considerato

 Il piano di emergenza comunale   di Trezzano redatto in conformità della D.G.R. 21.2.03, n. 12200 “Direttiva Regionale per la

Pianificazione di Emergenza degli Enti locali

 precisato

Che tale piano necessita aggiornamenti e integrazioni soprattutto per quanto riguarda il rischio Brenntag

rilevato

  • La scarsa conoscenza dei cittadini sul rischio Brenntag e sui comportamenti necessari in caso di situazione di emergenza
  • La scarsa verifica della validità di detto piano attraverso esercitazioni su situazioni di emergenza simulata

valutato altresì

il valore di una esercitazione per consolidare conoscenza, rapidità nei comportamenti e efficienza del coordinamento

impegna

il Sindaco di TREZZANO SUL NAVIGLIO, AVV. GIORGIO TOMASINO

  • ad adoperarsi  per una revisione dei possibili scenari conseguenti al rischio Brenntag
  • a procedere quanto prima possibile all’organizzazione di una esercitazione centrata sull’evento più rischioso per Trezzano: una esplosione nel sito Brenntag

 Trezzano sul Naviglio, 26 novembre 2011

Il Gruppo Consiliare del Partito Democratico

Leo Damiani (capogruppo), Fabio Bottero, Jacopo Guastalla, Nino Russo

 

 

 

 

 

 

 

Tomasino emulo di Carlo I d’Inghilterra – che per evitare il confronto si rifiutò di convocare il parlamento per 11 anni.

18 febbraio 2012

“Poiché il direttore del giornale, ed altri
gentiluomini, mi hanno chiesto di scrivere
la storia dell’ultima amministrazione di Trezzano
sul Naviglio, in tutti i suoi dettagli, dall’inizio alla

SERVE UNA BUSSOLA?

fine, senza tralasciare nulla […] prendo in mano
la penna nell’anno di grazia 2012 e torno al tempo
in cui il Pdl e la Lega, con l’ingombrante alleanza
del clan Russomanno (An) vinsero le elezioni
amministrative dell’aprile 2010, con uno scarto
di non pochi voti sul centrosinistra, formato
da Pd, Idv, Sel, Verdi e Udc, e di moltissimi
voti sull’altro (presunto) contendente,
il Movimento Trezzano Oltre”.

La campagna elettorale dello sfidante, l’attuale sindaco Giorgio Tomasino, sobria e sottotono (leggi afona e inconcludente) prende avvio nella primavera 2010,  più o meno una settimana prima della data del voto, a causa dell’impossibilità di trovare un candidato sindaco presentabile, o che metta d’accordo tutti gli affezionati alleati di centrodestra.

Trovato finalmente il volto nuovo, il vecchio lupo di mare Tomasino, con una carriera quasi ventennale di consigliere a Trezzano, vengono coniate facilmente le parole d’ordine: i cittadini meritano di più, abbasso l’inefficienza, abbasso gli sprechi, abbasso le buche nell’asfalto, a morte le casette dell’acqua. Con questo programma innovativo il centrodestra vince le elezioni.

Sono passati quasi due anni.

Da allora la nostra cittadina ha assistito a 2 rimpasti di giunta e qualche ritocco al volo;  il vicesindaco Russomanno estromesso con un putsch del sindaco; la prima giunta azzerata e la assessora alla scuola, la leghista Patrizia Forte sostituita dal “foresto” Davide Barletta da Garbagnate; l’assessorato al bilancio offerto al consigliere di opposizione Antonmarco Catania, di Trezzano Oltre, che per pochi mesi assapora il gusto pieno della vita di maggioranza. Poi anche lui getta la spugna.

Nel frattempo il clan Russomanno in consiglio comunale attacca il sindaco ed esce dal gruppo consiliare, formando il gruppo indipendente.

Situazione affascinante, a tratti surreale, meriterebbe più spazio ma ahimè, devo dedicarmi ai fatti. Ed è un fatto che in tutti i settori le realizzazioni sono state circa zero. E un fatto che non ci siano proposte sulla viabilità (a parte un incontro inconcludente con l’assessore provinciale Altitonante che ha promesso ciò che non potrà essere mantenuto, e cioè una tangenzialina dal tracciato controverso, costosa e senza alcuna copertura finanziaria al momento); e sono fatti che non si sia ancora sciolto il nodo del bilancio, che  il nostro comune non sia ancora rientrato nel patto di stabilità, che l’ultimo assessore al Bilancio fuoriuscito dalla giunta non sia ancora stato sostituito, che il tentativo di vendere l’ultima area verde di Trezzano (Via Goldoni) per far cassa si sia risolto in un buco nell’acqua; che di PGT, e di Piano delle Opere pubbliche, con una giunta così fragile, non si stia parlando.

Vogliamo parlare di realizzazioni? Ecco qua: una pista ciclabile fortemente voluta dalla giunta precedente, e quindi già stata finanziata dalla provincia; un contributo per il diritto allo studio molto generoso sulla carta, ma tutto da verificare, se e quando il denaro uscirà dal cilindro di un bilancio compromesso; assegnazione alloggi di edilizia popolare, cioè quelle case popolari fatte costruire dalla precedente amministrazione, decisione al tempo fortemente osteggiata dal centro destra.

E come dimenticare il “mercatino siciliano”, con merce dai prezzi inavvicinabili; la sostituzione del funzionario dell’ufficio Cultura mentre era in ferie (chissà se mentre andiamo in stampa le hanno trovato una sistemazione congrua?), la spedizione a Buje e a Eching del folto gruppo di notabili trezzanesi – il presidente della commissione gemellaggio Di Stasio, l’Assessore Sciumbata, i funzionari e il comandante dei vigili – per riannodare i rapporti che si erano un po’ allentati con queste ridenti cittadine.

Peccato che i problemi di Trezzano e le necessità dei trezzanesi siano altre:

1)      Piano di Governo del Territorio in scadenza fra pochi mesi e non ancora affrontato

2)      Nessuna proposta per la diminuzione del traffico e la riduzione dell’inquinamento

3)      Ancora nessuna soluzione definitiva e soddisfacente per la Trezzano Multiservizi (Azienda Municipale)

4)      Indifferenza verso i bisogni di servizi e sostegno per le donne di Trezzano, dall’insufficiente numero di posti all’asilo nido comunale, alla sparizione della figura della psicologa al Centro Socio Sanitario di Via Boito

5)      Superficialità nell’affrontare il problema di un’azienda ad alto rischio come la Brenntag, con la quale incontri finalizzati alla delocalizzazione erano stati avviati dalla giunta precedente, ma che non sembra essere una priorità per questa giunta

6)      Mancati controlli sullo stato delle coperture di amianto dell’area Demalena, nonostante il protocollo ufficiale dell’Asl stabilisca i tempi del monitoraggio e i valori (che non vengono forniti alla cittadinanza, nonostante le sollecitazioni dei consiglieri di opposizione)

7)      Fondo stradale ancora in uno stato deplorevole.

Dal 21 dicembre 2011 non è più stato convocato un Consiglio Comunale. Sindaco Tomasino, Carlo I° fece una brutta fine…

Sindaco Tomasino, “salga a bordo cazzo!”

18 gennaio 2012

Ci affrettiamo anche noi a usare la battuta del momento, nella speranza di svegliare dal torpore il sindaco di Trezzano, e la sua sbrindellata giunta, ben sapendo che non sarà sufficiente uno slogan, nè il bacio del principe, nè un’overdose di caffeina.

Purtroppo è un fatto che non c’è più stato un Consiglio Comunale dal 21 dicembre 2011, ne’ ce n’è uno in programma, che si sappia.

E’ un fatto che alcuni consiglieri di maggioranza abbiano formato un gruppo indipendente, non garantendo il proprio voto in consiglio (se mai ce ne sarà uno!), è un fatto che non ci siano proposte sulla viabilità (a parte un incontro inconcludente con l’assessore provinciale Altitonante che ha promesso ciò che non potrà essere mantenuto, e cioè una tangenzialina dal tracciato controverso, costosa e senza alcuna copertura finanziaria al momento); e sono fatti che non si sia ancora sciolto il nodo del bilancio, che  il nostro comune non sia ancora rientrato nel patto di stabilità, che l’ultimo assessore al Bilancio fuoriuscito dalla giunta (Catania – Trezzano Oltre) non sia ancora stato sostituito, che il tentativo di vendere l’ultima area verde di Trezzano (Via Goldoni) per far cassa si sia risolto in un buco nell’acqua, che di PGT, e di Piano delle Opere pubbliche, con una giunta così fragile, non si stia parlando ecc. ecc.

Tra le realizzazioni, perchè non ci si accusi di cecità, il “mercatino siciliano”, con merce dai prezzi inavvicinabili, la pista di pattinaggio in Piazza San Lorenzo, con scarso coinvolgimento delle associazioni del territorio (le casette a disposizione sono sempre chiuse), la sostituzione del funzionario dell’ufficio Cultura mentre era in ferie (chissà se mentre “andiamo in stampa” le hanno trovato una sistemazione congrua?), la spedizione a Buje e a Eching del presidente della commissione gemellaggio Di Stasio, dell’Assessore Sciumbata, dei funzinari e del comandante dei vigili (L’Eco, 10/1/12) per riannodare i rapporti che si erano un po’ allentati con queste ridenti cittadine. Altro non ci viene in mente…

(In realtà c’è un’unica realizzazione degna di nota, ma più ascrivibile alla volontà dell’Assessore alla scuola Barletta che altro, e cioè la preparazione, per quanto in ritardo, del Piano del Diritto allo Studio, che è stato approvato all’unanimità dal consiglio comunale del 15/12/11).

Per il resto in nostro comandante non sembra essere alla guida di un… naviglio che viaggia veloce, più che altro sembra il nocchiero fantasma di un barcone carico di smog, traffico, aree impestate di amianto, fabbriche ad alto rischio e politiche sociali inesistenti. In questo momento probabilmente sta studiando i suoi amati classici, riflettendo sull’ingratitudine umana e sull’incomprensibile mancanza di pacato moderatismo del Partito Democratico. Laddove per moderatismo leggasi ignavia.

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